Penne di Svezia: Astrid Lindgren

Inizia oggi la carrellata di “Penne di Svezia” l’appuntamento del mercoledì in attesa della 50a edizione del Bologna Children’s Book Fair (il ciclo è stato introdotto con questo post).
Parlando di Svezia è naturale pensare ad Astrid Lindgren e alle sue storie di bambini e bambine.

Tra le sue creazioni ho amato con autentica passione Pippi Calzelunghe, che ha preso vita nel 1941 quando Karin, la figlia di Astrid Lindgren, ebbe una polmonite: ogni sera la madre si sedeva vicino al suo letto e le raccontava delle storie e fiabe. Una sera Karin le chiese la storia di Pippi Calzelunghe, ragazzina che negli anni seguenti divenne il principale personaggio dei racconti di casa Lindgren. Nel 1944 la Lindgren trascrisse Pippi in un manoscritto, da lei anche illustrato, che donò alla figlia per il suo decimo compleanno. Pippi Calzelunghe fu poi pubblicato in Svezia nel 1945. In Italia nel 1958. Sia in patria che da noi funse da modello per generazioni di bambine. In molti paesi fu additata da genitori e pedagogisti come un pessimo modello.
Donatella Ziliotto, che ha portato Pippi Calzelunghe in Italia, evidenzia che i bambini amano Pippi perchè ha potere, ha forza e denaro, è furba, ha poteri speciali, e fa apparire meschino e ridicolo tutto ciò è convenzionale e normale usando una logica tutta sua e personale. Essendo ricca le è garantita indipendenza e libertà, tuttavia usa i suoi poteri speciali solo per difendersi. La sua rivolta è circoscritta alla tutela del mondo infantile dagli adulti.
Pippi è il contrario di Alice, bambina logica e beneducata in modo assurdo.
Acute le pagine di Donatella ziliotto su Pippi (in 100 libri scelti da Roberto denti, Bianca pitzorno, Donatella Ziliotto per navigare nel mare della letteratura per ragazzi, Salani, pp. 121-122)

Da bambina ho amato profondamente anche le avventure di Emil, di cui oggi si trova in catalogo solo il primo volume (per i film clicca qui).

Arrivederci a mercoledì prossimo!