illustrare è partecipare? Claudia Palmarucci racconta

E’ emozionante per me dialogare con Claudia Palmarucci, classe 1985, nata e cresciuta a Tolentino (Macerata).
Apprezzo molto il suo lavoro, inoltre è una persona con cui mi sento a mio agio, ancor più da quando le ho sentito esplicitare pubblicamente:

ho bisogno di lavorare con persone che mi piacciono, con cui sto bene!

Nel video che segue, una presentazione del suo ultimo lavoro, Le double, Editions Norai, su testo di Davide Calì,  che ha presentato a Milano,  allo spazio B**K, insieme all’autore e agli editori:

Su questo libro, che sarà a breve edito in Italia da Kite, nella nuova collana LE VOCI, racconta

Le double è un bellissimo racconto di Davide Calì da poco pubblicato dalla casa editrice ginevrina Editions Notari, che, come hai ricordato tu, uscirà presto in Italia con Kite edizioni.
E’ una storia contemporanea che parla di lavoro, dei ritmi disumani, spersonalizzanti e alienanti a cui operai e impiegati sono spesso sottoposti, del necessario rispetto per l’individuo, dell’importanza della consapevolezza e della scelta.
Le double narra la storia di un uomo, una specie di operaio il cui lavoro in una fabbrica (da lui non bene conosciuto in tutti i suoi aspetti) aumenta continuamente, fino al punto di non dargli più il tempo di vivere la sua vita.
Da qui, la decisione di dimettersi. Il suo capo, tuttavia, sembra avere pronta per lui una soluzione: lo invita ad andare in un negozio, che dall’esterno può sembrare simile ad un salone di bellezza.
In questo luogo molto accogliente, viene a ritrovarsi nudo in una vasca piena di acqua calda. Dopo questo bagno rilassante, accade qualcosa che ha dell’incredibile: nella stanza accanto scoprirà un altro se stesso, un gemello, un “doppio” perfetto.
Il finale è inaspettato, senza dubbio invita a una riflessione.
Le condizioni di sfruttamento e di alienazione che caratterizzano da sempre la grande massa operaia, ma che ormai riguardano anche altre professioni in cui l’abuso si palesa non solo sotto forma di sfruttamento della manodopera ma anche sotto forma di sfruttamento intellettuale, è una questione che da tempo accende il mio interesse. Inevitabilmente direi, dato che provengo da una piccola città industriale, a carattere soprattutto artigianale e manifatturiero.
Davide mi ha letto molto altri sui racconti, ma dopo Il duplicato non sono più riuscita a pensare a nient’altro.

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Liberamente ispirato a Il libro dei vagabondi, ovvero Lo Speculum cerretanorum di Teseo Pini

D “Il tuo lavoro ha una valenza politica forte, espressa, attraverso un gioco di citazioni, indizi e spaesamenti. Le tue tavole sono altamente maieutiche. Attraverso quali domande ti piace pungolare il lettore?”

Ritengo che il mio lavoro abbia una valenza di critica sociale e che acquisisca solo secondariamente un valore politico. Ci sono delle questioni che sono a parer mio più sostanziali dell’orientamento politico individuale. Il mio principale intento, dunque, è quello di stimolare una riflessione nel lettore, di invitarlo a volgere lo sguardo verso tematiche su cui raramente ci soffermiamo. Politica è la direzione che ognuno reputa più adatta per risolvere quei problemi.
Credo che siamo abituati a prendere spesso in considerazione questioni specifiche ma raramente siamo in grado di ricavare a partire da queste, un punto di vista più ampio e in grado di dare un senso complessivo alla realtà che si manifesta quotidianamente.
Il procedimento che ho appena descritto inizia da me stessa: vedo ogni racconto su cui mi accingo a lavorare come uno spunto di riflessione. Ciò che ne traggo lo condivido con il lettore mediante le mie immagini, nella speranza che egli possa a sua volta estrapolarne ulteriori considerazioni, anche totalmente diverse dalle mie. Anzi, proprio questa diversità rende l’incontro tra il fruitore e l’autore più proficuo e arricchente, come ho avuto modo di sperimentare durante alcuni confronti con i lettori, siano essi bambini o adulti.
Le numerose citazioni contenute tra le pagine dei miei libri non sono altro che un mezzo ulteriore per rafforzare la mia interpretazione del testo. Mi piace utilizzarle come commento alle tematiche trattate poiché credo siano un potente strumento per proporre un’analisi più approfondita e multi sfaccettata. Proprio per questo motivo, inoltre, le mie citazioni sono sempre piuttosto esplicite, al fine di attivare una comunicazione con il fruitore delle immagini che, una volta identificata la fonte originale, diviene partecipe del procedimento che ha generato l’opera e di conseguenza ha modo di decifrarla.
Il significato che l’illustrazione acquisisce deriva infatti proprio dal rapporto tra immagine citata e immagine citante.

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Liberamente ispirato a Il libro dei vagabondi, ovvero Lo Speculum cerretanorum di Teseo Pini

D hai un progetto nel cassetto -o in testa- che ancora non ha trovato la sua via?

