Arte in Gioco

Alle volte sono le piccole cose che emozionano.
Poco più di una anno fa sono arrivata a Bareggio, un comune di circa 17.000 abitanti, in cui oltre alla biblioteca -ben curata, articolata con un occhio di riguardo verso bambini e ragazzi- non esistevano risposte ludico-ricreative,  al di fuori dell’oratorio, naturalmente, che nell’interland milanese rappresenta spesso l’unica opzione.
Sabato è stato finalmente inaugurato dall’Ammnistrazione Comunale “Arte in Gioco”, un servizio che  mi ha vista coinvolta in prima persona nell’ideazione e nella progettazione.
L’atelier è strutturato per centri di interesse ed angoli liberamente fruibili, concepiti secondo un’idea di bambino libero e competente che si muove nello spazio, sapientemente predisposto dalla regia degli adulti, per giocare con l’arte, sperimentare in maniera libera le possibilità offerte da molti tipi diversi di materiali naturali e sintetici, imparare attraverso esperienze dirette.
L’idea madre è che l’esposizione alla bellezza fine a sé stessa genera benessere e crea occasioni in cui il bambino si relaziona con soddisfazione con gli altri.

Presupposti pedagogici del servizio
Il servizio pone al centro i bambini e le bambine riconoscendone competenze e potenzialità. L’ambiente è strutturato per rendere il bambino libero di muoversi tra le varie opportunità, seguendo i propri desideri e le curiosità, per queste motivazioni vigono poche semplici regole, necessarie per rispettare l’altro, i materiali e l’ambiente in senso più ampio. L’idea di bambino competente ed autonomo che desidera fare da solo -intorno a cui prende forma il progetto in parola- affonda le sue radici nel pensiero di tre studiosi che con il loro lavoro hanno operato delle rivoluzioni culturali, Maria Montessori, Bruno Munari, Gianni Rodari. ArteinGioco è un laboratorio a misura di bambino e bambina in cui è possibile godere del processo creativo giocando. I bambini possono muoversi tra vari angoli: 2 angoli pittura, lavagna luminosa, tavolo luminoso, giochi creativi da tavolo, manipolazione e assemblaggio a tavolino, isola con superficie specchiante, assemblaggio creativo.
La maggior parte del materiale è a vista, su ripiani o in cassetti di plexiglas, per sostenere la capacità di autodeterminarsi dei bambini. I materiali di consumo proposti tendono a privilegiare la varietà, pertanto non sono presenti numerosi pezzi dello stesso oggetto, ma piuttosto numerosi oggetti diversi (ad esempio molteplici matite, pennarelli, pennelli, carte, cartoncini, tamponi, etc) per ampliare lo spettro delle opzioni possibili, scartando l’idea che tutti in bambini debbano poter avere uno stesso oggetto, ma piuttosto possano fare esperienze diverse usandone molti, con tempi e spazi che agevolino l’esplorazione e contrastino un uso caotico e consumistico. L’équipe è composta da una pedagogista, un’atelierista e un’operatrice.
Lo spazio è aperto al mercoledì per i soli bambini e 1 sabato al mese alla presenza dei genitori o altri adulti accompagnatori. L’Associazione Culturale Lettori in erba collaborerà attivamente, non solo attraverso la mia persona, ma anche con azioni che sono in via di definizione.
Un piccolo esempio di rete che mette insieme -sotto l’insegna dell’arte e della centralità del bambino- un Comune, una scuola dell’infanzia statale, una cooperativa, un’associazione culturale . Non è stupendo?