Ci sono mani e mani

Torno a casa dopo una immersione totale nel lavoro, per approfondire, insieme a 27 persone, come è possibile riconoscere fattivamente i bisogni e i diritti dell’altro nel lavoro di cura. In particolare si è prestata attenzione alla fase della vita in cui, appena nati, la persona è “tutta pelle” e la sua stessa definizione dell’identità è  pressocché totalmente condizionata dalla reciprocità e dal rispetto con cui l’adulto si occupa di lui, da come lo tocca, lo guarda, gli parla.

Abbiamo parlato per giorni di

mani gentili

mani rispettose

mani consapevoli

mani accoglienti

mani aperte

mani rassicuranti

mani vitalizzanti

mani che sostengono

mani che accompagnano

mani disponibili

mani capaci di attendere

mani che danno agio

mani che lasciano spazio

Tornando a Milano apprendo che questa sera, in un capannone preso in affitto da un privato nell’hinterland, si terrà un raduno neonazista. (Per approfondimenti leggi qui).
Ricordo ancora quando, alle elementare, la mia maestra Vinicia Bruttini mi insegnò che in Italia è proibito per legge inneggiare al fascismo, così come lo è (ancora?) riunirsi in associazioni aventi come obiettivo quello di perseguirne le finalità.
Non so cosa sia successo nei quasi 40 anni intercorsi, però non mi piace.

A queste mani

rispondo con queste

lowDSC07363

DSC_1934

DSC_2065

DSC_3094