DAMMI TEMPO! un ciclo di incontri per genitori e nonni

Mi piacerebbe allargare la cerchia delle persone con cui portare avanti un’idea comune di sostegno alla genitorialità. In particolare, desidero incontrare chi si adopera per aiutare i padri, le madri e i nonni a riconoscere le loro competenze e che lo fanno attraverso un “accompagnamento” operato con “tempi giusti”, opponendosi alle scorciatoie offerte da una pseudocultura commerciale -incentrata su pillole di saggezza e ricette, magari elargite nell’ambito di scuole per genitori costose. Ve ne sono di alcune che affollano decine di persone in grandi ambienti, ove si tengono lezioni frontali da cui i genitori escono tramortiti dalle nozioni e dagli imperativi a cui sono stati sottoposti.

A me preme invece collaborare con professionisti che aiutano i genitori -e i nonni- a “vedere” realmente i loro bambini, a riconoscerne i tempi, i bisogni e le preferenze.

Spesso genitori e nonni, in preda a stati d’ansia  nocivi sia per loro che per i bambini, con fare anticipatorio, offrono ai bambini risposte a bisogni che essi non hanno ancora avuto modo di riconoscere in prima persona: mi vengono in mente pianti “inascoltati” e messi a tacere con il ciuccio, il seno, la tv, un gioco, la canzoncina, e che forse erano espressione di un disagio ancora non compreso allo stesso bambino. Le risposte anticipatorie impediscono al bambino di comprendere il suo bisogno e di imparare a gestire ciò che avviene in lui e intorno a lui. Allora è importante aiutare gli adulti a “sopportare” l’impossibilità di preservare i bambini da qualunque tipo di disagio e far ricordare loro che grazie ad alcuni piccoli malesseri transitori sono cresciuti.

Analogamente è importante non  “anticipare” l’acquisizione di nuove competenze…. ogni bambino ha il suo tempo. Voler “insegnare” a stare seduti o a camminare  spesso comporta che il bambino, nel tentativo di compiacere l’adulto, prova fatica anziché gioia, tralascia di fare ciò che realmente lo interessa, è goffo nell’esecuzione di movimenti che più tardi si sarebbero naturalmente sviluppati con eleganza. E’ importante allora tranquillizzare il genitore, o il nonno, che il ritmo del suo bambino va bene, è “naturale” e ci si può comodamente sedere accanto a lui e godere della sua presenza, mentre se ne sta sdraiato sul pavimento, senza costringerlo -e costringersi- ad estenuanti esercizi ginnici.

Durante gli incontri con genitori e nonni, spesso li invito a ricordare quanto è odiosa la sensazione che si prova quando si è ostacolati da vestiti scomodi, per sollecitarli a chiedersi se davvero è comodo l’abbigliamento scelto per il bambino oppure se si tratta di abiti pensati per adulti in miniatura e non per neonati: le tutine e i pantaloni di jeans ingessano i bambini limitando la libertà motoria e lo sviluppo neurofisiologico ad esso correlato, così come le camicie i golfini stretti bloccano i movimenti, talvolta con l’intento di scimmiottare il look degli eterni adolescenti.

Grande spazio, occupa l’aiutare gli adulti ad osservare in quali giochi i bambini mostrano piacere e concentrazione. Con una maggiore conoscenza e consapevolezza si possono evitare pessimi acquisti, quali, ad esempio, i giocattoli di plastica, spesso rumorosi e drammaticamente basati su misere proposte stimolo- risposta, che sono tanto frustranti quanto poveri. Far “vedere” agli adulti quale concentrazione e piacere esprimono i bambini e le bambine lasciati liberi di sperimentare e scoprire materiali di uso comune,  naturali e non, riporta nelle case la gioia di creare giochi e giocattoli insieme, riempiendoli di significati e attenzioni che non si possono comprare. Se il bambino nel gioco non è attivo, capace di gestire in autonomia gli oggetti per sbatterli, metterli dentro e fuori, allinearli, impilarli o costruire strutture in cui può sperimentare l’equilibrio,….. l’adulto deve sospettare di non avergli messo a disposizione materiale adeguato. I bambini sanno giocare da soli! per il semplice piacere che è -e deve rimanere- fine a sé stesso. Quando questo non avviene, spesso c’è invadenza nel gioco da parte dell’adulto, che lo distrae e disturba, oppure i giocattoli sono inappropriati o l’ambiente non favorisce la concentrazione e non crea serenità.

Trasversalmente i libri per bambini e bambine accompagnano tutti gli appuntamenti e -dall’alto della loro bellezza- diventano strumenti per creare relazioni affettivamente avvolgenti tra adulti e bambini. Fortunatamente l’editoria per bambini e bambine, in controtendenza con gli altri settori, gode di buona salute. Nell’editoria per bambini l’Italia può vantare illustratori e scrittori di eccellenza che creano vere e proprie opere d’arte, da apprezzare insieme, magari stringendosi in un abbraccio.

Tendenzialmente lavoro con piccoli gruppi di genitori, naturali, affidatari, adottivi e nonni: su richiesta anche in un rapporto uno a uno.

Mi piacerebbe incontrare professionisti che -attraverso approcci diversi- abbiano voglia di condividere un percorso comune di scambio. DAMMI TEMPO! è il nome del percorso che propongo agli adulti che si occupano di bambini e bambine fino a 6 anni.