leggere la guerra e seminare la pace

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Ho chiesto alle libraie de LA CASA SULL’ALBERO (AR) di raccontare la loro partecipazione a una importante iniziativa, una mostra mercato animata da molti eventi culturali, in tema di guerra e pace. Lascio spazio alle loro parole e idee, ringraziandole per aver voluto condividere in questo blog il senso delle loro azioni.

REPORTAGE DALLA MOSTRA MERCATO DEL LIBRO PER RAGAZZI
A CURA DELLA LIBRERIA LA CASA SULL’ALBERO

Siamo state davvero felici quando l’Istituto comprensivo “Martiri di Civitella” di Badia al Pino (AR) ed il Comune di Civitella in Val di Chiana ci hanno contattato per riorganizzare la mostra mercato del libro per ragazzi, una mostra che aveva una tradizione decennale nel territorio e che aveva subito, qualche anno fa, una battuta di arresto.
Siamo state, poi, altrettanto felici, quando Comune e Scuola ci hanno messo di fronte ad una sfida impegnativa, cioè quella di allestire ed organizzare una mostra “tematica” con l’obiettivo di raccontare la guerra ai bambini ed ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo.
L’idea è nata da due importanti ricorrenze: i cento anni dall’inizio della prima guerra mondiale e i settanta anni dall’Eccidio di Civitella, una strage compiuta dalle truppe naziste il 29 giugno 1944 che costò la vita a ben 244 civili fra Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio.
Abbiamo, quindi deciso, di trasformare queste importanti ricorrenze in un’occasione per avviare una riflessione sul rapporto fra letteratura per l’infanzia, guerra e memoria.
Ci siamo messe al lavoro, ci siamo documentate attraverso saggi e contributi teorici ed abbiamo esaminato diversi testi per cercare di realizzare una bibliografia il più possibile esaustiva circa il panorama editoriale sull’argomento, inserendo i “classici” intramontabili, ma ponendo particolare attenzione alle novità editoriali.
Abbiamo pensato ad una serie di letture animate, laboratori, presentazioni ed incontri che mantenessero il filo tematico della mostra e che si rivolgessero non solo agli alunni della scuola, ma a tutta la cittadinanza.
Abbiamo attivato collaborazioni con altre realtà, e da queste collaborazioni è nato un libro “La mamma non ti dirà più niente”, appositamente scritto e realizzato per l’occasione, un piccolo tesoro, che attraverso i testi di Enzo Gradassi e le illustrazioni di Ilaria Gradassi, ci racconta la storia della piccola Vittorina Lammioni, sopravvissuta all’eccidio di Civitella.

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La mamma non ti dirà più niente, Enzo e Ilaria Gradassi, autoproduzione in distribuzione presso la mostra mercato e La casa sull’albero

Il risultato di questo lavoro sono due settimane intensissime in cui incontreremo 800 bambini e ragazzi, insegnanti, nonni e genitori, presenteremo loro i libri che abbiamo selezionato, leggeremo assieme delle storie, incontreremo autori e rifletteremo sul nostro passato, guardando, anche al nostro presente e futuro.
La guerra è presentissima nella vita di bambini e ragazzi, alla televisione, nei film, nei videogiochi e nei social network. Ma questi mezzi di comunicazione in che maniera raccontano la guerra? La raccontano utilizzando come cifra la spettacolarizzazione, propinando banalizzazioni e semplificazioni degli avvenimenti storici, che non vengono letti nella loro complessità sociale, politica ed economica.
E’ importante riaffermare, quindi, il primato della narrazione ed in questo senso la letteratura per l’infanzia, con la sua ricchezza di proposte, può essere un validissimo strumento per educatori, insegnanti, genitori.
Leggere la guerra può far sì che date come il 25 aprile o l’8 settembre continuino a significare qualcosa per bambini e ragazzi, soprattutto in un momento storico come il nostro, in cui i programmi scolastici remano contro e in cui stanno via via scomparendo i testimoni oculari di questi avvenimenti.
Siamo, inoltre convinte, di quello che scrive Walter Fochesato nel suo illuminante saggio Raccontare la guerra, cioè che leggere la guerra, nelle sue atrocità ed insensatezze, sia un modo per seminare la pace.

Ed è in questo senso che ci viene in aiuto la letteratura per l’infanzia con la ricchezza e la qualità delle sue proposte.

