libri senza parole, educazione visiva e civica

Libri senza parole. Destinazione Lampedusa

MUBA, Museo dei bambini Milano
dal 14 novembre al 14 dicembre 2014

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Le illustrazioni del catalogo della mostra sono di Chiara Carrer

Approda al MUBA di Milano la mostra internazionale Libri senza parole. Destinazione Lampedusa. Silent books. Final destination Lampedusa; partita nel 2013 da Roma ha fatto tappa a Biella, Ravenna, Lido di Ostia, Napoli, Macerata, Brescia, Anversa degli Abruzzi, Città del Messico, ed è rientrata in Italia appositamente per questa occasione, dopodiché riprenderà il viaggio fuori confine.
Sono 111 i libri selezionati in collaborazione con la rete IBBY International e il Palazzo Esposizioni di Roma, di cui alcuni, particolarmente interessanti e preziosi per originalità, complessità, valore storico e tematiche affrontate, vanno a costituire la “honour list”che consta di dieci titoli, scelti da una giuria internazionale composta da critici, illustratori, bibliotecari e librai.
I dieci volumi di particolare pregio sono:
Ajubel, Robinson Crusoe
Ara Jo, The Rocket Boy
Raymond Briggs, The Snowman
Katy Couprie & Antonin Louchard, Tout un monde
Suzy Lee, Wave
Madalena Matoso, Todos Fazemos Tudo
Gonzalo Moure Trenor & Alicia Varela, El arenque rojo
Shaun Tan, The Arrival
Marije & Ronald Tolman, De boomhut
David Wiesner, Flotsam
Nicole De Cock, Aan de overkant (Menzione Speciale Amnesty International)
Iela & Enzo Mari, La mela e la farfalla (Menzione Speciale Ibby Italia)
Bente Olesen Nyström, Hr. Alting
ma nessuno degli altri è banale.

Chi desidera visitare la mostra può farlo in autonomia, oppure in compagnia dei volontari di Ibby che si rendono disponibili secondo le proprie possibilità. Io sarò a disposizione nei giorni 3 e 10 dicembre, dalle 16.30 alle 18.30 ,per viste guidate e informazioni. Chi desiderasse visitare la mostra in mia compagnia può venire direttamente al MUBA senza preavvviso, anche se per motivi organizzativi gradirei saperlo prima (potete scrivemi a f.grasso@edufrog.it, oggetto visita libri senza parole, indicando la data prescelta).

Per le scuole sono organizzate visite guidate (dal lunedì al giovedì), dalle 10.00 alle 10.50 e dalle 11.10 alle 12.00 (per prenotazioni: ibbymilano@ibbyitalia.it)

Alla mostra si affiancano le proposte culturali del circuito bibliotecario urbano, che si svolgeranno sia simultaneamente sia successivamente al periodo dell’esposizione. Le biblioteche organizzeranno mostre bibliografiche di silent book attingendo al patrimonio di libri della loro sede, in alcune di esse saranno proposti anche laboratori per il pubblico e le scuole, secondo un calendario che sarà consultabile contattando la propria biblioteca di quartiere. (Presso tutte le biblioteche del sistema bibliotecario urbano sarà disponibile il materiale informativo sulla mostra)

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La mostra rappresenta:

– un’occasione imperdibile per andare a vedere -gratuitamente, anche più e più volte- una selezione dei migliori libri “senza parole” per l’infanzia disponibile oggi nel mondo;

– un’azione paradigmatica attraverso la quale risignificare il lavoro di Jella Lepman creando ponti di libri tra i paesi del mondo per seminare pace, cultura e bellezza;

– il primo frutto di uno sforzo internazionale per far nascere a Lampedusa una biblioteca per ragazzi, che ha il merito, tra l’altro, di riconoscere fattivamente il diritto dei bambini lampedusani ai libri e alla lettura. A questo proposito Deborah Soria illustra le origini e le finalità del progetto attivato per dotare Lampedusa di una biblioteca:

L’Idea del progetto della biblioteca di Lampedusa nasce dopo l’ondata di profughi che arrivarono sull’isola nel 2011.
IBBY Italia (…) non poteva rimanere insensibile al modo in cui i naufraghi minori ricevuti nel CIE di Lampedusa venivano trattati.
Cercando contatti sull’isola entrammo in dialogo con Giusi Nicolini (…) che ci raccontò dell’assenza della biblioteca anche per i 1000 minori italiani di Lampedusa.
Da quel momento in poi la nostra è diventata una battaglia di diritti, che sottolinea la necessità e la difficoltà che tutte le pratiche legate all’alfabetizzazione seria e profonda di una comunità vengano rese difficilissime dal governo e dalle amministrazioni…
(…) L’obiettivo è costruire uno spazio che, intorno ai libri, sappia creare scambi ed emozioni, parole e memorie comuni: è questa la sfida che intendiamo raccogliere, e sulla quale chiediamo il sostegno di tutti. Perché oggi Lampedusa è ovunque.

Prima di andare a presentare meglio cosa sono i libri senza parole (in italia designati dai più come silent book) mi preme spendere due parole su Ibby, una realtà che a mio parere dovrebbe costituire un interlocutore abituale del governo:

IBBY – International Board on Books for Young People è un’organizzazione no-profit fondata in Svizzera nel 1953.
È una rete internazionale di persone, che provengono da oltre 70 paesi, impegnate nel facilitare l’incontro tra libri, bambini e ragazzi.
IBBY promuove a livello internazionale il diritto dei più giovani ai buoni libri e alla lettura, creando ovunque per l’infanzia l’opportunità di accedere a libri di alto livello letterario e artistico e incoraggiando la pubblicazione e la distribuzione di libri di qualità per bambini specialmente nei Paesi in via di sviluppo.
Ogni sezione nazionale di IBBY ha come obiettivo quello di promuovere la letteratura per l’infanzia del proprio Paese.

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l’arrivo delle valigie che stanno viaggiando con i libri nel mondo

Ricorro alle parole della presidentessa Silvana Sola, per presentare in cosa è impegnata la sezione italiana:

Il sesto senso di cui ha tanto parlato Gianni Rodari è quello della lettura, un senso che necessita di molta cura, che va sostenuto e promosso dalla società civile.
I libri sono semi: alimentano la mente, accrescono l’intelligenza, piantati nel tempo giusto, producono frutti straordinari.
IBBY Italia lavora per questo, per promuovere quei frutti, per diffondere buoni libri per tutti, per permettere di esercitare il diritto alla lettura.
Lo fa mentre si occupa di stilare bibliografie sulla legalità raccontata attraverso le storie e i romanzi; lo fa mentre trova occasioni di narrazione per bambini e ragazzi provati dal terremoto; lo fa mentre contribuisce alla creazione di biblioteche multilingue; lo fa mentre suggerisce libri per una biblioteca ideale internazionale sulla disabilità e sui bisogni speciali, lo fa mentre promuove e offre visibilità, in consessi internazionali, al lavoro di scrittori, illustratori, traduttori italiani.
IBBY Italia lavora in rete, crea occasioni di riflessione condivisa, si muove per creare una comunità che vede nel libro il viatico per rendere concreta una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza utile per determinare una migliore qualità dell’esistenza per i bambini, i ragazzi, gli adulti, i cittadini, fuori dalla retorica, dentro alla vita.

I libri “senza parole” affidano il racconto alle sole immagini e con il loro linguaggio universale creano un ponte tra culture differenti, poiché consentono di superare barriere linguistiche e culturali e al tempo stesso stimolano e facilitano l’incontro tra persone di origini diverse. Sono un prezioso strumento che invita a raccontare nuove storie con molteplici significati, lasciando spazio e libertà all’immaginazione, alla fantasia.

