Condividere curiosità ed esperienze: passi verso una crescita collettiva

Venerdì sera si è riunita la Rete Pikler Italia, a Bologna.
Nata il 29 marzo 2014 per la volontà di approfondire le tematiche della primissima infanzia attraverso le idee dell’approccio di Emmi Pikler, la Rete conta oggi 58 persone ed è aperta a tutti coloro che sono interessati a farne parte (per contatti: retepikleritalia@gmail.com). Attualmente è coordinata da un gruppo -costituito da Karina Calegari, Gina Iacomucci, Antonella Santonicola, Alessandra Zavagnini, Rita Bujatti- che si occupa di accogliere le adesioni alla rete, le richieste e le informazioni, che a breve proporrà di creare un Comitato Scientifico.

La Rete Pikler Italia, come anche il circolo di Studio sorto intorno al Manifesto di Alleanze educative e di cura -che ho scritto a quattro mani con Alice Gregori (presidentessa dell’Associazione Emmi’s Care)- rappresenta l’espressione di una vitalità di pensiero critico che crede nel lavoro di gruppo e che sa approfittare delle opportunità poste in essere, dai social e da Internet, per  agevolare gli incontri tra persone accomunate da sensibilità ed interessi culturali. Un bel modo, secondo me, di raccogliere le eredità mertitevoli e vivere consapevolmente le complessità dell’epoca presente.

Durante l’incontro della Rete Pikler Italia, svoltosi venerdì a Bologna, in occasione del quale ci siamo riunite provenendo da buona parte della penisola, abbiamo potuto confrontarci con Agnès Szanto (PhD in Psicologia genetica, vicepresidente dell’Association Pikler-Lóczy – France) e con Myrtha Chokler (Direttrice del Corso di Laurea in Psicomotricità dell’Università Nazionale di Cuyo -Argentina-, Responsabile dell’Area della Primissima Infanzia del Ministero dell’Educazione della Provincia di Buenos Aires, Direttrice dell’Istituto di Ricerca in Psicomotricità della Facoltà di Educazione U.N. Cuyo, Formatrice in Pratica Psicomotoria, Vicepresidente dell’Associazione Internazionale Pikler-Loczy).
Il tema dell’incontro era: “I genitori, la famiglia e l’osservazione.Il punto di vista del bambino e il punto di vista del genitore, incontro e non incontro”.

In molte abbiamo portato le nostre esperienze sul campo e le domande che esse ci pongono, una modalità di lavoro tipica degli ambienti di educazione attiva e cooperativa che ho appreso con il C.E.M.E.A.  e di cui sento spesso la mancanza, perchè in Italia non è ancora sufficientemente praticata (qui un’intervista rilasciatami da Gianfranco Staccioli qualche anno fa attraverso cui si può cogliere il lavoro svolto dai CEMEA).

Agnès Szanto è venuta in Italia a promuovere il suo ultimo libro ed ha concluso domenica il suo tour; fortunatamente sono riuscita ad approfittare di alcune occasioni in cui ha presentato la sua ricchissima esperienza (lunedì era a Milano, invitata da ZeroSeiUp (la nuova sfida culturale di Ferruccio Cremasch) dove ha tenuto un seminario-laboratorio sul tema Sostenere e promuovere la libertà motoria nella prima infanzia lo sviluppo psico-fisico nella prima infanzia), il 20 e 1il 21 a Bologna presso  l’IFRA per condurre un seminario-laboratorio su L’importanza della motricità nello sviluppo del bambino.

In Italia si stanno muovendo, finalmente,  da più parti, energie e professionalità per interrogarsi in maniera rigorosa sulle peculiarità dell’approccio Pikler, già dall’inizio dell’anno è iniziato un flusso di formatori d’oltralpe venuti per presentare lo stato dei lavori in Francia e in altri paesi: (tra gennaio e aprile Zeroseiup  aveva organizzato un corso con Lucy Warren ed Emanuela Cocever – qui il programma a Milano).

Sono molto felice di questo movimento; nella mia esperienza Emmi Pikler ha fatto capolino verso la fine degli anni ’90 per merito di Mariacristina Picchio ( C.E.M.E.A., Centro Nascita Montessori, CNR Roma) che me ne parlò illuminandomi sul prezioso lavoro di integrazione che il CNM aveva avviato e di cui hanno offerto testimonianza Laura Franceschini e Nella Norcia in questa lunga intervista ( prima parte, seconda parte) di cui consiglio vivamente la lettura per i preziosi spunti.

Mi prendo una decina di giorni di pausa! Tornerò i primi di luglio.