Per quanto riguarda la produzione editoriale sulla prima guerra mondiale segnaliamo che i titoli in catalogo non sono molti e per la maggior parte rivolti alla scuola secondaria di primo grado.
Per affrontare la tematica con i bambini della scuola primaria abbiamo utilizzato Cecilia va alla guerra di Lia Levi, ed. Piemme, un racconto in forma di diario in cui le vicende della vita personale di Cecilia, si intrecciano con avvenimenti della Grande Guerra.
Passando alla scuola secondaria troviamo una maggiore scelta di possibili letture.
Interessante per il punto di vista adottato dallo scrittore nel racconto, è War horse, di Micheal Morpurglo, ed. Rizzoli, di cui molti ragazzi hanno visto il recente adattamento cinematografico di Steven Spielberg. Il punto di vista è quello di Joey, uno dei tantissimi cavalli inglesi che partì per il fronte. Pagina dopo pagina si entra nei pensieri che il giovane cavallo, fin da puledro, fa sulla sua vita e sulla sua condizione al fronte, stimolandoci a compiere una seria critica sul comportamento degli esseri umani. Il romanzo parte da premesse assolutamente pacifiste, come, del resto, tutta l’opera di Morpurgo, a cui è dedicato un intervento sull’ultimo numero di Liber “Guerra a perdere”.


L’ autore britannico ha dedicato una grande attenzione al racconto della grande guerra, con un importante lavoro di ricerca storica, raccolta di testimonianze e volontà di denuncia nei confronti di un evento che lui considera “la metafora di tutte le guerre”.
L’opera di denuncia delle grandi ingiustizie della Grande guerra continua anche con un altro romanzo La guerra del soldato Pace, ed. Salani. Ad ispirare l’autore, questa volta, le ingiustizie subite da 306 soldati dell’esercito britannico e del Commonwealth giustiziati tra il 1914 e il 1918 per diserzione e codardia, due dei quali solamente per essersi addormentati durante il turno di guardia.
Fra il 2013 e il 2014, complice sicuramente la ricorrenza, sono diversi i testi che raccontano vari aspetti della la Grande Guerra.
Freschissimo di stampa La notte in cui la guerra si fermò di James Riordan, ed.Mondadori, un grande classico della letteratura inglese, pubblicato per la prima volta in Italia, la storia vera della notte in cui il calcio fermò la guerra. Protagonisti Harry e Jack, compagni di scuola, amici ed aspiranti calciatori fino a quando nelle loro vite irrompe la Prima guerra mondiale ed, in poco meno di un mese, Harry e Jack diventano due soldati.
Ne L’ultima alba di guerra, ed. Feltrinelli, Paul Dowswell, ci racconta le ultime ore della prima guerra mondiale, dell’incontro e dell’intreccio dei destini di tre soldati, Axel, un giovanissimo fante tedesco, Will, suo coetaneo inglese, e Eddie, un rampollo americano entrato in aviazione per far colpo sulle ragazze. Un libro che fa emergere l’assurdità di una guerra feroce, combattuta da ragazzi simili, ma dalle uniformi diverse.


