intervista a Guia Risari

Guia Risari è nata nel 1971 a Milano, dove ha compiuto studi classici e si è laureata in Filosofia Morale. Ha ottenuto un M.A. in Modern Jewish Studies alla Leeds University con una dissertazione finale su Giorgio Bassani e l’antisemitismo italiano. Vanta numerose pubblicazioni e traduzioni in vari ambiti. È autrice di numerosi racconti, pubblicati su riviste internazionali. Attualmente scrive per diverse case editrici, collabora con riviste letterarie e interviene con laboratori e corsi di formazione in festival, scuole e biblioteche.

Guia, ti va di guidarci in una riflessione sul valore pedagogico e sociale dell’estetica oggi?

Sì, il termine estetica rischia oggi di essere frainteso e limitato all’apparire con una connotazione accessoria negativa di superficialità, esteriorità, banalità. Invece, se torniamo al significato filosofico dell’estetica, essa è visione del bello naturale e artistico, che rivelerebbe degli aspetti non marginali della realtà bensì il nostro rapporto col mondo sensibile e con i sentimenti ad esso connessi.

Come reputi lo stato di salute dell’editoria per bambini e giovani adulti oggi in Italia? E in ambito artistico come reputi le proposte per i più piccoli?

È un periodo di crisi in cui si scambia la diminuzione dei lettori con la loro incapacità a cogliere dei significati profondi. Si offre pertanto una scelta di facile consumo, che punta spesso agli aspetti più deteriori della ricezione e questo è un grosso rischio. Significa, alla lunga, disamorare i lettori. Accanto a libri per bambini e adolescenti che spingono solo al consumo seriale senza costituire una reale esperienza di vita, esistono tuttavia bellissimi esempi di libri innovativi e profondi che, per fortuna, non passano inosservati. In ambito artistico, trovo che non si faccia una sforzo adeguato per avvicinare i più piccoli a sviluppare gusto e sperimentazione. Ancora una volta, si sottovalutano le capacità estetiche dei bambini.

Quali idee vorresti mettere in circolo attraverso il tuo lavoro di scrittrice?

Che tutto è possibile, che la realtà non è univoca, che esistono mille modi di affrontarla e che ci sono in noi forze, risorse e talenti che consentono di trasformare il nostro presente. Che la curiosità che spinge a fare scoperte è una grande risorsa e l’immaginazione un’alleata fondamentale, insieme all’umorismo e alla sensibilità.

Come nascono i tuoi libri per bambini? Tra i tanti libri per bambini che hai scritto, a quale sei più legata e perché?

I miei libri nascono spesso da immagini della storia che scorrono davanti ai miei occhi come un cortometraggio. Il mio compito dunque è trascriverla. Oppure da un’idea che vive insieme a me per mesi, a volte anni, e d’un tratto è giunta a maturazione. Tra i miei libri, amo particolarmente “Achille il puntino” perché è una storia di crescita, “Pane e oro” perché la vera protagonista qui è la creatività e “La coda canterina” perché tutti noi, a un certo punto, ci risvegliamo diversi e stimoliamo gli altri a cambiare.

Botta e risposta

Scrittore preferito: per gli adulti Anna Maria Ortese, per bambini Gianni Rodari

Illustratore preferito: Alessandro Sanna

casa editrice più innovativa: Orecchio acerbo

un giovane talento che apprezzi: Simone Rea

3 titoli che ogni bambino\a dovrebbe incontrare: “Le macchine” di Bruno Munari, “Federico” di Leo Lionni, “Come il topo piglia un sasso sulla testa e scopre il mondo” di Etienne Delessert

il film di animazione che ami: “Appuntamento a Belleville” di Sylvain Chomet

Tra gli altri lavori per l’infanzia, si segnalano:

testi di poesia ed ecologia curati:
“L’Africa…piccolo Chaka” di M. Sellier e M. Lesage (L’Ippocampo 2005; Premio Andersen 2006, Prix Sorcières 2001),“Le favole di La Fontaine” (L’Ippocampo 2010),“Il pianeta lo salvo io” di J. Wines e S. Horne (Edt-Giralangolo 2007), alcuni albi della collezione Paesi e Popoli del mondo di Edt-Giralangolo e diversi libri per Ape Junior, Salani e Nord-Sud, tra cui “Ritorno al bosco dei cento acri” di D. Benedictus (Nord-Sud 2009), seguito filologicamente fedele delle storie di Winnie-The-Pooh.

ha pubblicato “Nino Mangialegno” (“Parole di legno”, ill. F. T. Altan, Campanotto 2002; Menzione Speciale “Vileg novella dal Judri” 2002), “Pane e Oro” (ill. C. Mariniello, F. C. Panini 2004), “La macchina di Celestino” (ill. C. Mariniello, Lapis 2006), “Achille il puntino” (ill. M. Taeger, Kalandraka 2006; Kalandraka-Italia 2008), “Il Cavaliere che pestò la coda al drago” (ill. I. Urbinati, Edt-Giralangolo 2008), “La terre respire” (ill. A. Sanna, Memo 2008), “La filastrocca dei sei sensi”, “L’ode all’acciuga” (in “Le più belle filastrocche di tutti i tempi”, Liberamente Editore 2009), “La coda canterina” (ill. V. Lopíz, Topipittori 2010), “Gli occhiali fantastici” (ill. S. Rea, Panini 2010) e “Le chat âme” (ill. G. Herbéra, Memo 2010).

per informazioni si rimanda al sito: www.guiarisari.com