I libri senza parole permettono di creare quei ponti di pace che Jella Lepman si impegna attivamente a  costruire inviando ai governi di oltre venti paesi questa lettera:

Gentile signore,

questa lettera contiene una richiesta insolita e le chiediamo la sua particolare comprensione. Stiamo cercando delle strade per mettere in contatto i bambini della Germania con i libri per bambini provenienti da tutte le nazioni. I bambini tedeschi non hanno più nemmeno un libro, dopo che la letteratura per l’infanzia del periodo nazista è stata tolta dalla circolazione. Inoltre, educatori e editori hanno bisogno di libri provenienti dal mondo libero per orientarli e far da guida. I bambini non hanno nessuna responsabilità nella guerra ed è il motivo per cui questi libri per loro dovrebbero essere i primi messaggeri di pace. I libri saranno riuniti in una mostra itinerante che si sposterà attraverso la Germania e poi, forse, anche in altri paesi. Cerchiamo in particolare libri di sole figure o comunque molto illustrati, che aiutino a superare la barriera linguistica. Ma speriamo anche di rendere fruibile la letteratura che racconti una storia utile al lavoro di gruppo che intendiamo fare. Speriamo che gli editori tedeschi potranno ottenere i diritti di traduzione di gran parte di questi libri. Inoltre, vorremmo chiedere al suo paese disegni e quadri realizzati dai bambini. Le immagini parleranno una lingua universale e rallegreranno i bambini ovunque.
(Jella Lepman, La strada di Jella, prima fermata Monaco, Sinnos Editore, 2009)

Deborah Soria, la persona che ha pensato di risignificare il gesto di Jella Lepman attraverso Lampedusa spiega

E’ inaccettabile per IBBY che intere comunità vivano senza accesso ai libri ed al servizio bibliotecario, ancora in Italia oggi.
E’ inaccettabile che non si diano uguali diritti a bambini in età scolare su tutto il territorio.
E’ inaccettabile che, sottolineato un bisogno, nessuno nelle amministrazioni pubbliche si adoperi perché questo stato di cose finisca o venga ristabilita la “normalità”, specialmente dopo un grido di aiuto lanciato dai bambini di Lampedusa.

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senza parole mille figure si offrono ai nostri occhi

Perché dunque 23 paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Iran, Italia, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Pakistan, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Tailandia, Turchia) hanno inviato i libri senza parole reputati più belli?

Marcella Terrusi, esperta di letteratura per l’infanzia che si occupa specificatamente anche di Silent book, ci guida in questo mondo

I libri senza parole sono narrazioni che in maniera ellittica enfatizzano il ruolo dei lettori, delle loro voci e del processo di negoziazione e co-costruzione del senso che si produce quando si legge insieme.
Ho osservato nel mio lavoro di ricerca, durante occasioni di formazione con gli adulti e anche con i bambini, quanto possa essere interessante guardare insieme, condividere ipotesi e co-costruirle, per poi correggere magari le prime interpretazioni negoziando un senso comune.
I capolavori che si trovano nella collezione internazionale sono in questo senso un invito ad esplorare questa zona silenziosa dell’editoria per ragazzi, che sceglie di raccontare con le immagini l’ineffabilità della poetica quotidiana, quella fatta delle grandi domande (i conflitti, le distanze, le metamorfosi, le migrazioni) e di quelle piccole (il valore di un dettaglio, l’intreccio dei gesti, la vita di un fiore).
Nella mostra bibliografica “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa” vi sono capolavori del genere senza parole: i libri storici, considerati i capostipiti del genere, di Iela ed Enzo Mari; Clown, il capolavoro di Quentin Blake che denuncia l’invisibilità e la marginalità dell’infanzia, il valore della cura, in una fiaba visiva di straordinaria attualità; Flotsam di David Wiesner, che considero il manifesto del genere silent, con la sua narrazione che canta del legame fra tutte le immagini del mondo, e della letteratura visuale come possibilità di connessione delle grandi distanze, nel tempo, nello spazio, nella cultura.

