il cestino dei tesori, un gioco che soddisfa bisogni

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 Il cestino dei Tesori raccoglie e fornisce ai bambini una ricca varietà di oggetti comuni, scelti per rispondere a bisogni naturali: afferrare, esplorare con i sensi, lasciare, riprendere.

Determinante, nella proposta del cestino, è la centralità del bambino poiché è lui che “sceglie” liberamente come e dove indirizzare il suo interesse, senza intromissioni: la presenza dell’adulto serve unicamente per rassicurare il bambino ma non per sollecitare, proporre, verbalizzare.
Ogni intervento dell’adulto, quando non richiesto, disturba il bambino interrompendone la concentrazione.
Allenandosi ad “accendere lo sguardo” sui bambini, rispettati nella loro libertà di azione, possiamo riconoscere con quale intensità osservano, scelgono, afferrano, estraggono dalla cesta, succhiano, passano sulle labbra, leccano, scuotono, battono, raccolgono, lasciano cadere, scartano, recuperano, maneggiano.

Poi si sa: la natura è così meravigliosa da unire spesso bellezza e gioia a un apprendimento significativo e duraturo: questa proposta di gioco, infatti, offre al bambino esperienze di godimento e conoscenza attraverso un “fare” che sollecita lo sviluppo di connessioni sinaptiche; tutto ciò avviene con l’esplorazione di diverse qualità tattili (consistenza, forma e peso), olfattive, gustative, sonore (squilli, tintinii, scoppietii, scricchiolii), visive (colore, forma, lucentezza, opacità, lunghezza, larghezza), cinestetiche (opportunità di osservare un corpo in movimento).
Non per ultimo, questo “fare” concorre anche a raffinare la coordinazione occhio-mano-bocca.

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La possibilità di scegliere in perfetta libertà assume un significato molto profondo anche in termini di affermazione di sé:

a chi non piace, di fronte a un “tesoro” guardare, toccare, scegliere, spostare, riprendere?

Se ci soffermiamo un attimo a riflettere quante occasioni si presentano a un bambino di 6-10 mesi di “scegliere in perfetta autonomia” forse ci sarà più chiaro

quanto piacere si sprigiona dal poter prendere dal cestino ciò che desidera, farne ciò che vuole, per tutto il tempo che vuole, come vuole, senza limitazioni! 

Il coinvolgimento è totalizzante, ogni parte del corpo del bambino sembra cercare la risposta alla domanda: cosa è questo oggetto?

Molti adulti faticano a riconoscere che bambini così piccoli riescono a mantenere la concentrazione in queste esplorazioni per periodi lunghi, anche un’ora; spesso sentono di dover entrare nel gioco, come se la loro “presenza” inattiva non fosse “abbastanza”, motivo per cui  avvertono di dover “stimolare”, “intrattenere”, “trastullare” i bambini anche quando, paradossalmente, con questo loro comportamento, nei fatti, distolgono il bambino da una cosa che lo vedeva ben concentrato e soddisfatto del proprio “fare”.

Generalmente alla base di tali “invasioni nel gioco del bambino” vi sono abitudini tramandate di generazione in generazione, ma contribuisce anche l’incertezza sul da farsi, il disagio, i timori e i dubbi, di neo-genitori ed educatori che non sono sufficientemente supportati da una formazione continuativa (cosa oggi purtroppo frequente per i continui tagli). Ecco perché propongo agli adulti l’esperienza del cestino e la visione dei filmati che ritraggono bambini impegnati con i “tesori” del cestino.

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A me preme favorire negli adulti la costruzione di una coerenza tra desideri, fantasie, azioni, ambiente, atteggiamenti, consuetudini.

Sono certa che si impara efficamente dall’esperienza: fare per capire! 

Nel mio studio, ma anche presso servizi che me lo richiedono, offro agli adulti che si prendono cura di bambini sotto l’anno di età (genitori, baby-sitte, educatrici, ostetriche, assistenti sociali, …) di sperimentare il cestino affinché possano com-prenderne il valore.

Il cestino dei tesori è stato inventato da Elinor Goldschmied dopo lunghe osservazioni di bambini piccoli, suggerisco a chi non ne ha sentito mai parlare, di leggere le pagine del capitolo 6 “il cestino dei tesori” all’interno del libro Persone da zero a tre anni, ed. Junior.

Mi permetto di sottolineare che la proposta, nella sua apparente semplicità, è frutto di riflessioni e osservazioni accurate, che spesso sono  fraintese e banalizzate -motivo per cui in molti servizi presentano materiali che sono altro come se si trattasse di “cestini dei tesori”.

Per approfondimenti sul Cestino dei tesori o su  Elinor Goldschmied, rimando al sito Gli amici di Elinor curato dalle sue collaboratrici e allieve, tra le quali  ringrazio Margarita Salvadori per la supervisione che mi ha offerto visionando il cestino fotografato. Nel sito si trovano preziosi video girati da Elinor, di cui consiglio la visione a genitori ed educatori, mentre sconsiglio vivamente la visione dei video reperibili su Youtube se non si hanno le basi per discriminare quelli validi.

Nidi, consultori, biblioteche, spazi e servizi per bambini nel primo anno di vita, possono contattarmi per maggiori informazioni scrivendo a: info@edufrog.it