Agritate e bambini, in fattoria

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Robert Luois Stevenson, ill. Simona Mulazzani, Nella terra dei sogni, Rizzoli, 2012

L’album delle figure d’inverno

L’estate muore, l’inverno è arrivato…
ditini a spillo, il mattino è gelato,
passeri e corvi dalle ali scure
e i miei libri con le figure.

Ora che l’acqua è diventata sasso
io e la tata abbiamo lento il passo
mentre ruscelli dalle acque pure
scorrono nei libri con le figure:

Tutte le cose belle son qui accanto
riempiono gli occhi come per incanto,
pecore e pastori, alberi e armature
nei miei libri con le figure.

Qui vediamo ogni cosa per benino,
mari e città, lontano e vicino,
piccole fate, leggere creature,
nei miei libri con le figure.

Come potrò lodare ancora un pochino
quei giorni passati accanto al fuoco,
con la mia tata; e le mie avventure
sfogliando i libri con le figure?

Nel mese di novembre ho vissuto un’esperienza unica nel suo genere perchè ho avuto la possibilità di tenere un corso di formazione alle agritate piemontesi.

Chi sono le agritate?
Sono persone formate per occuparsi di bambini in età compresa tra 3 e 36 mesi, presso la propria abitazione, nel contesto dell’azienda agricola di famiglia.

La coordinatrice pedagogica, Liliana Calì, ci presenta come tratti distintivi del servizio: la domesticità, la ruralità, l’affidamento nominale, l’unicità della figura di riferimento, la dimensione del piccolo gruppo (massimo 5 bambini in compresenza), il rispetto dei tempi individuali e la flessibilità di orario, caratteristiche che si propongono di salvaguardare la personalizzazione della cura e dei tempi di permanenza del bambino nel contesto educativo dell’agritata.

Va da sè che la percezione del tempo in una fattoria è allineato con i tempi naturali, motivo per cui la coordinatrice ha come priorità quella di aiutare le agritate a maturare una sensibilità e un approccio che volge lo sguardo all’esperienza pikleriana, tanto sensibile ai tempi naturali del bambino.
Quando mi è stato proposto di accompagnare le agritate attraverso una formazione specificatamente orientata ad evidenziare l’importanza del libero movimento nel bambino piccolo, ho accettato con entusiasmo e, a mia volta, ho esteso l’invito ad Alice Gregori -la psicomotricista ad ispirazione pikleriana con cui collaboro ormai in forma stabile e con la quale ho scritto a quattro mani il Manifesto di Alleanze educative e di cura.

Insieme alle Agritate abbiamo lavorato sedici ore toccando varie tematiche:

durante un primo seminario dedicato al Gioco con la sabbia, a partire dall’esperienza di Ute Strub, abbiamo proposto attività per com-prendere, attraverso il corpo, quanto sia rilevante potersi muovere liberamente oppure no.
Ricordate alcune linee teoriche messe in evidenza da Emmi Pikler e da sue collaboratrici e allieve, le partecipanti hanno poi potuto esprimere e condividere pensieri, fantasie e ipotesi di azione, al fine di sostenerle nel mantenere la centralità sul senso più profondo che il gioco della sabbia può muovere.

Durante la giornata seminariale dedicata al tema Pedagogia e psicomotricità si incontrano, sono state proposte riflessioni, esperienze e confronti a partire dalle lezioni di M. Montessori, E. Pikler, E. Goldschmied, in  un’ottica olistica che intreccia varie discipline, per accompagnare i partecipanti verso una visione organica e critica, ma sempre personale, che pone al centro alcuni aspetti:
– l’importanza del libero movimento nei primi anni di vita
– connessioni tra sviluppo motorio, cognitico, affettivo
– imparare attraverso i sensi
– imparare attraverso l’equilibrio
– i ritmi del bambino, ritmi dell’adulto regia educativa e la centralità del bambino
– l’ambiente educante
Alice Gregori ha guidato le agritate in una esperienza per far vivere loro in prima persona la profondità di alcune cose accennate su un piano teorico.

Trasversalmente libri di poesia, albi illustrati con e senza parole, hanno fatto da cornice ai nostri lavori.

Nell’esperienza delle Agritate è prezioso lo sforzo di conciliare la dimensione intima di una casa con la dimensione dell’azienda agricola, ovvero un ambiente esterno che favorisce esperienze sensoriali, percettive e motorie favorite dalla possibilità di sperimentare ed esplorare un contesto reale, autentico, in grado di offrire stimoli che non possono essere riprodotti artificialmente.
Ulteriore valore aggiunto è una spiccata sensibilità “naturale” che ho trovato in tutte le agritate e che in molte di loro trova contatto con quella “artistica” -a cui voluto fare omaggio dedicando loro la bellissima poesia di  Robert Luois Stevenson, di cui Rizzoli ha pubblicato pochi anni or sono una splendida selezione, illustrata da Simona Mulazzani, che avete letto in apertura.

Il progetto Agritata,  la cui fase sperimentale, durata tre anni, si è conclusa da poche settimane, è nato per rispondere al bisogno di servizi per la prima infanzia nelle aree più marginali del territorio piemontese, carenti o sprovviste di servizi educativi per le persone nei primi anni della loro vita. Ideato dalla Federazione regionale Coldiretti Piemonte e regolamentato da una delibera della Regione Piemonte (D.G.R. del 27/07/2011), il progetto è gestito dalla Cooperativa sociale Linfa solidale , aderente all’Associazione nazionale DoMuS.
La figura delle Agritate, dunque, risponde a un bisogno sociale con un progetto pedagogico  che mette il bambino al centro dell’azione educativa, offrendogli un contesto relazionale e fisico rispettoso dei suoi bisogni, dei suoi ritmi di crescita, capace di conciliare le stimolazioni con un andamento lento e naturale.

L’articolo è stato scritto in collaborazione con Liliana Calì, coordinatrice del progetto.