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impiliamo i libri per esaminarli uno ad uno

Interessante la restituzione che ci offre a proposito della ricerca internazionale Visual Journeys with Migrant Readersa, che ha permesso di sperimentare l’utilizzo dei libri senza parole con i bambini in vari paesi del mondo:

In termini pedagogici la proposta di questo scaffale offre grandi potenzialità: con il progetto internazionale Visual Journeys with Migrant Readers (il volume è uscito per Bloosmbury) abbiamo raccontato l’esperienza della lettura de L’approdo (uno dei dieci titoli della shortlist della mostra) con bambini migranti di dieci anni, realizzata in Scozia, in Arizona, in Spagna, in Australia e in Italia. Ho avuto il piacere di presentare questa ricerca al congresso IBBY a Città del Messico e al Teachers College di Columbia University a New York, proprio lo scorso settembre.
Nella ricerca fatta con i bambini, ma anche in tante altre occasioni di formazione e didattica con gli adulti, ho osservato che avventurarsi insieme nelle pagine di un libro silenzioso significa anche scegliere di esplorare territori poetici che riguardano aspetti importanti della vita e dell’immaginario.
Il gruppo di bambini del progetto Visual Journeys ha riportato da questa esperienza un bagaglio prezioso, sorprendente. I bambini intervistati alla fine del percorso di lettura (5 incontri settimanali di 2 ore) hanno affermato per esempio tutti di aver migliorato molto la loro dimestichezza con la lingua italiana (la motivazione all’espressione di sé ha sopravanzato timidezze e incertezze, e i bambini presto si sono aiutati reciprocamente, anche attraverso lingue ponte); di essersi conosciuti meglio e aver fatto amicizia, scoprendo le reciproche storie che non si erano mai raccontati; durante il percorso hanno dato voce (mai interrogati direttamente su questi, ma solo dal testo) a contenuti legati alla propria storia, spesso drammatica, di migranti, di bambini che hanno vissuto separazioni e ricongiungimenti familiari, che conoscono il valore del lavoro e lo spaesamento in prima persona.
Bambini che vivono la loro condizione di immigrati normalmente come una diminutio in termini di competenze hanno, in un contesto scolastico, potuto attingere alla loro vasta competenza del mondo, alla loro esperienza di migrazione come ad un patrimonio ricco che li rende cittadini globali, che li rende capaci di parlare più lingue, di imparare con velocità sorprendente, di tracciare relazioni e parentele fra cose apparentemente lontane.
Nei risultati della ricerca abbiamo riscontrato un’accresciuta e dichiarata passione nei confronti del libro, vissuto come occasione di relazione e di rispecchiamento, oltre che come esperienza estetica e poetica di grande intensità emotiva.
Anche nel confronto con le maestre, che non erano presenti agli incontri ma hanno osservato i cambiamenti dei bambini in classe attraverso le quattro settimane, sono emersi risultati interessanti: i bambini coinvolti hanno mostrato un rafforzamento nell’autostima dopo aver compiuto questo viaggio periglioso insieme nelle pagine; hanno fatto pratica di ascolto reciproco e hanno sperimentato la gestione del conflitto nella ricerca comune di soluzioni creative e hanno portato questo allenamento nella vita di classe.
Le maestre hanno rilevato ricadute significative sia a livello del curriculum, del comportamento dei bambini in classe, delle modalità al lavoro di gruppo, che nella capacità di elaborazione linguistica e soprattutto nella motivazione alla partecipazione alla discussione.
La rilevanza della pratica ha mostrato dunque aspetti psicologici e didattici, nella direzione di un’autentica inclusione. I bambini sono poi diventati da viaggiatori guide, ed hanno proposto, su insistente richiesta dei compagni, la lettura guidata di tutto il libro al gruppo classe. In questa occasione hanno riprodotto le modalità di conduzione e acquisito capacità interlocutorie e di coordinamento.

In sintesi:

Libri senza parole. Destinazione Lampedusa

Dove?
presso MUBA, Museo dei bambini Milano – Rotonda di via Besana, via Enrico Besana 12, Milano – Tel. 02 43980402 – Mezzi pubblici: tram (9, 12, 23, 27) o autobus (73, 77, 84)

Quando?

dal 14 novembre al 14 dicembre – lunedì: 9.30-15.30; da martedì a venerdì: 9.30-18.30; sabato, domenica e festivi: 10-19.00

Ingresso libero e gratuito.

Personalmente sarò a disposizione per visite guidate e per rispondere alle domande nei giorni 3 e 10 dicembre dalle 16.30 alle 18.30.

La mostra è social
@IbbyItalia
https://it-it.facebook.com/ibby.italia
L’hashtag ufficiale è #senzaleparole

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