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II movimento e i bambini, con occhi di Giotto

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Giotto, Madonna con Bambino, Borgo San Lorenzo, FI

Ho visitato la mostra Giotto, l’Italia al Palazzo Reale di Milano, aperta ancora fino al 10 gennaio.
Lo sguardo si è acceso su come ha rappresentato il movimento dei bambini, accolto e raffigurato con originalità iconografica, di cui non ho cognizione adeguata per scriverne.

La chiave di lettura mi è stata data fin dall’ingresso dalla Madonna con Bambino di San Lorenzo, di cui  la figura  della Madonna ha avuto la meglio sul tempo, mentre del bambino riimangono solo le “mani operose” intente ad accarezzare il volto materno ed ad afferarne un dito. Del bambino il tempo ha risparmiato unicamente la rappresentazione delle mani quali organo di intelligenza di pikleriana e montessoriana intuizione: Emmi Pikler aveva ben individuato come il bambino, sdraiato sulla schiena, nel conforto di una posizione equilibrata che gli infonda sicurezza, incontri casualmente le proprie al di sopra della sua testa quando queste, spontaneamente, le si muovono intorno. La dottoressa Pikler ha notato “come” il bambino inizi a scrutarle, cercarle, acquisendo cognizione che sono parte del suo corpo, e come in tal maniera esso diventi tanto oggetto di ricerca che oggetto pensabile, in una sequenza di tentativi ed indagini ben ricordati dalla Dott.ssa Emanuela Cocever, in un suo prezioso contributo dell’anno passato, a Milano.

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Giotto, Madonna con bambino e due troni, San Giorgio alla Costa, Firenze

Maria Montessori , dal canto suo, andava  affermando che la mano è organo di intelligenza attraverso la quale prende forma il pensiero e si “mappa” il mondo; le neuroscienze oggi confermano quanto, nell’incessante interazione tra soma e psiche, attraverso la mano, e il corpo tutto, la mente assorbente entri in relazione con il mondo seguendo le “direttive meravigliose nel bambino in se stesso, che lo fanno agire senza il nostro aiuto e la nostra continua guida”, secondo guide interne, i così detti periodi sensitivi del movimento, dell’ordine e del linguaggio.

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Giotto, polittico di santa Reparata

I bambini di Giotto rendono visivo come tale naturale “meravigliosa” potenza si possa esprimere in una cornice di amorevole sicurezza, in cui il bambino, precocemente attivo, anima la relazione di scambio con l’adulto, come quello ritratto mentre accarezza il volto della madre, con movimenti che i bambini, già in utero, sperimentano con il proprio volto, o quello di un gemello.

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Giotto, polittico Stefaneschi

Il bambino del polittico Stefaneschi mette in bocca la sua mano: Giotto ha ritratto “questo” suo modo di essere nel mondo, di indagarlo!

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Giotto, polittico in Sala Galliera, Bologna

Così come nel polittico Bolognese immortala il movimento di mani incessantemente esploratrici.

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Giotto, Madonna con Bambino, S Giorgio alla Costa

E là dove è mantenuta un’iconografia tradizionale del Bambino, ecco che i piedi sfuggono alla staticità riproducendo uno dei più naturali e instancabili movimenti dei neonati e dei bambini più grandi: sgambettamenti, ricerche di appoggio, sgambate, allungamenti, sovrapposizioni, strofinamenti, ..

Per approfondire: segnalo alcune schede (Emmi Pikler, Maria Montessori, Elinor Goldschmied) la lunga intervista sull’esperienza tuttora vivida del Centro Nascita Montessori,  (qui e qui) rilasciatemi da Laura Franceschini e Nella Norcia, e vari contributi sul blog.

Fin dai primi di gennaio sarò molto attiva in Lombardia e Piemonte nel tentativo di accendere sguardi sul libero movimento nel bambino e cercherò di farlo quanto più possibile in compagnia di opere d’arte e illustrazioni.
A breve tutte le informazioni.

Buon 2016!