Il movimento è vita.

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Museo Tinguely, Basilea

Sono un artista del movimento. (…)
Con i suoi mobiles, Calder aveva trovato un mezzo d’espressione diretto e forte. Ha lavorato un quarto di secolo prima di me, ed è riuscito a realizzare un’opera plastica indiscutibile e assolutamente straordinaria, con gioia e con un certo humor. E questo mi ha dato fiducia. Diciamo che la riscoperta d’Alexander Calder, sindacale, come si diceva allora, mi ha spalancato una porta per la quale potevo entrare. Sono andato avanti in quella direzione e ho scoperto le grandiose possibilità del movimento.
(Pontus Hulten, Tinguely – Una magia più forte della morte. 1987, estrapolato da qui)

Nella giocosa leggiadria delle sue opere è manifesto il rifiuto della funzione celebrativa della scultura; questo e molto altro mi sono portata a casa dalla visita al museo Jean Tinguely (1925–1991), di Basilea, che ospita la più grande collezione delle sue opere, tra le quali mi muovevo in un costante gioco di rimandi al lavoro di Alexander Calder e alle macchine di Bruno Munari, a cui lo legò amicizia.

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Bruno Munari, Le macchine di Munari, Corraini (prima ed. 1942)

Il museo offre un percorso tra le metameccaniche degli esordi, fino ad arrivare a quelle inclusive del suono, dimensioni via via crescenti.

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Museo Tinguely, Basilea

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Brian Selznick, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Mondadori, 2007

Dal manifesto Für Static (Per la Statica) che Tinguely diffuse, il 14 marzo del 1959, sorvolando Düsseldorf per lanciare 150.000 volantini:

Tutto si muove. L‘immobilità non esiste. Non lasciatevi dominare da antiquati concetti di tempo. Dimenticate le ore, i secondi, i minuti. Non fate resistenza alla metamorfosi. Vivete nel tempo. Siate statici. Siate statici con il movimento presente. Resistete alla paura angosciosa che vi porta a fermare il movimento, a pietrificare gli istanti e ad uccidere ciò che è vivo. Smettetela di insistere su “valori” che si autodistruggono. Siate liberi, vivete!
Smettetela di “dipingere” il tempo. Smettetela di costruire cattedrali e piramidi destinate a cadere in rovina. Respirate profondamente. Vivete nel presente: vivete nel tempo e secondo il tempo, per una meravigliosa e assoluta realtà!

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Museo Tinguely, Basilea

Tinguely figura tra gli artisti che il 27 ottobre 1960 sottoscrissero il Manifesto del nuovo realismo“.

In rete ho trovato la tesi di Dottorato La conservazione delle opere cinetico-visuali di arte contemporanea di Paolo Martore, che segnalo per una panoramica sull’arte cinetico-visuale.

Questo post non ambisce a proporre alcuna tesi o approfondimento organico, è solo la restituzione di sollecitazioni che mi pungolano in ogni dove, con una straordinaria levità, sul crinale di una domanda: possono sogno, garbo, ironia essere rivoluzionarie, oggi?