Al racconto della Grande guerra si è dedicato anche John Boyne, autore conosciuto ai più per Il bambino con il pigiama a righe. In Resta dove sei e poi vai, Boyne ci racconta la Grande guerra mondiale attraverso gli occhi di un bambino di nove anni, Alfie Summerfield, che fa il lustrascarpe per contribuire all’economia familiare. In questo libro si toccano due importantissime tematiche: la storia di chi tornò dalle trincee distrutto non solo fisicamente, ma anche psicologicamente e la storia di chi fece scelte diverse, come l’obiezione di coscienza e quali furono le dure conseguenze di tali scelte.
Per la collana Carta Bianca di Einaudi Ragazzi è uscito Il volo dell’asso di Picche di Christian Hill. Protagonisti sono quattro ragazzi che abitano in un paesino del Friuli a una manciata di chilometri dal fronte austriaco e vicino a una piccola base di volo italiana. Nonostante le gravissime perdite umane, la guerra continua a esaltare gli animi e il patriottismo. I quattro giovani, che passano pomeriggi con il naso all’insù a osservare i voli dei biplani Caproni e ad ammirare Francesco Baracca, l’eroe del momento e riusciranno alla fine per una serie di “strane coincidenze” a realizzare il loro sogno.
Non si può certo dire che alla consistente quantità di produzioni sulla seconda guerra mondiale corrisponda sempre una altrettanto significativa qualità. Siamo d’accordo con Matteo Corradini, quando scrive che si deve stare attenti a non cadere nell’equivoco del “basta parlarne”, che insieme alla retorica, rappresenta uno dei più frequenti equivoci in cui si cade nelle celebrazioni che accompagnano la Giornata della Memoria.
Segnaliamo due validi testi per raccontare la seconda guerra mondiale.
Di nuovo per la collana Carta Bianca è uscito nel 2014 L’eroe invisibile di Luca Cognolato, e Silvia Del Francia, in cui scopriamo come Giorgio Perlasca con genialità, intelligenza, inganno, perseveranza, riuscì a intessere una rete in grado di aiutare un numero enorme di cittadini ungheresi destinati ai campi di sterminio.
Un lavoro straordinario è stato fatto da Matteo Corradini ne La repubblica delle farfalle, ed. Rizzoli. Corradini è partito dall’accurata ricerca storica per costruire un romanzo triste, struggente che mette in luce la forza delle parole, la forza di Vedem, il giornale dei ragazzi di Terezín che trovarono la loro personalissima forma di resistenza.
Non è facile spiegare a bambini e ragazzi che cosa è stata la Resistenza, ma proprio per la sua complessità storica e sociale è necessario, come sosteneva Roberto Denti che, oggi più di ieri, i giovani siano guidati nel percorso di avvicinamento ai momenti nevralgici della nostra storia recente.
Per le scuole primarie segnaliamo Fulmine un cane coraggioso di Anna e Michele Sarfatti, ed. Mondadori, in cui la narrazione della Resistenza è affidata ad un cagnolino, che si chiama Fulmine e Una partigiana di nome Tina, di Anselmo Roveda, ill. Sandro Natalini, ed. Coccole Books, in cui scopriamo le ragioni che spinsero Tina Anselmi a diventare Gabriella, staffetta partigiana.
Di grande valore i contributi di Roberto Denti, Ancora un giorno, ed. Piemme, per la scuola primaria e La mia Resistenza, ed. Rizzoli, per la secondaria.
Il primo è la storia di quattro ragazzi che vivono in un quartiere all’estrema periferia di Milano, in via Cicco Simonetta negli ultimi momenti della guerra, nel 1945, mentre Milano è occupata dai tedeschi e dai fascisti di Salò, soffrendo la fame e subendo violenze ed ingiustizie. Il secondo è, invece, un romanzo autobiografico, in cui Roberto Denti racconta le motivazioni che spinsero lui e tanti altri giovani a compiere una scelta importante, quella di far parte del movimento di liberazione del nostro paese.
Apprezzatissimo dai ragazzi è Ribelli in fuga ed. Einaudi Ragazzi, in cui ispirandosi alla storia vera delle Aquile Randagie, Tommaso Percivale, ci racconta la storia di un gruppo di ragazzini di un piccolo paese sugli Appennini che con coraggio ed in nome della libertà si oppongono alle leggi del regime che proibiscono lo scautismo.
A Marzo del 2014 Rizzoli ha pubblicato L’estate di Giacomo, di Luca Randazzo, un romanzo complesso, che ci racconta la fascinazione di Giacomo, un ragazzino di undici anni, per i partigiani, che incontra sulle montagne vicino a Feltre.
Anche per quanto riguarda gli albi illustrati c’è una ricca ed interessantissima produzione.
Per parlare di conflitto con i più piccoli abbiamo utilizzato due grandi classici La guerra delle campane di Gianni Rodari, illustrato da Pef, ed. Emme e Gli Snicci del Dr Seuss edito da Giunti.
Per le scuole primarie segnaliamo del Dr Seuss, La battaglia del burro, ed. Giunti, che ci racconta l’interminabile ed assurda guerra fra gli Zighi e gli Zaghi.
Nel catalogo di Orecchio Acerbo sono molti i titoli che affrontano tematiche connesse alla guerra (L’albero di Anne, La portinaia Apollonia, Bruno il bambino che imparò a volare), molto interessante, anche alla luce dei recenti avvenimenti negli stadi italiani, è Fuorigioco di Fabrizio Silei, ill. Maurizio Quarello, che ci racconta la storia di Sindelar, il Mozart del pallone, eroe fuori e dentro il campo.


Affascina bambini ed insegnanti Il nemico di Davide Calì, ill. Bloch Serge, ed. Terre di Mezzo. Due soldati, due nemici, che non si conoscono, ma che condividono lo stesso triste destino della guerra di trincea. L’albo si conclude con una bellissima immagine, con un gesto di avvicinamento fra i due soldati, il lancio di due messaggi in bottiglia, una riflessione sul fatto che l’incontro è forse il miglior antidoto alla guerra.
Concludiamo con un albo che ci ha incantato Memorial di Gary Crew, illustrato da Shaun Tan, ed. Elliot. Un libro che ripercorre il ricordo delle tante guerre che hanno in qualche maniera coinvolto i membri della famiglia che si raduna attorno al grande albero protagonista del libro. Ed è l’immagine del bambino del libro, che ascolta i ricordi degli adulti riuniti attorno all’albero, a ricordarci l’importanza della narrazione e della memoria.

I temi della memoria, della storia, della partecipazione saranno trattati con continuità in questo blog, per riflettere su quali pratiche attuare in maniera costruttiva, per accendere sguardi e sensibilità capaci di andare oltre la mera retorica, per alimentare un confronto tra idee e prassi.