Onda gialla per il buon governo, a Roma

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Per  anni ho collaborato con il Comune di Roma in qualità di formatrice nell’ambito del sistema integrato dei servi educativi per la fascia 0-3, maturando un’esperienza indimenticabile, per la qualità del lavoro che ero chiamata a svolgere e per gli scambi fruttuosi che ho avuto con persone del calibro di Tullia Musatti e del suo gruppo (penso in particolare a Mariacristina Picchio, Isabella di Giandomenico, …), a Nice Terzi, a Laura Restuccia Saitta, e tante altre formatrici di grande esperienza e spessore.

In quegli anni ho conosciuto “da dentro” nidi comunali e convenzionati. Per questo, in parte, oggi ospito un contributo di due socie fondatrici dell’Associazione Onda Gialla, che si batte per salvaguardare la qualità dei nidi convenzionati, ma anche il buon governo della cosa pubblica.

Sono le parole di Raffaella Napoli e Rosalba Rossigno (Socie fondatrici di onda gialla) che ci aiutano a comprendere meglio cosa sia Onda Gialla, per far fronte a quali problemi si mobilita e come si adopera per esigere il rispetto della legalità in una logica di BUON GOVERNO.

Anticipo che il movimento chiede al Comune:

-di adempiere ai propri doveri di vigilanza e controllo,
– di operare una valutazione tecnica – tramite una commissione ufficiale e riconosciuta- per definire quanto è lecito che costi un nido che rispetta tutte le norme e gli adempimenti;
– puntualità nel pagamento di rette eque.

Mi sembra ammirevole la perseveranza con cui, a dispetto delle innumerevoli difficoltà incontrate, alcuni imprenditori continuino a richiedere “valutazioni trasparenti e pubbliche”, con strumenti e professionisti individuati dall’ente locale competente, allo scopo di tutelare la qualità del servizio e  consentire il rispetto delle norme contrattuali del lavoro.

I titolari di nidi privati sono spesso stati accusati di essere il ” male”, la rovina dei servizi pubblici. Autorevoli intellettuali tuonano, talvolta, contro gli squali privati; anche una persona del calibro di Umberto Galimberti, dalle pagine del Venerdì di Repubblica, si espresse in maniera sommaria contro i nidi privati romani, dando prova di non conoscere i dettagli della faccenda, e a lui rispose in maniera egregia Laura Franceschini con una lettera che non fu mai pubblicata su quelle stesse pagine e che ripropongo qui.
Purtroppo sfugge a molti che è il malgoverno della cosa pubblica a lasciare, spesso, inaccettabili ampi margini di facile profitto a gestori senza scrupolo e a metterne in ginocchio altri, che rispettano le norme -lo fa ad esempio sottopagando i servizi e pagando con molto ritardo le rette dovute.
Lascio la parole a Raffaella e Rosalba che raccontano ONDA GIALLA , un gruppo interessato a IL SOSTEGNO DELLA QUALITA’ E DELLA LEGALITA’ dei servizi per l’infanzia.

PREMESSA

ROMA. E’ il 2002, quando la Giunta Veltroni avvia con successo la rete a gestione privata dei servizi integrati per l’infanzia in convenzione con il Comune. Grazie ad un impianto di convenzionamento che esige qualità e rigore, nel rispetto di adeguato corrispettivo, le strutture in convenzione iniziano ad affermarsi sul territorio, divenendo nel tempo un importante punto di riferimento per le famiglie ed un concreto sostegno alla realtà educativa dei servizi pubblici (per inciso: è in quegli anni che ho avuto la fortuna di lavorare a Roma, per alimentare lo scambio tra pubblico e privato in un’ottica di crescita reciproca dialogante).
A fine 2009, l’avvento della Giunta Alemanno porta un improvviso cambiamento di rotta, improntando una gestione della rete dei servizi all’infanzia orientata unicamente verso le esigenze di mercato, alle condizioni più convenienti alla pubblica amministrazione: oltre al congelamento del tariffario applicato da Roma Capitale, vengono apportati tagli di bilancio, riduzioni dell’orario dei servizi, ignorando quali conseguenze sulla qualità sarebbero ricadute sui bambini, sulle famiglie, sui lavoratori, sulle aziende. E’ subito chiaro che, ottemperare a tutte le disposizioni legislative, agli adempimenti fiscali delle strutture, ai contratti collettivi di lavoro dei dipendenti, ai contratti di locazione, agli adempimenti fiscali, agli aggiornamenti sulle normative sulla sicurezza sul lavoro, sulla legge antincendio, ecc., le tariffe sarebbero risultate totalmente inadeguate. L’Amministrazione paga un posto in un nido privato la metà di quanto costa in un nido comunale. Perché?

