Munari, Montessori, Goldschmied: raccogliere e integrare il loro lavoro

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Bruno Munari, Prelibri, prima edizione con Danese, nel 1979, oggi in catalogo Corraini.

Condivido alcuni preparativi del workshop La Centralità del bambino che terrò domenica 1 marzo a Brescia, grazie alla collaborazione con l’Associazione Emmi’s Care.

Come sempre, la parte teorica, seppur presente, sarà conseguente alle esperienze che i partecipanti condivideranno ed emergeranno grazie a un lavoro maieutico che poi mi vedrà tirare i fili, ordinarli, rimetterli sul tavolo di lavoro. Tracce scritte possono essere recuperate da chiunque su Edufrog, sul presnte blog e nel Manifesto di Alleanze educative e di cura, scritto a quattro mani con Alice Gregori.

Ecco materiali e idee che utilizzerò per presentare Bruno Munari (su cui potete leggere una mia prima lettura pedagogica, introduttiva, tramite il link qui sopra).

Punto di partenza per parlare di Munari: il rispetto che aveva verso i bambini. E un interesse vivo verso ciò che amano fare, verso ciò che attrae la loro attenzione, che ne anima i giochi, e le intelligenze creative.

C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. (da Fantasia, Einaudi Laterza)

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Prelibri, dettagli che rivelano sorprese tra le pagine, fuori, intorno, che accendono sguardi e animano storie

In ambito editoriale è riconosciuto all’unanimità il contributo rivoluzionario e ancora insuperato che Munari ha apportato con i Prelibri, ma perché è così portentosa la sua proposta?

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Che bell’esperienza, intellettivamente feconda, osservarli e toccarli!

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Così come è affascinante recuperare alla mente l’ABC della lezione montessoriana e rinvenirne traccia nei 12 Prelibri.

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Illuminante i punti di contatto con il lavoro di Elinor Goldschmied.

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Domenica, a Brescia, ci divertiremo giocando proprio in questa direzione.
Divertiremo” si, perché nel piacere si operano modifiche profonde della persona, che in questa dimensione si apre intimamente all’esperienza su cui poi si innesta il pensiero:
fare per com-prendere!
Immersi in un piacere che dapprima è fine a se stesso, poi diviene potenziale per la collettività!

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Giocheremo anche con il + e –, sempre di Munari, sempre con le stesse lenti fornite da Montessori e Goldschmied.

Sfioreremo il lavoro di alcuni suoi eredi: l’esperienza de La Coccinella di Loredana Farina, con cui Munari collaborò; toccheremo con mano First look, dell’allievo nipponico Katsumi Komagata.

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Little Eyes, FIRST LOOK Beginning for Babies, Katsumi Komagata, one stroke & co., 1990, Japan

Giocheremo anche con Nella notte buia (1954!!) e Nella nebbia di Milano (1968), libro in cui, tra le pagine scriveva, evidenziando quanto le comunicazioni commerciali già cambiassero l’ambiente cittadino:

BEVETE, MANGIATE, SPENDETE

CONSUMATE, CONSUMATE

CONSUMATE DI PIU’

Non sarà un caso, quindi, che nel 1968 Munari iniziasse a collaborare con il pedagogista Giovanni Belgrano, con il quale progettò diversi giochi didattici, per le «Edizioni per bambini» di Danese.

Vorrei, ma non posso per non uscire fuori tema, accennare al grandioso lavoro di Anno Mitsumasa, ma non sarà possibile (per chi desidera approfondire, ne ho scritto qui, qui e qui).

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Munari considerava l’approdo ai mercati rionali un successo, indicatore di un’assimilazione popolare della proposta. Ed è con questa rassicurazione, dunque, che mi diletto a creare libri illeggibili, prelibri e sculture da viaggio.

A ciascuno il suo piacere, è gratuito e riempie di gioia.

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un libro da me realizzato un anno fa, circa (per diletto, s’intende!)

Chi desidera iscriversi al workshop si affretti, scrivendo a info@edufrog.it e\o info@emmiscare.org.
Numero chiuso.