migrazioni, appartenenze, spaesamenti

Desciendo de los barcos ” è il video vincitore dell’XI edizione del concorso “Memorie Migranti”, un progetto promosso dal Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti” per recuperare la memoria storica dell’emigrazione italiana.

Il video, realizzato da Giulia Peragine e  Sebastiàn R. Domìnguez (fotografia, suono e post-produzione) vede Mariana Chiesa nel ruolo di se stessa.

Il premio è stato assegnato il 18 aprile, alle 10 di mattina, un giorno prima del tragico 19 aprile che ha visto nuovamente il mare Mediterraneo inghiottire centinaia e centinai di corpi, nel tentativo di fuggire da luoghi di disperazione.

mariana-1

Mariana Chiesa, Migrando, Orecchio Acerbo

La concomitanza tra l’assegnazione del premio e la tragedia rischia di spostare erroneamente lo sguardo e sovrapporre cause, dinamiche e conseguenze della migrazione italiana dell’800 a quella odierna. I due fenomeni migratori sono assai diversi però, ed è importante coglierne le differenze, per non prestare il fianco a indecenti strumentalizzazioni che purtroppo abbondano.

mariana-2

Mariana Chiesa, Quasi ninna, quasi nanna, Orecchio Acerbo

Il filmato racconta con semplicità di intrecci affettivi, culturali, genealogici e intercontentali, lo fa con la testimonianza personale di una grande artista argentina, di origini italiane, la cui vita si gioca tra intrecci sui due lati dell’oceano; Mariana Chiesa ci mette a parte del senso di spaesamento che accompagna chi migra -evidenziando la circolarità della “Storia” e l’unicità delle singole “storie”, spesso simili e sempre differenti.

mariana-3

Cantico di fratello sole, illustrato da Mariana Chiesa, ELSE Edizioni

Di Mariana Chiesa caldeggio la lettura dei libri, portatori di uno sguardo capace di galleggiare e affondare; per saperne di più, qui un’intervista che mi rilasciò tempo addietro.

Il video racconta in chiave universale di grandi esperienze, di spaesamenti, di moti dell’animo e saperi delle mani -facendosi ponte tra adulti e bambini, a casa come a scuola. Buona visione, dunque!