Ponti di libri per la pace

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Jella Lepman, xilografia, Barbara Donati. Inedito realizzato appositamente per queste parole, esposto a Lucca Comics 2014

Tanto tempo fa ho scritto queste parole in ricordo di Jella Lepman, parole per tutti i bambini che subiscono la guerra, anche in nome della sicurezza.
Bombardando si uccidono bambini, civili, soldati arruolati loro malgrado, si uccidono persone.
Alla guerra, nel mio immensamente piccolo, contrappongo diete di poesia, scienza, arti visive e plastiche, letture in luoghi pubblici e in case private, per favorire buoni incontri.
Disubbidire è l’unica strada contemplabile. NO ALLA GUERRA!

Ponti di libri per la pace

Ponti distrutti da bombe
anni stravolti da efferati tormenti
mercanti di armi
morti ammazzati
violenza soprusi terrore e lamenti.
Questo mondo conosco,
mi nutre ogni giorno
con armi e cannoni
e terrore d’intorno.

Ho imparato a leggere
la paura nei volti,
a tacere, a scappare
a star stretto tra molti;
non ho mai sognato
bambini ridenti
felici tra i campi e suoni suadenti,
né corse sui prati
o biglie di vetro
sudati per terra,
col capo all’indietro
ridendo alle nuvole, al sole, alla luna
ululando da lupi alla buona fortuna.

Poi
tu
arrivasti.

Un furgone di libri,
gioielli di vita e mille sorrisi,
gemme preziose quelle poche parole
tra mille disegni di gioia e colore.
Mattoni di immenso
portasti nei cuori
e ponti di pace
tra mille dolori.

Sapere fa bene,
fa bene il bello,
tra mille regali
hai scelto quello:
da ogni paese
un libro d’autore,
visioni di pace
tra paura e dolore.

Umani noi siamo,
uniti nel mondo,
diciamo basta
a giochi meschini
di guerre, interessi e supremazia
con ponti di libri
e fratellanza,
la pace avanza.

sboccioòunfiore

Gustavo Roldan, il signor G, La nuova frontiera, 2011