Giocare con le fiabe

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Davide Calì, ill. Raphaëlle Barbanègre, Biancaneve e i 77 nani, Giralangolo, 2016

Sto preparando le lezioni per un corso che terrò a breve sul tema Fiabe, favole, miti e leggende: storie che viaggiano senza confini, rivolto a 35 bibliotecari della Regione Lombardia.

Come cornice una domanda madre: Che senso ha parlare di fiabe, favole, miti, leggende nel 2016?

Mi piace iniziare ad esplorare il tema con la domanda che il germanista statunitense Jack Zipes pose a Bologna nel 2014, dialogando con Antonio Faeti e Giorgia Grilli:

Letteratura e lettura possono permettersi di diventare sempre più funzionali alle mode e ai profitti dell’industria culturale?

Sorvolerò su alcuni fenomeni, che vedono l’edulcorazione (buonismo, policamente corretto, …) contrapporsi a un lavoro filologico di recupero oggi quanto mai vitale (basti pensare al lavoro di Donzelli, alle tante novità presentate alla Fiera di Bologna); presenterò numerose rivisitazioni, molto diverse tra loro per stili approcci; rifletteremo su come le distopie crossover abbiano portato anche sugli schermi fiabe celebri per conquistare pubblici giovanili e maturi,  per poi analizzare l’insopprimibile natura “contaminata e contaminante” di fiabe e favole, miti e leggende.

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Davide Calì, ill. Raphaëlle Barbanègre, Biancaneve e i 77 nani, Giralangolo, 2016

Uno delle rivisitazioni spassose che porterò è Biancaneve e i 77 nani testo di Davide Calì, illustrazioni di Raphaëlle Barbanègre, nella collana Sottosopra (Giralangolo) che presenta una Biancaneve in fuga, dapprima da una regina cattiva, poi da settantasette nani tiranni che avanzano, senza ritegno, continue e perentorie richieste: barbe da sfoltire, cene da preparare,
storie della buonanotte da raccontare, piatti da lavare, …

Una convivenza snervante al punto da far tornare di buon grado Biancaneve nel bosco e decidere di mangiare non una, ma ben due mele avvelenate dalla matrigna, per poter trovare un po’ di pace e: dormire!

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Davide Calì, ill. Raphaëlle Barbanègre, Biancaneve e i 77 nani, Giralangolo, 2016

L’illustratrice Raphaëlle Barbanègre si diverte a mettere in scena una Biancaneve che, mano a mano che soccombe sotto le pressanti richieste dei suoi faticosi conviventi, si trasforma in casalinga segnata da occhiaie, con i capelli arruffati.

Davide Calì, è scrittore prolifico che ormai non richiede presentazione (ha all’attivo più di sessanta pubblicazioni, molte delle quali tradotte in più di trenta lingue); Raphaëlle Barbanègre, si è diplomata nel 2008 presso l’École Émile Cohl di Lione e da subito ha
iniziato a lavorare nel mondo editoriale per l’infanzia.

Da contraltare presenterò una versione classica, edita da Emme nel 1972:illustrato da Nancy Ekholm Burkert, Bianacaneve e i sette nani, che inizia, come ogni fiaba, in un tempo e un luogo imprecisati:

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Nancy Ekholm Burkert, Bianacaneve e i sette nani, Emme, 1972

Tanto tempo fa durante un lungo inverno i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume. A una finestra incorniciata di ebano sedeva una regina che ricamava. E siccome cucendo guardava fuori dalla finestra  si punse un dito con l’ago e tre gocce di sangue caddero nella neve. E nel biancore della neve il rosso apparve talmente meraviglioso che disse a se stessa: -Oh! se avessi un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero coma la cornice della finestra!-