Alleanze educative e di cura

Articolo scritto insieme ad Alice Gregori

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Qualche mese fa, preparando la scaletta dei seminari che si sarebbero tenuti nell’ambito del Family Care, a Brescia, abbiamo iniziato a mettere nero su bianco alcuni principi intorno ai quali (Alice e io) strutturiamo le nostre piste di lavoro e studio; mano a mano che procedevamo ci siamo accorte che prendeva corpo un manifesto, abbiamo deciso di condividerlo pubblicamente, eccolo:

Animare alleanze e cooperare precocemente con le persone, fin dagli esordi della loro vita, significa impegnarsi ad accoglierle e riconoscerle nella loro unicità, permettendo loro di soddisfare i bisogni profondi e crescere libere, nel rispetto della propria e altrui natura e, per quanto possibile, felici!

Perché?
La qualità delle cure che si ricevono è determinante per imparare a “volersi bene” e sentire di “valere”, condizioni necessarie per uno sviluppo globale sano della persona.

Ciascuna persona costruisce la percezione di sé e del proprio valore grazie alle relazioni che vive in precoce età e successivamente, fino alla fine dei suoi giorni.

Un adulto che riconosce nel bambino, fin dai primi istanti di vita, una “persona” animata da bisogni e direttive naturali, ha bisogno di lavorare su se stessa per imparare a sostenerlo e accompagnarne lo sviluppo, che è sempre personale e unico.

L’ambiente è un educatore silente ma determinante.

Anche i libri sono educatori silenziosi, sono ponti, sono finestre sul mondo. Non è mai troppo presto o troppo tardi per far incontrare a qualcuno un bel libro.

Il gioco libero e il movimento sono fonte di gioia, oltreché un diritto! Entrambi agiscono come fattori di protezione in situazione di difficoltà e deprivazione.

Quindi?
In quanto cittadini e\o professionisti ci impegniamo per animare un sostrato culturale allo scopo di:

fare chiarezza: i bisogni non sono capricci!

interrogarsi su fenomeni e comportamenti, familiari e non, che incidono sulla qualità della cura e sullo sviluppo della persona

divulgare, promuovere, condividere e sostenere buone prassi, anche per contrastare letture semplicistiche e giudicanti delle difficoltà espresse da famiglie e operatori e bambini

animare uno scambio attivo e formativo tra professionisti

promuovere la lettura (in particolar modo ad alta voce) e un incontro precoce con l’arte

sensibilizzare la cittadinanza, gli amministratori e i dirigenti sull’urgenza di “avvalorare gli atti di cura” che attualmente non vengono quasi mai presi in considerazione nei sistemi organizzativi e valutativi adottati nei servizi alla persona, pubblici e accreditati

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Nel sito www.educative.it si trova anche la pagina dedicata a Come agire di cui illustriamo a seguire i contenuti:

1. Trasmettere fiducia

Trasmettere fiducia nelle potenzialità di ciascuno e opporsi al loro spreco, a partire dai piccoli e piccolissimi gesti quotidiani.

Ri-conoscere la delicatezza di atti come lavare, vestire, spostare un neonato, interrompere il perpetuarsi di consuetudini apprese in maniera acritica, riconoscere le manifestazioni di disagio per quello che sono contrastando la tendenza di chiamarle “capricci”

Rispettare il gioco spontaneo e agevolarlo.

Tutti possono accendere il proprio sguardo e maturare le proprie capacità osservative. I bisogni non sono capricci!

2. Cooperare

Cooperare per favorire una conoscenza reciproca tra famiglie e professionisti, su cui fondare una giustificata fiducia.

Adoperarsi per favorire la diffusione di buone pratiche di cura della persona.

Impegnarsi per imparare a riconoscere e accogliere i “bisogni”, i “desideri” e le “competenze”, soprattutto quelle molto precoci. Per costruire un’alleanza con un neonato, ad esempio, si può, in concreto, sfruttare un suo movimento spontaneo per vestirlo e andare a significare questa “collaborazione” verbalizzandola.

Prendendosi cura di una persona la riconosciamo nella sua unicità, costituita da soma e psiche; su questo avvaloramento ella modellerà una visione positiva di sé, sviluppando autostima e sicurezza. Quando -al contrario- si ha la pretesa di “insegnarle” cosa desidera, come lo desidera, cosa sia bene per lei, trasmettiamo un messaggio: Ciò che tu senti non ha valore!

Tutti possiamo costruire alleanze, condividendo ed esplicitando il senso di ciò che facciamo.

3. Cercare nuovi equilibri

Cercare nuovi equilibri, per vivere attivamente in una società complessa e ricca di contraddizioni, per contrastare sciatteria, qualunquismo e logiche di mero profitto monetario.

4. Sensibilizzare

Sensibilizzare la cittadinanza, gli amministratori e i dirigenti per contribuire fattivamente a una graduale riconversione degli spazi e dei tempi a misura di persona e di comunità.

Le motivazioni di questa scelta?

A entrambe sta a cuore che le motivazioni siano chiare, speriamo di essere riuscite a esplicitarne: il Manifesto di Alleanze educative e di cura intende avvalorare gli atti di cura e portate all’attenzione della società civile il tema dei bisogni profondi, personali e collettivi.
Questa alleanza non nasce per scopi commerciali, è una risposta alle logiche del profitto, alla solitudine di molti, al disinvestimento nei servizi alla persona e nella formazione personale, con l’idea che è possibile dare dignità alle azioni di cura, alla libertà, all’unicità di tutti e di ciascuno, in maniera laica, apartitica e antidogmatica, con partecipazione civica e professionalità.

Tutti coloro che lo desiderano possono sottoscrivere il manifesto per affermare che considerano prioritario riporre al centro tempi, spazi e politiche per la persona e la comunità, a partire dai minuti gesti quotidiani fino ad arrivare a politiche di ampio respiro. Per aderire è sufficiente inviare la richiesta tramite la pagina dei contatti.

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Coloro poi, che fossero interessati ad approfondire le tematiche inerenti la cura, possono chiedere di aderire anche al circolo di studio, che nasce per riunire professionisti di diversa formazione. L’intento è scambiare saperi ed esperienze attraverso incontri che si tengono con una regolare periodicità: un incontro ogni tre mesi (della durata di una giornata); un incontro residenziale, a cadenza annuale (della durata di 3 giorni).
In occasione degli incontri si alternano interventi frontali, esperienze laboratoriali che ingaggiano i partecipanti, visione di filmati, fotografie e materiali, discussioni di gruppo.

Per contattarci in relazione alle attività del Manifesto e del circolo, potete scrivere qui.