accender sguardi … per sconfiggere la miopia

Documento acquisito-1

Giuliano Ferri, Abbasso i muri, Minedition, 2016

Giuliano Ferri in Abbasso i muri! ci delizia con la storia di un topino che scopre per caso l’esistenza di un mondo al di là del muro; unendo le sue forze a quelle di altri lo smonta e, al bisogno, lo tramuta in ponte. Un racconto elegantissimo nella sua misura -e potentemente illuminante.

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Giuliano Ferri, Abbasso i muri, Minedition, 2016

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Giuliano Ferri, Abbasso i muri, Minedition, 2016

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Giuliano Ferri, Abbasso i muri, Minedition, 2016

Documento acquisito-6

Peter Sis, IL MURO Crescere dietro la cortina di ferro, Rizzoli, 2005

Ne IL MURO Crescere dietro la cortina di ferro, Peter Sis ci guida alla scoperta della sua Cecoslovacchia negli anni della guerra fredda, tempo in cui è cresciuto. Attraverso l’autobiografia di Sis, si può cogliere il significato  che ha avuto per molti bambini, ragazzi, uomini e donne, crescere in un paese che, alla fine della guerra, dopo che i tedeschi se ne erano andati, si ritrova occupato dalla Russia, in un crescendo di tensioni tra est e ovest che culmina nella Cortina di Ferro.

Il bambino Sis cresce in un mondo in scuola e istituzioni insegnano i bambini a spiare e denunciare gli stessi genitori, in cui molti desiderano la libertà e si adoperano per far filtrare notizie del mondo “al di là del muro”.

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Peter Sis, IL MURO Crescere dietro la cortina di ferro, Rizzoli, 2005

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Peter Sis, IL MURO Crescere dietro la cortina di ferro, Rizzoli, 2005

Scrive  Sis in postfazione:

Non so se sono nato per disegnare, ma quando ero un bambino non avevamo la televisione né computer, e così disegnavo. Disegnavo storie su mio nonno che nella prima guerra mondiale aveva combattuto contro i Russi per l’impero Austro-Ungarico, e su mio padre in Tibet. Disegnavo cow-boy e indiani e copiavo i fumetti dal libro gigante che l’altro mio nonno mi aveva portato da Chicago, dove aveva progettato ferrovie negli anni Venti. A casa dei miei genitori ero libero di disegnare ciò che volevo.
Tutto cambiò quando cominciai ad andare a scuola ed entrai a far parte del sistema comunista sovietico. Allora disegnavo quello che mi dicevano di disegnare e pensavo quello che mi dicevano di pensare. Guardandomi indietro, capisco quanto è facile fare il lavaggio del cervello a un bambino. Eravamo come pecore. Finché la musica del mondo libero -il rock’n’roll e i Beatles- aprì una crepa nel muro. Poi venne altra musica, una crepa più grande, la Primavera di Praga, e tutto parve possibile. Mi fu consentito di viaggiare; girai tutta l’Europa in autostop, convinto che il mondo fosse la mia casa.
Ero a Londra quando i carrarmati russi entrarono a Praga. La mia famiglia era in vacanza in Europa, e ci demmo appuntamento in Germania per decidere se tornare o se lasciare il paese. Tornammo, con l’ingenua speranza che le cose non sarebbero state così terribili. E non lo furono, non subito, almeno. Io diventai deejay per un programma radiofonico e intervistai band famose come i Beatles, i Led Zeppelin e gli Who. Viaggiai con i Beach Boys durante il loro minitour in Cecoslovacchia. Ma poi le cose peggiorarono. Il mio programma alla radio fu cancellato e la musica rock venne messa al bando. Io mi dedicai al disegno e alla pittura. dipinsi sedie, interruttori, perfino il frigorifero di casa. Fuori era tutto troppo spaventoso.
Realizzai dei film d’animazione che mi riaprirono il mondo, anche se non del tutto. Mi fu concesso di uscire dal paese, ma mi veniva detto, sempre, quando dovevo tornare indietro.
Stavo lavorando a un film d’animazione a Los Angeles quando i Sovietici decisero di boicottare le Olimpiadi del 1984 e venni richiamato a Praga. Quella volta mi opposi. Ero stanco che mi dicessero che cosa fare, che cosa pensare, che cosa disegnare… ma dopo una vita di lavaggio del cervello non fu facile, temevo di non rivedere più la mia famiglia. Ero convinto che i sovietici sarebbero rimasti al potere per sempre.
(…) Faccio fatica a spiegare la mia infanzia: è difficile raccontarla con le parole, e siccome mi sono sempre espresso con i disegni, ho cercato di disegnare la mia vita.
In questo libro ogni riferimento alla storia reale è voluto.

IL MURO, edito da Rizzoli, nel 2005 è un viaggio nella storia attraverso gli occhi di un bambino prima e un giovane uomo poi. Credo che sia la via maestra per raccontare la storia, anche la scelta di inserire i disegni fatti da bambino è molto interesante: crea ponti tra i bambini di oggi e quelli che lo sono stati, tra il lettore e l’autore.

la congiura

Jaan KROSS, La congiura, Iperborea, 2015

Recentemente ho scoperto lo scrittore estone Jann KROSS (1920-2007), che nei suoi racconti ricostruisce la ferita del ‘900 dei paesi baltici, straziati da lotte fratricide, invasi e contesi tra Germania e Russia, divisi tra Est e OVEST. I tre racconti riuniti ne LA CONGIURA, (Iperborea, 2015), sono

tre episodi chiave di una storia di formazione che ha per protagonista il suo alter ego (…). Tre confessioni di un intellettuale che porta su si sè tutto il peso della colpa: di aver mancato, di non aver osato, perché la voce della coscienza arriva sempre troppo tardi per cambiare il corso degli eventi, e forse di altre vite. (…) Con la finezza di sguardo e di scrittura dei grandi narratori europei, Jaan Kross mette a nudo l’uomo di fronte all’urgenza dell’azione, quando la banalità del male si insinua a tal punto nel quotidiano da non lasciare altra risposta che il riso dell’ironia.

Considero “importanti” tutti i libri che presento in questa carrellata, che amo chiudere ricordando
1989 Dieci storie per attraversare i muri, di orecchio acerbo, pubblicato nel 2009, attraverso le parole in quarta di copertina:

Profondamente radicato nella memoria di diverse generazioni, il muro di Berlino è ancora oggi un simbolo di resistenza, un luogo di sofferenza e parole altisonanti.
Ma anche dopo la sua caduta gli uomini non hanno smesso di erigere nuovi muri.
Meno simbolici, meno noti, addirittura nascosti, tuttavia eretti con lo stesso miscuglio di odio, paura e manacnza di immaginazione.
Lo stesso misero impasto dei muri immateriali che separano gli uomini per razza, religione, cultura, ricchezza.
Dieci racconti di fantasia e colorate suggestioni, dedicati ai bambini da alcuni dei più grandi scrittori d’Europa. Per un ideale, enorme graffito contro l’intolleranza e il tetro grigiore dei muri. Per nuovi, giovani architetti che alla ottusa rigidità dei muri sostituiscono l’acuta flessuosità dei ponti.

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AA.VV., 1989 Dieci storie per attraversare i muri, di orecchio acerbo, 2009

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AA.VV., 1989 Dieci storie per attraversare i muri, di orecchio acerbo, 2009

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AA.VV., 1989 Dieci storie per attraversare i muri, di orecchio acerbo, 2009

Mi piace la circolità di questo post, che da un ponte ha preso avvio e con lì’invito a costruirne di nuovi si chiude. E così sia!