L’arte di presentare libri

Nella mia vita ho incontrato molte belle librerie. Due hanno assunto un significato importante per me.

La prima è il Viaggiatore Immaginario di Arezzo, in P.zza Risorgimento. Vi si accede da 4 vetrine che si lasciano leggere come quarti di copertina; le due piccole, che incorniciano l’ingresso, propongono la lettura di libri che non smettono di essere interessanti ed informano su quali sono stati più venduti……poi…poco più esternamente le due grandi, che diventano spazio per le installazioni attraverso cui Giampiero assembla libri, idee, parole, oggetti, e crea suggestioni preziose, originali, confortanti.

Quelle vetrine hanno per me il sapore di un evento sul quale fare affidamento, perché sai che immancabilmente arriveranno per regalarti emozioni e sorpresa. All’interno poi, il clima che si respira è molto familiare, e come in ogni famiglia, quando c’è troppa gente, il padrone di casa compostamente aspetta di potersi rilassare alla sera. Marina invece, anche quando stanca, non risparmia attenzioni a nessuno… e magari affretta i gesti delle sue mani per confezionare quegli elegantissimi pacchetti regalo, che sembrano scappati da una cioccolateria di lusso.

La sezione bambini non è più piccola come una volta, ed è nutritissima. Ed alle volte mi piace sedermi in terra a gambe incrociate per sfogliare con calma gli albi. Se non c’è troppa gente.

Tra le due stanze, i libri svettano con criteri che forse rispondono a delle precise logiche di mercato, ma a me sembrano tanto familiari, come quando in casa non riesci a decidere quali libri tenere più in vista per incontrali con lo sguardo, o la mano, quando ti muovi per le stanze.

L’altra è la Libreria dei Ragazzi che Roberto Denti e Gianna Vitali hanno aperto all’inizio degli anni ’70 a Milano.

Mentre organizzavo la trasferta, per andare a visitare la “prima libreria in Italia specializzata sulla letteratura per l’infanzia” ero molto emozionata. Anche perché Roberto Denti aveva acconsentito ad incontrarmi per scambiare due parole su alcuni miei progetti. Ero però anche titubante. Tutte le idee che mi ero fatta su di lui non trovavano corrispondenza con il linguaggio parlato dal sito della libreria. Senza dire nulla a nessuno, sono andata in negozio due giorni prima dell’appuntamento, con Valentino e Livia (5 e 6 anni).  Entrando ho avuto la sensazione di vivere un dejavou! Mi sembrava di trovarmi in un C.E.M.E.A. (centri di esercitazione per l’educazione attiva), più precisamente mi sembrava di essere nella sede del Lazio, ad Oriolo Romano. Questa era la libreria che mi aspettavo! L’ambiente parlava ….-e veicolava valori solidissimi: tutto era accessibile per i bambini, funzionale, immediatamente visibile e visionabile. Scaffalature e tavoli assolutamente essenziali, privi di fronzoli. Una lezione su come aiutare il bambino a fare da solo! Maria Montessori e Bruno Munari ne sarebbero stati entusiasti. E libri, tanti, tanti libri. Ero in compagnia degli intramontabili Rodari, Munari, Mari, Lionni -ma anche di una moltitudine di scrittori ed illustratori pubblicati oggi.

Due giorni dopo, l’accoglienza riservatami è stata generosa nei contenuti e nella forma. Senza fronzoli. Una lezione sotto molti punti di vista.

Essendo iscritta alla meiling-list, ogni volta –ed accade frequentemente- che la libreria ospita una lettura, o una presentazione, o un incontro per librai, desidero trovarmi là.