Viaggi nell’immaginario

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C. Guidi, S. Massi, Buchettino, Orecchio Acerbo, 2016

Buchettino celebre spettacolo di repertorio della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio, che ha debuttato il 2 maggio del 1995 al Teatro Comandini di Cesena, sede della compagnia, e che da allora non ha mai cessato d’incontrare bambini di tutti i continenti, è divenuto libro in casa orecchio acerbo, con le parole della stessa Chiara Guidi, che delle rappresentazioni ha curato e diretto le varie interpretazioni.
Il testo dialoga con le incisioni di Simone Massi e con una grafica che concorre a riprodurre il movimento immaginifico alla base del lavoro teatrale, giocato per sottrazione, suoni, vuoti in cui i bambini non incontrano mai l’orco e il bosco codificati da adulti, ma quelli che prendono corpo nella loro interiorità.

Ancora un libro nero di abbandoni infantili in catalogo orecchio acerbo, in cui il bosco, nero torna ad animarsi, come già nel Hänsel e Gretel di Lorenzo Mattotti, che gli editori vollero fortemente:

Ancora Hans. Ancora Gretel. Ancora i fratelli Grimm. Ancora, e ancora, fino a quando ci saranno bambini abbandonati, sfruttati, violati. Fino a quando li lasceremo soli con le loro ansie, le loro paure, senza aiutarli a crescere, a essere indipendenti. Certo, non li abbandoniamo più nella foresta. Ma a non meno insidie vanno incontro, soli, davanti allo schermo del televisore o alla consolle della play station. E se la casetta di marzapane è diventata un MacDonald, non è certo colpa dell’immaginario dei nostri figli. Di nuovo una fiaba classica, con le paure e gli smarrimenti, le ansie e i turbamenti che non hanno età. Di nuovo, fino a quando ci saranno artisti come Lorenzo Mattotti, capaci con il segno di un pennello di rinnovare quelle emozioni, quei sentimenti.

Orecchio Acerbo presenta così Chiara Guidi:

fondatrice con Claudia e Romeo Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio, compagnia teatrale al cui interno sviluppa una personale ricerca sulla voce e una specifica concezione di teatro legato all’infanzia, che le sono valse nel 2013 un Premio Ubu Speciale. La voce è per Chiara Guidi – attrice, regista e drammaturga – un veicolo che porta la parola a vivere al di là del significato; è la messa in atto di una visione che emerge dal suono e riconduce l’arte scenica alla propria origine. Da qui il rivolgersi ai bambini per rintracciare l’infanzia del teatro, costruendo intorno a essi, senza mediazioni, le condizioni fondamentali per lo sviluppo di un immaginario profondo. La Socìetas Raffaello Sanzio, in un percorso ormai più che trentennale, ha realizzato spettacoli presentati nei principali festival e teatri internazionali di tutti i continenti.

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C. Guidi, S. Massi, Buchettino, Orecchio Acerbo, 2016

Si legge, invece, nel programma scritto dal teatro Vittorio Emanuele di Messina sullo spettacolo Buchettino:

Nella semi-oscurità di una grande camera da letto in legno, la Narratrice accoglie i bambini. I letti sono piccoli, di legno, con lenzuoli e coperte. Ognuno si sdraia nel suo. Quello sarà il suo posto. Spesso le favole si raccontano prima di dormire e accompagnano quel momento –il sonno- in cui ognuno allenta la presa sulla propria vita. A letto “si ritorna alla base della propria presenza”, e si “sospende” l’esistenza: tutto ciò che vive oltre se stessa. Il letto determina quella posizione del corpo che è quello stare in sé, con sé, per sé. La Narratrice è seduta al centro della camera, sotto l’unica lampadina, e racconta tutte le peripezie di Buchettino, ma nel momento stesso in cui le evoca, se ne ode la traccia acustica. Con i rumori, tutto ridiventa presente, nonostante il racconto sia cominciato con “C’era una volta…”, e che sembra, quindi, parlare di fatti passati. Una tempesta di suoni e rumori avvolge la grande camera da letto, e, nel buio, ognuno concentra i propri sensi, specialmente l’organo dell’udito.

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C. Guidi, S. Massi, Buchettino, Orecchio Acerbo, 2016

Da una nota della Societas:

Il sito Societas manifesta una evoluzione della Societas Raffaello Sanzio che distingue il periodo trascorso da quello attuale. La sola parola “Societas” rispecchia l’attuale orientamento degli artisti fondatori che è quello di una solitudine favorita e condivisa. L’azione comune di Societas è un’impresa basata sulla produzione distinta delle opere di ciascuno e impegnata a promuovere idee e azioni teatrali di altri artisti individui. Societas riconosce e sigla la produzione di opere, le quali hanno come autori i soli artisti.

Straordinariamente potente la trasposizione su carta di Le Petit Poucet di Charles Perrault, Buchettino nella traduzione che Chiara Guidi ha preferito a Pollicino.

Segnalazione:
da oggi a Cesena Puerilia: giornate di puericultura teatrale.  Vado per guardarmi intorno e raccogliere sollecitazioni, di cui a breve scriverò.