Ne ho diversi nel cassetto ed altrettanti in testa.
Alcune immagini, forse proprio quelle a cui mi sento più legata, probabilmente non troveranno mai una via poiché sono piuttosto complesse. Altre hanno bisogno di un racconto che le completi.
Attualmente sto lavorando ad un progetto che nasce come una riflessione sull’attuale questione del femminicidio ma che evolve in una riflessione sulla famiglia tradizionale e sulle sue contraddizioni.
Tra poco, inoltre, inizierò un nuovo libro che non ha ancora un editore; presto comunque svelerò ulteriori dettagli.

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1984, Selected at Bologna Children’s Book Fair 2011

D– mi piacerebbe che tu mi raccontassi qualcosa su: Home-cyclopedia; Il libro dei vagabondi; Tales of Italygiona

Home-cyclopedia è un interessante progetto di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli a cui sono stata invitata a partecipare.
E’ stata per me occasione di riflettere sul significato di abitare e sul concetto di casa, intesa come contenitore individuale e sociale e come punto di convergenza fra esigenze interne e richieste ambientali. Credo esista un forte grado di identificazione tra la casa e l’individuo.
Da questa riflessione sono nati altri due progetti: On the way home, un progetto inedito selezionato alla Mostra illustratori di Bologna di quest’anno e Le case degli altri bambini, un racconto di Luca Tortolini da me illustrato che uscirà a luglio con la casa editrice Orecchio Acerbo.
Tales of Italy è un progetto di due illustrazioni realizzate per Racconti d’Italia, una collettiva d’arte svoltasi a Macerata in occasione del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, dunque ormai qualche anno fa. Religione monoteista televisiva unica e ortodossa tratta di libertà d’informazione, della corruzione televisiva che manipola subdolamente la libertà morale e sociale del nostro paese.
La ruota evidenzia come in questo mondo fluido e flessibile, in cui tutto cambia continuamente, anche le basi del benessere sono in continuo movimento e producono un flusso perenne di nuovi poveri e nuovi ricchi.
Il libro dei vagabondi è una serie di cinque illustrazioni liberamente ispirate a Lo Speculum cerretanorum di Teseo Pini, un testo che riporta gli usi dei ciarlatani e dei furfanti alla fine del secolo XV, che mi sono divertita a rivisitare con uno sguardo più attuale.

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1984, Selected at Bologna Children’s Book Fair 2011

Tra le righe Claudia ci ha anticipato due prossime uscite: a luglio in casa Orecchio Acerbo e a settembre con Kite; nel frattempo, possiamo tornare più e più volte a leggere i vecchi lavori, da cui si riesce ad attingere ogni volta nuovi sguardi e spunti di riflessione.

 La rosa, è l’opera con cui Claudia esordisce nel 2011, in casa Orecchio Acerbo, lavorando su un testo di Ljudmila Petruševskaja; ecco come l’editore presenta il lavoro:

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“Un uomo all’improvviso cominciò a profumare come una rosa.” Un profumo penetrante e intenso. Invadente. Nella sua casa, nel suo palazzo, nel suo quartiere, tutto ormai sa di rosa. Fino alla nausea. E all’invivibilità. Ogni altro odore è coperto da questo profumo incredibile: le donne non riescono a capire se le pietanze si bruciano, e i gatti non riescono a scovare i topi. A risolvere il problema ci pensano i professori dell’Accademia di botanica, che fanno dell’uomo un fenomeno da studiare e da esibire. Finché un giorno, all’improvviso, perde il profumo. E la libertà.
Una novella sul potere dell’olfatto (…)“poiché il profumo è fratello del respiro”. Lo sanno benissimo, quanti abitano a ridosso delle discariche e dei cassonetti strabordanti di molte nostre città. Ma anche una novella sul guaio di essere speciali. Un uomo prodigioso e una vita sottovetro
.

Nel 2012, sempre per Orecchio Acerbo, esce con una rilettura in chiave universale della favola I Musicanti di Brema.

Copertina musicanti

Un asino spossato cronico, un cane rachitico, un gatto semicieco, un gallo da brodo. Hanno lavorato una vita intera ma adesso, esausti, non ce la fanno più. Per i padroni, che se ne sono serviti fino allo sfinimento, senza mai dar loro tregua né carezze, sono diventati un peso, inutili bocche da sfamare di cui liberarsi al più presto. Condannati a morte certa, fuggono lontano per inventarsi una vita. Ma la traversata è tremenda, la notte gelida, la fame acuta. Immancabili, i briganti. Che nella rilettura di Claudia Palmarucci vestono in giacca e cravatta, abitano in una tana di lusso, mangiano in piatti d’argento. Briganti ricchi e stimati, impeccabili. Briganti per bene. Così per bene, che sembrano ricordare tanti briganti del nostro tempo.

Per chi non nè ha ancora abbastanza, ecco un altro video:

In conclusione, non perdete l’occasione, se vi capita, di assistere a una presentazione dei suoi lavori: Claudia è molto generosa e dettagliata nello svelare la ricchezza del lavoro preparatorio che anticipa e accompagna la realizzazione delle tavole. Raccontando il lavoro dell’ultimo libro al B**K ci ha fatto sorvolare su secoli di umane vicende attraverso quadri, incisioni, cinema, architetture, fotografia, … suggerendoci angolature di cui far tesoro nelle nostre esplorazioni ermeneutiche.