Pedagogia, medicina e arte si incontrano: Ute Strub racconta il suo percorso

Prosegue la pubblicazione del materiale che ho raccolto dalla voce di Ute Strub durante la settimana romana trascorsa insieme in occasione del seminario Giocare con la sabbia che ha tenuto per il Centro Nascita Montessori (in occasione del quale ho avuto l’onore di poter affiancare Ute come interprete).

Ute  Strub da giovane si recò a Berlino con il progetto di frequentare l’Accademia delle Belle Arti. Suo madre volle che passasse a salutare la sua ex insegnante Elfriede Hengstenberg, fisioterapista. Ute apprese così che la Hengstenberg  si era diplomata presso la scuola di Monaco di Baviera ed era poi tornata a Berlino, entrando così in contatto con Elsa Gindler, da cui prese  lezioni private, finendo per entrare nella sua cerchia di amici. Di tale cerchia faceva parte anche anche Charlotte Selver, nota pedagogista morta all’età di 102 anni nel 2003 e il maestro di musica Heinrich Jacoby.
Il trio Gindler-Selver-Jacoby  sviluppò un approccio pedagogico che introdusse una visione nuova della crescita personale di ciascuno e della percezione del movimento.
Il frutto di questa collaborazione continuò a germogliare anche grazie al contributo di Elfriede Hengstenberg che proseguì il loro lavoro.
Nel 1924 Elfriede Hengstenberg approfondì la conoscenza dei principi della pedagogia della musica di Heinrich Jacoby, e li declinò, in maniera originale,  dando vita a innovativa teoria del movimento.

Dal 1928 al 1933 Elfriede insegnò e diffuse i suoi fondamenti teorici  presso la scuola montessoriana berlinese.
Nel 1935 fu inviata da Emmi Pikler, pediatra, a tenere dei corsi di formazione estivi a Budapest.
Entrambe le pedagogiste colsero immediatamente la straordinaria vicinanza dei relativi approcci, che ponevano al centro la libertà di movimento quale fondamento indispensabile per un lavoro di cura “sano” e “rispettoso” del naturale sviluppo personale di ciascuno. In poche parole possiamo così riassumere il senso più profondo del loro lavoro: si deve prestare la massima attenzione all’iniziativa personale di ciascuna persona, indifferentemente dal fatto che abbia poche ore di vita o molti decenni sulle spalle, per sfruttarla e accompagnare uno sviluppo naturale e rispettoso dei suoi tempi, bisogni, desideri, curiosità, competenze. A nessuno dobbiamo insegnare come muoversi, la natura provvede, noi possiamo solo snaturare, ostacolare, cancellare saperi con stolte anticipazioni.
La collaborazione tra le due grandi donne proseguì negli anni.

Hengstenberg si concentrò nello studio del movimento in relazione ai bambini grandi e agli adulti, Pikler su quello dei piccolissimi.
A Berlino questo studio si integrò con l’esperienza montessoriana (a cui si riferiscono le immagini di questo post), drammaticamente conclusasi per le persecuzioni naziste.

Qui si si inserisce la storia di Ute, allieva di Elfriede Hengstenberg, che, appena entrata in contatto con lei cambiò i suoi programmi, rinunciando a frequentare l’Accademia di Belle arti per diplomarsi fisoterapista e apprendere\proseguire il lavoro della sua maestra.
Nel ’79 Ute compie il primo viaggio a Loczy, con una regolarità che ancora oggi, all’età di 82 anni, non vede soluzione di continuità.
Per non polverizzare l’esperienza della maestra, Ute ha raccolto documenti e fotografie di Elfriede Hengstenberg e li ha raccolti in una pubblicazione.

Ute ha inoltre recuperato gli attrezzi fatti costruire da Elfriede Hengstenberg per favorire il recupero motorio dei suoi pazienti (per anni si è occupata di malati cronici e terminali) e successivamente ha iniziato a proporli per l’educazione e la cura dei bambini: oggi li si trova frequentemente nelle scuole e nei nidi.

A Berlino è in atto una sperimentazione che vede le scuole protagoniste, per far rivivere l’esperienza della storica scuola montessoriana berlinese, reintroducendo l’intera attrezzatura allora utilizzata.
Merita attenzione, anche da parte degli scettici e dei timorosi, il fatto che questa reintroduzione degli attrezzi nelle scuole è fortemente sostenuta dalle GemeinUmpfalKasee  (le assicurazioni che coprono le spese degli incidenti scolastici) sulla base delle valutazioni secondo cui è vantaggioso investire nella prevenzione e in un’educazione motoria libera, in quanto da questa deriva una diminuzione degli incidenti, con relativo risparmio di denaro:

più libertà di movimento= meno incidenti!

Dal 2007 al 2010 Ute ha lavorato anche presso una comunità familiare che dista 18km da Berlino; l’esperienza è ora è portata avanti da una coppia che vi vive in forma stabile. Alcuni dei bambini che vi ha seguito frequentano regolarmente Strandgut (di cui ho scritto qui la sua testimonianza).

Dal ’92 Ute porta la sua esperienza in Spagna (a Barcellona e Girona) dove dapprima trasmetteva l’esperienza della sua maestra Elfriede Hengstenberg, poi quella di Emmi Pikler (è formatrice riconosciuta dall’Associaione Emmi Pikler) e ora diffonde il pensiero e l’esperienza di Strandgut.

Dal ’96 Ute ha portato in Germania  anche l’esperienza dei piklersplatz. Si tratta di gruppi stabili ( max 8 bambini) i cui genitori sono inviatati a sedersi ai lati mentre una  coordinatrice si occupa dei bambini.
Il senso della presenza degli adulti è quello di sviluppare le loro competenze osservative sul proprio bambino, aiutati in questo dalla conduttrice che si affianca a loro e li sostiene nell’osservazione. Periodicamente un incontro è riservato solo ai genitori, per le domande.

Termina questo racconto. A partire da settembre pubblicherò foto scattate in occasione della settimana trascorsa a Roma Con Ute, materiali che lei mi ha donato e che devo ancora tradurre, appunti di varia natura.

Con il Centro Nascita Montessori stiamo valutando in che forma divulgare il materiale raccolto e prodotto in quelle feconde giornate romane di giugno.