Belle storie! Per crescer con piacere

cuori

IL PRIMO POMERIGGIO DELLE VACANZE ESTIVE Lena e io costruimmo una funicolare tra le nostre due case. A sperimentarla, come al solito, sarebbe stata lei. Si arrampicò coraggiosamente sul davanzale, afferrò la fune con entrambe le mani e si buttò fuori avvinghiando i piedi nudi alla corda. Aveva tutta l’aria di essere una cosa pericolosa. Io trattenni il fiato mentre lei si spingeva verso casa sua, allontanandosi sempre più dalla finestra.

L’incip del libro ci immerge nel clima che caratterizza questo gustosissimo racconto, che suggerisco di far incontrare a bambini dai nove anni circa di età.
Non è solo la mia predilezione per la letteratura scandiva che me lo fa apprezzare , anche se vi incontro molti degli elementi che la caratterizzano, come:
– la capacità di restituire al lettore il punto di vista dei bambini;
– l’inestricabile rapporto tra libero movimento dei corpi, natura, indipendenza;
– il delicato equilibrio tra analisi introspettive\filosofiche e una leggiadra ironia.

Al pari di ogni “Autore” destinato a divenire un classico  Maria Parr, nata in Norvegia nel 1981, maestra in una scuola elementare e già acclamata star della letteratura per ragazzi, si muove con esiti naturali (ma certamente accuratamente strutturati) tra avventure degne di Emil e I Fratelli cuordileone (di Astrid Lindgren, autrice della celebre Pippi Calzelunghe), ma anche di Pollenke (Guus Kuijer).
Bo Gaustad, l’illustratrice che nel 2014 si è aggiudicata il primopremio del concorso nazionale a “Il più bel libro dell’anno”, anima la storia con veloci tratti, coerenti ed efficaci con il testo.

Ciò che rende questo libro prezioso è la sua amabilità, che non teme la profondità, come dimostra un passaggio veloce come quello che segue; poche righe (su un totale di 164) per accendere domande fondamentali per la crescita di ciascuna persona e cittadino:

“C’erano molte sparatorie da queste parti durante la guerra?” domandai, perché alla zia-nonna piace molto di più parlare di questo che di calcio.
“Per fortuna no mio piccolo Trille, ma c’erano molte altre cose che non erano affatto piacevoli.”
Così ci raccontò che in quegli anni era proibito tenere in casa una radio, perché i tedeschi avevano paura che i norvegesi la potessero usare per incoraggiarsi a vicenda.
“Ma noi la radio l’avevamo lo stesso” aggiunse con un sorriso furbo. “Stava sotterrata dietro al fienile e quando volevamo ascoltarla scavavamo e la tiravamo fuori.”
Allora i genitori della zia-nonna avevano fatto molte cose proibite, perché quando c’è la guerra è tutto all’incontrario e ciò che è illegale in realtà diventa la cosa più legittima.

Ancora una perla in Catalogo Beisler, di cui ho già scritto qui e su cui tornerò. Perché è una casa editrice preziosa.