A luglio 2010 alcuni titolari di Nidi e Spazi Be.Bi. convenzionati con Roma Capitale si ritrovano per protestare contro i tagli effettuati dalla Giunta, decidono così di unirsi alla cordata Assoinfanzia e portano alla luce l’esistenza sul territorio di numerosi nidi, privi dei regolari permessi e dei fondamentali della legalità. La lotta all’abusivismo viene sostenuta anche da alcuni esponenti del Partito Radicale, che sporgono denuncia alle Autorità competenti. La denuncia non sortisce alcun effetto: molte strutture abusive, nonostante le minacce di chiusura ricevute, sono tuttora aperte e nel pieno della loro attività. Molti degli associati migrano a Federlazio.

Nel frattempo, in Regione viene approvata la nuova Legge sui Servizi all’Infanzia.
Nella campagna elettorale del 2013, esponenti del PD e della Lista Civica Marino mostrano grande attenzione e vicinanza ai problemi dei nidi convenzionati. Durante il ballottaggio tra i due sindaci, l’Amministrazione uscente emana la Delibera di Giunta n.244 del 22 maggio 2013. I termini della convenzione vengono modificati in itinere. La Delibera assesta il colpo di grazia definitivo e non lascia dubbi sulla sostenibilità finanziaria delle singole strutture.
I gestori dei nidi vengono a conoscenza dei nuovi provvedimenti soltanto a fine luglio 2013, quando le iscrizioni per il nuovo anno educativo sono già completate, le famiglie accolte nelle rispettive strutture ed il rinnovo del contratto di convenzionamento pronto, da firmare “ad occhi chiusi”.
I gestori decidono di proseguire il cammino in un gruppo autogestito, al di fuori di schemi e schieramenti politici e il 17 marzo 2014 inizia  un presidio  sotto il Dipartimento delle Politiche Educative, nella testarda ricerca di un colloquio costruttivo con i referenti istituzionali.

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L’obiettivo da perseguire è il ripristino e l’affermazione della legalità. I titolari dei nidi spostano il presidio al Campidoglio. Tramite il sostegno del Presidente della Commissione Scuola e di alcuni consiglieri del Partito Radicale, viene presentata una mozione con la richiesta di costituire un Commissione Indipendente che certifichi sia i costi reali di un servizio affidato in Convenzione, sia del medesimo servizio a gestione comunale. Tutto ciò al fine di garantire la sostenibilità finanziaria dei servizi all’infanzia ed il ripristino del diritto di tutti i soggetti interessati: bambini, famiglie, lavoratori. Inoltre, viene richiesto l’avvio di una capillare lotta al fenomeno dell’abusivismo nei servizi all’infanzia che vede tuttora operare strutture che non garantiscono i requisiti di sicurezza, di tutela e di qualità, e la denuncia di emissione di bandi per gestione privata di asili pubblici, con basi d’asta tali da non consentire l’applicazione dei CCNL. Avvalendosi di Revisori di Conti qualificati, viene prodotto un importante studio di settore riguardante un’analisi dettagliata dei effettivi costi sostenuti dalle strutture convenzionate.
Ad aprile, L’Onda Gialla travolge Piazza SS. Apostoli a Roma che diventa teatro di un evento a cui prendono parte centinaia di persone composte da famiglie, bambini, educatrici e gestori: tutti uniti per la stessa causa. La “protesta è pacifica”, ma forti e determinate sono le motivazioni.

E’ luglio 2014: nasce l’ONDA GIALLA: 30 Associati che ospitano 1500 famiglie e danno lavoro a circa 400 dipendenti. Il primo passo che ufficializza la neo Associazione è un’Audizione alla Regione Lazio, dove, alla presenza della Commissione Scuola, viene presentato lo studio di settore sui Costi.
Da allora, l’attività di ricerca di dialogo e confronto con la Giunta e l’Amministrazione Pubblica non conosce tregua. Si susseguono incessanti incontri con esponenti dei vari partiti, in particolare con quelli di maggioranza, con l’Assessorato, con il Sindaco stesso. L’Associazione guadagna credito in termini di dignità, competenze e rispetto. Si rilasciano interviste televisive e radiofoniche, sui media locali e nazionali.

Davanti ad una stagnazione politica ed un’assenza di progettualità partecipata, non è sempre facile tenere bassi i toni della protesta, pur sempre pacifica! In ben due occasioni, un nostro associato, mettendo seriamente a rischio la sua salute, ha voluto ricorrere al digiuno, pur di ottenere dall’Amministrazioni decisioni veloci, congrue e legali.

La qualità, si sa, ha un costo. L’Associazione Onda Gialla chiede all’Amministrazione Capitolina di essere più coraggiosa e di destinare maggiori risorse economiche ai servizi che si occupano dell’infanzia e di riconoscerne il valore.

“Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”
(Dietrich Bonoeffer)

è il motto adottato da Onda Gialla. Noi ci crediamo e continueremo a batterci per il sostegno alla qualità ed alla legalità dei nostri servizi.

Riprendo la parola per ringraziare tutti coloro che lottano per la legalità e la qualità.
Questo ricostruzione è una lezione di partecipazione e rispetto delle istituzioni, ma anche di decoro per i toni che caratterizzano la loro civile richiesta di confronto.