Dell’eterno conflitto tra mondo dell’infanzia e degli adulti

I grandi “Maestri” hanno posto la pratica dell’osservazione e l’esercizio del rispetto alla base del proprio lavoro.

Questo contributo si sviluppa attraverso poche parole e  mediante l’intreccio di due libri:
– un racconto di Mario Lodi, che qui è proposto attraverso alcune pagine illustrate da Aldo Pallotti, accende lo sguardo su una dinamica tanto comune quanto violenta di interferenza agita dall’adulto ai danni del bambino, costellata di divieti, limitazioni, indifferenza verso i bisogni e la felicità;
–  un testo di Bruno Tognolini, illustrato da Giulia Orecchia, propone -seguendo uno schema molto simile- la stessa tematica.

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Mario Lodi- Aldo Pallotti, Il Bambolo, Giunti, 1994

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Bruno Tognolini- Gulia Orecchia, Il Ghiribizzo, Motta Jiunior, 2014

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Bruno Tognolini- Gulia Orecchia, Il Ghiribizzo, Motta Jiunior, 2014

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Mario Lodi- Aldo Pallotti, Il Bambolo, Giunti, 1994

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Mario Lodi- Aldo Pallotti, Il Bambolo, Giunti, 1994

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Bruno Tognolini- Gulia Orecchia, Il Ghiribizzo, Motta Jiunior, 2014

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Mario Lodi- Aldo Pallotti, Il Bambolo, Giunti, 1994

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Bruno Tognolini- Gulia Orecchia, Il Ghiribizzo, Motta Jiunior, 2014

Tanto Lodi che Tognolini orientano lo sguardo sul complesso ruolo che i genitori assolvono nell’accompagnare\contrastare i propri figli una volta che sono diventati a loro volta genitori:

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Mario Lodi- Aldo Pallotti, Il Bambolo, Giunti, 1994

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Bruno Tognolini- Gulia Orecchia, Il Ghiribizzo, Motta Jiunior, 2014

Dei due libri trovo quello di Lodi-Pallotti molto acuto nell’indagare quanto sia profondo il bisogno di movimento del bambino, quanti sia vitale il bisogno di sperimentare\inventare (e implicitamente imparare a gestire il rischio attingendo alle proprie risorse), quanto pervicace la volontà di “resistere e autotutearsi” ma anche quanto risolutiva possa essere l’alleanza bambini-anziani.

Il racconto risolve con coerenza lo sviluppo delle dinamiche adulto-bambino, non mancando di citare, con le illustrazioni di Pallotti, Il Barone Rampante di Calvino e Pinocchio.

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Mario Lodi- Aldo Pallotti, Il Bambolo, Giunti, 1994

Il libro Tognolini-Orecchia invece mette in scena una finta riappacificazione adulto-bambino imposta dall’alto attraverso una regolamentazione della vita scolastica unidirezionale.
La pace si raggiunge perché l’adulto, dopo un “pentimento”, che non incide “significativamente” nella qualità dei rapporti tra il mondo dell’infanzia e quello adulto, trova il modo di imbellettare nuove forme di direttività. Lo sguardo rimane sostanzialmente adultocentrico.
In pillole l’idea di buona scuola che ne emerge è la seguente:
– una buona maestra respinge o accoglie le richieste degli alunni in maniera forfettaria, nulla importa il capire i bisogni e cercare di soddisfarli, magari sperimentando diverse forme di partecipazione;
– a scuola vige un’idea di disciplina che vuole i bambini inchiodati ai banchi, e pensa chia sia sufficiente compensare la deprivazione motoria con cinque minuti di “giungla”;
– il rapporto adulto e bambino è diretto, nelle sue manifestazioni affettive, dall’adulto che chiede rassicuranti baci a sostegno della retorica, un po’ vacua, del “sono una maestra che vuole tanto bene ai suoi bambini -e loro ne vogliono a me, mi riempiono di baci!”;
– si fa come dice l’adulto altrimenti …. penitenza e cinque minuti di silenzio!;
– ma soprattutto: il racconto da per appurato che i bambini a scuola si ANNOINO! Segno che  non viene proprio colta la natura intellettuale dei bambini, avidi di fare, capire, imparare, sperimentare!
In questo libro l’alleanza è tra la mamma e la maestra, descritte quando felici e “compresive” ballano, si accordano, regolamentano, …
Non è questo il senso delle Alleanze educative tanto sbandierato (senza reale investimento) da una scuola aziendale che, personalmente, non intendo assecondare.

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Bruno Tognolini- Gulia Orecchia, Il Ghiribizzo, Motta Jiunior, 2014

Cercare un equlibrio sostenibile tra i bisogni dei bambini e quelli degli adulti è altro, come cerco di esprimere attraverso il Manifesto di Alleanze educative e di cura scritto a quattro mani con Alice Gregori (Emmi’s Care).

Il Ghiribizzo non è riuscito, a mio parere, là dove voleva, nonostante lo spessore degli autori; personalmente apprezzo in particolar modo il lavoro di Giulia Orecchia, intrelocutrice attenta per i bambini, capace di rinnovarsi costantemente con rigore. Anche questa volta infatti, non posso non apprezzare lo splendido lavoro visivo e la cura di ogni dettaglio, dalla scelta di formato,  carta, progetto grafico, che il libro esprime.
Le fragilità del testo sono perlopiù a carico di un racconto che, dopo aver messo in scena le peculiarità di bambini “vivaci” e di adulti “normali” -ma non per questo da assumere a modello-, non riesce a raccontare con altrettanta efficacia perseguibili espressioni di convivenza intergenerazionale, che in una scuola democratica dovrebbero rappresentare LA priorità.