Ambiente, sostenibilità, cibo – proposte di lettura (5)

Ogni lunedì segnalo uno o più libri in tema di ambiente, sostenibilità, cibo; lo faccio perché le insegnanti da sempre trattano questi argomenti: lo fanno da prima e continueranno anche dopo l’EXPO, ma naturalmente quest’anno l’attenzione, anche nelle scuole, è maggiore. Le mie segnalazioni non ambiscono all’esaustività, sono ricollegabili a letture fatte, quindi scevre da intenti che vadano oltre la mera volontà di richiamare l’attenzione di insegnanti ed educatori su buoni libri, che credo potrebbero tornare loro utili nello svolgimento dei rispettivi lavori.

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La botanica offre punti di vista e strumenti preziosi per interrogarsi sulla sostenibilità e sull’ambiente, anche in relazione al cibo, come riusci a dimostrare in numerose occasioni Eva Mameli Calvino, la botanica di cui possiamo leggere la biografia in un libro apprezzabile da lettori con una certa maturità (dalle scuole medie in poi) Fiori in famiglia, scritto da Elena Saccati per la collana DONNE NELLA SCIENZA, in casa Editoriale Scienza.

Decisi di accingermi all’identificazione e allo studio di funghi patogeni, agenti di malattia per le piante, iniziando a raccogliere campioni ammalati  (…)

I funghi sono responsabili di di gravi perdite di prodotti alimentari. Conoscerli è indispensabile per combatterli. Il mio lavoro fu anche approvato in un congresso internazionale di botanica.

Eva Mameli fu la prima ragazza in Sardegna a frequentare un liceo pubblico e -laureatasi a ventuno anni, ottenne libera docenza in botanica, fatto eccezionale poiché fu la prima donna ad aver ottenuto quell’incarico e tristemente attuale rispetto alla gratuità del’incarico, che ancora oggi ammorba le Università italiane. Correva l’anno 1915. Eva Mameli decise, nel contempo, nonostante la brillante carriera di ricerca, di diplomarsi  anche alla Scuola di Magistero, al fine di insegnare percependo una remunerazione -e non dover gravare sulla famiglia.

Per inciso, fu anche madre di Italo Calvino -e ciò aiuta a comprendere ancor meglio la precisione con cui lo scrittore nomina alberi e piante nei sui scritti, essendo egli figlio -non di uno, bensì due- botanici.

Mi sembra un motivo di ulteriore interesse per le insegnanti, andando ad aprire piste interdisciplinari tra materie scientifiche e letterarie.

Italo Calvino, ne i Ricordi-racconti per “Passaggi obbligati” (1962-1977) , editi ne i I MERIDIANI per Mondadori, ricorda un aneddoto: da ragazzo, era obbligato ad alzarsi presto nei giorni di festa, in cui avrebbe potuto dormire, per accompagnare il padre a raccogliere i frutti delle terre coltivate; egli esprimeva il suo dissenso resistendo ad apprendere la corretta nomenclatura delle piante che il padre sciorina lungo il cammino:

il vocabolario di mio padre si dilatava nell’interminabile catalogo dei generi, delle specie, delle varietà del regno vegetale – ogni nome era una differenza colta nella densa compattezza della foresta, la fiducia d’avere così allargato il dominio dell’uomo- e nella terminologia tecnica, dove l’esattezza della parola accompagnava lo sforzo  d’esattezza dell’operazione del gesto. E tutta questa nomenclatura babelica s’impastava in un fondo idiomatico altrettanto babelico, cui concorrevano lingue diverse, mescolate secondi i bisogni e i ricordi (…) Io non conoscevo  né una pianta né un uccello. Per me le cose erano mute. Le parole fluivano fluivano nella mia testa non ancorate a oggetti (…) la catena delle immagini non si sarebbe fermata per ore e ore mentre continuavo a seguire in silenzio mio padre, che additava certe foglie al di là del muro  e diceva “Ypotoglaxia jasminifolia” (ora invento dei nomi, quelli veri non li ho mai imparati) … 

Non mi è dato sapere se la mirabile precisione di nomenclatura botanica che caratterizza le opere letterarie di Calvino sia merito, in misura maggiore, del padre o, come ipotizza Elena Saccati, autrice di Fiori in Famiglia, riconducibile in misura maggiore all’austera precisione materna che non all’influenza paterna.

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Certo è che nelle biblioteche scolastiche mi piacerebbe trovare questo libro, che parla di ambiente e sostenibilità, naturale e sociale, presentando una biografia certamente esemplare per ragazze e ragazzi.