cosa fa un bimbo che non fa nulla?

Nell’introduzione del prezioso libro di Agnès Szanto-Feder, L’osservazione del movimento nel bambino. Accompagnare lo sviluppo psico-motorio nella prima infanzia, Erikson, 2014, Emanuela Cocever presenta Emmi Pikler  come

una dei numerosi medici che, fra la fine dell’ottocento e la metà del novecento, sono passati dalla pratica alla cura intesa come terapia al prendersi cura dei bambini tout court, della loro salute non solo fisica, ma esistenziale, quindi delle condizioni di vita che permettono loro di crescere affermando iniziativa e competenza.

Documento acquisito-05

Jan Ormerod, 101 Things to do with a Baby

Cocever tributa alla Pikler alcune specificità che arricchiscono il patrimonio culturale dell’Educazione Attiva di alcuni originali contributi:

il primo ambito di esperienze e di sviluppo in cui ogni bambino e chi si cura di lui mettono in relazione col mondo esterno, secondo le modalità dette, è quello del movimento. (…)
Pikler vede in un neonato che si muove un soggetto impegnato in un’opera allo stesso tempo interna ed esterna, vede in atto, non solo in potenza, lo stesso lavorio  che si esprimerà, in seguito, con altri mezzi.
La motricità del bambino, secondo lei, è il luogo d’integrazione di tutti gli aspetti specifici dello sviluppo: fin dalla nascita un bambino ha la capacità di attenzione e di azione, e tanto più accresce le sue capacità quanto più sperimenta il fatto che i suoi tentativi sono efficaci, sono accolti nell’ambiente e lo modificano. Qualsiasi adulto, anche il più sperimentato, non ha tutto quello che gli serve per lavorare con i bambini, ha bisogno di imparare da ogni nuovo bambino, e l’attività di un bambino che si muove di sua inizativa è la guida sicura per un adulto che voglia imparare.

Documento acquisito-06

Jan Ormerod, 101 Things to do with a Baby

Il libro della dottoressa Szanto è unico per uno specifico aspetto: prima ancora che stretta collaboratrice di Emmi Pikler e vicepresidente dell’ Associazione internazionale Pikler-Loczy, autrice di filmati e libri volti a divulgare il lavoro della maestra, proseguendolo, Agnes è stata una bambina cresciuta secondo le accortezze e i principi che la dottoressa Pikler, sua pediatra, condivideva con i genitori di lei.

Documento acquisito-07

Jan Ormerod, 101 Things to do with a Baby

Rimane ancora molto lavoro da fare per com-prendere il significato profondo delle acquisizioni maturare attraverso l’attenta osservazione critica della Pikler, in Italia si stanno muovendo in tale direzione energie da più parti.

Le illustrazioni con le quali dialoga il testo è una chiara testimonianza di quanto nella prassi quotidiana risulti difficile, per gli adulti, accogliere il libero movimento del bambino e quanto invece venga invece spontaneo anticipare posizioni e movimenti; l’illustratrice Jan Ormerod, che in vari libri ha condiviso sprazzi di quotidianità delle figlie, offre preziosi spunti per accendere buone domande anche a genitori ed educatori che desiderano interrogarsi circa la propria capacità di rispettare i bisogni motori intimi dei bambini piccolissimi.

Negli ultimi mesi con la psicomotricista Alice Gregori (con cui scrivo a quattro mani questo contributo) stiamo coconducendo seminari in collaborazione con varie realtà educative (agritate, educatrici e coordinatrici di nido) per accompagnare sguardi sempre più sensibili ai micromovimenti spontanei agiti dai bambini e per sensibilizzare sull’importanza di cure personalizzate e rispettose delle precipue esigenze di ciascuno.

Segnalo che Agnes Szanto tornerà a breve in Italia, ospite del nido Con gli occhi dei bambini, che ha organizzato un seminario nei giorni 5-6 marzo (per informazioni: occhideibambini@gmail.com). 

Se interessati invece a seminari organizzati da Edufrog ed Emmi’s Care, o a uno scambio di esperienze e riflessioni, potete scrivere a info@edufrog.it o info@emmiscare.org.