Ambiente, sostenibilità, cibo – proposte di lettura (2)

Ogni lunedì segnalo uno o più libri in tema di ambiente, sostenibilità, cibo; lo faccio perché le insegnanti da sempre trattano questi argomenti: lo fanno da prima e continueranno anche dopo l’EXPO, ma naturalmente quest’anno l’attenzione, anche nelle scuole, è maggiore. Le mie segnalazioni non ambiscono all’esaustività, sono ricollegabili a letture fatte, quindi scevre da intenti che vadano oltre la mera volontà di richiamare l’attenzione di insegnanti ed educatori su buoni libri, che credo potrebbero tornare loro utili nello svolgimento dei rispettivi lavori.

Documento acquisito-1

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco, EMME Edizioni, 1989

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco. Un anno di vita di flora e fauna dei boschi, EMME Edizioni, 1989.
In tema di sostenibilità, questo libro ormai raro, mi sembra assolutamente perfetto – tanto da segnalarlo nonostante la difficile reperibilità; forse qualcuno lo possiede e ignora quali capolavori celi al suo interno? in tal caso corra a sfogliarlo, non rimarrà deluso. So che lo si trova ancora in alcune biblioteche, on line è possibile capire in quali.
Dal canto mio, sarei felice di venire a leggerlo nelle scuole interessate.

Documento acquisito-2

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco, EMME Edizioni, 1989

Inizia così un viaggio tra le pagine che ci permette di vivere un anno di vita di bosco disegnato e “raccontato” da Irmgard Lucht, con la consulenza per le scienze naturali e forestali di Dieter Koenig:

Che cos’è un bosco?
Immagina di camminare con me in questo bosco: il sole filtra debolmente attraverso il fitto strato di foglie, dipinge sprazzi di luce sui tronchi degli alberi e solo qua e là raggiunge il terreno. L’aria profuma di aromi diversi; un po’ di resina, un po’ di funghi, un po’ di legno ammuffito. Sotto i nostri passi fruscia il fogliame, scricchiolano i rami. Da qualche parte un uccello prova la sua canzone; ripete, instancabile, sempre la stesa strofa. Tutto il resto tace.
Ci fermiamo un po’ per lasciar spaziare lo sguardo: Più osserviamo, più scopriamo. Più scopriamo meglio riusciamo a capire che questo è un mondo a parte, di cui sappiamo pochissimo.

(…)

Quando si prende soltanto, anche il magazzino più fornito finisce per svuotarsi. Fu così anche per la foresta. Venne un tempo in cui in molti luoghi era completamente scomparsa. E dove ancora viveva era impoverita, saccheggiata. (…) Soltanto quando, circa 250 anni fa, i grandi proprietri terrieri si accorsero che insieme alle foreste  stavano perdendo anche la principale fonte di guadagno, la situazione ambiò in modo determinante. Perchè, dove non crescono più alberi, non si può nemmeno vendere il legname.

L’immagine sotto illustra come gli alberi crescano in relazione alla quantità di luce di cui dispongono:

Documento acquisito-3

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco, EMME Edizioni, 1989

E’ naturale che ogni pianta cerchi di catturare quanta più luce può. Ma nel bosco la luce è rara ed è necessaria a tutte. Così la lotta per il miglior posto al sole rende le piante rivali, ed è sempre la più forte a vincere. La parte del leone spetta agli alberi più grandi. Tutte le altre piante del bosco vivono, più o meno, alla loro ombra. Cionostante crescono: perché? Perché si accontentano e sanno sfruttare la luce particolarmente bene.

Verso il 1970 arriva la moria dei boschi, di cui l’immagine sotto focalizza come gli alberi reagiscono alla malattia.

Documento acquisito-4

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco, EMME Edizioni, 1989

All’improvviso, senza un comprensibile motivo, si stavano ammalando un po’ ovunque un gran numero di abeti. Seguirono i pini silvestri e gli abeti rossi e, infine, anche quasi tutti tutti gli alberi di latifoglie. Oggi tutti i boschi dell’emisfero nord sono in pericolo a causa di questa misteriosa malattia!
Gli alberi, anche se malati restano verdi. per questo nella maggior parte dei casi non ci accorgiamo del loro stato. Essi, però, hanno un aspetto diverso dagli alberi sani. Lo puoi notare anche tu osservando attentamente gli abeti del disegno: quello piccolo, sulla destra, è danneggiato in modo grave. Ma i tre abeti a lato sono in fin di vita. Hanno già perso quasi tutti gli aghi. E’ per questo che sembrano trasparenti. I ramoscelli spogli penzolano come lacci da scarpe dagli altri rami. (…) Nonostante tutto non si arrendono: lottano per la vita. per bilanciare la perdita degli aghi vecchi con le loro ultime forze fanno crescre nuovi germogli. Questi
germogli della paura crescono, al contrario del solito, sulla parte superiore dei rami, talvolta a ciuffi. Riesci a vederli?

Documento acquisito-5

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco, EMME Edizioni, 1989

L’immagine sopra illustra la primavera:

Anche il nocciolo, in alto a sinistra, il salice, in alto a destra, ed il mezereo (o fiore di stecco), lì sotto, sono fioriti in fretta.

Documento acquisito-6

Irmgard Lucht, Le stagioni del bosco, EMME Edizioni, 1989

Dopo aver raccontato il bosco e la vita che lo pervade, mese per mese, da gennaio a dicembre, l’autrice si congeda lasciandoci una mappa dei nomi delle piante e degli animali presentati nelle illustrazioni.
Un libro di altissimo livello, perché racconta con precisione, proponendo una nomenclatura puntuale senza appesantire mai il filo della narrazione, anzi: invitando alla precisione, perché nominando le piccole cose si accendono sguardi e capacità di pensiero.

Se siete rimaste colpite da questo libro, forse vi interesserà leggere ciò che ho scritto su Una fattoria