Di casa in casa: catasti esistenziali

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Moderna o antica, popolare o di lusso,
di mattoni o di paglia, ogni casa ha un cuore segreto.
Nascosti fra le sue mura i segni e, soprattutto,
i sogni del bambino che lo abita.

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

L’albo di Tortolini e Palmarucci Le case degli altri bambini, con cui dialogo in questo post, è un vero e proprio catasto esistenziale.

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

Dalla copertina, sono i giochi che ci introducono a ciò che segue: costruendo case i bambini decidono se stare vicini o isolati, invitare o non invitare nella propria casetta, costruire da solo o insieme ad altri, …

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

Nell’albo si susseguono abitazioni-museo, appartamenti, seconde case al mare, capanne di legno e metallo, case enormi abitate da poche persone e piccoli appartamenti affollati,  che attengono in parte al passato in parte a fantasie senza tempo.

Mi diverte immaginare gli autori impegnati ad aggiornare il catasto esitenziale tra venti-trent’anni: che segno avranno lasciato le varie sperimentazioni di cohousing, i condomini sociali, le case aperte al consumo collaborativo (Sharing Economy) per condividere cene, spettacoli culturali…. ?
La casa tra focolare e agorà, è un termomentro sociale, continuamente ripensensata in relazione al senso di sicurezza\ appartenenza e alla situazione economica, reale e percepita, che orientano un rinnovamento culturale e sociale.

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

Si lasciano mai le case dell’infanzia?
Mai: rimangono sempre dentro di noi, anche quando non esistono più, anche quando vengono distrutte da ruspe e da bulldozer.

Tortolini si è affidato alle parole di  Ferzan Ozpetek per dare voce al rapporto tra la casa in cui si cresce e ciò che diviene parte integrante di ciascuno di noi.

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

Claudia Palmarucci, invece, mette in scena archivi di storie e desideri (pozze d’acqua, scale, libri, sculture, pentole) che si sovrappongono come Matrioske, per poi unirsi inestricabilmente come gli anelli degli alberi, rendendo impossibile isolarli con le loro specificità, fino a diventare “la” Storia.

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

L’albo consegna ai lettori tracce di storie, di gnomi domestici e di oche selvatiche che sorvolano i tetti nutrendo sogni infantili di evasione …

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L. Tortolini, C. Palmarucci, Le case degli altri bambini, Orecchio Acerbo, 2015

Sullo sfondo rimane una domanda: la casa è un diritto?

Informazioni sugli autori

Luca Tortolini, classe 1980, vive a Macerata. Ha studiato al DAMS di Roma Tre. Oltre a scrivere si occupa di educazione e promozione della lettura nelle scuole. Tiene laboratori e corsi di lettura e scrittura. Cura il festival “Torredilibri” e collabora con la Comunità Terapeutica La Speranza e con Redattore Sociale. Sta lavorando alla regia del suo primo documentario dal titolo “Comunità”. Di prossima uscita con Editions Notari “Le Renard et l’aviateur” (illustrato da Anna Forlati) e “L’épouvantable créature sauvage” (illustrato da Daniela Iride Murgia). 

Di Claudia Palmarucci, che seguo costantemente con vivo interesse, avevo scritto qui. Nata a Tolentino (MC) nel 1985, ha studiato arte all’Accademia di Belle Arti di Macerata ed ha all’attivo interessanti pubblicazioni.