Di pecore e di colpi di vento

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Olivier Tallec, Luigi I Re delle pecore, Lapis, 2016

E FU COSÌ CHE IN UN GIORNO DI VENTO, LUIGI LA PECORA DIVENNE LUIGI I, RE DELLE PECORE.
UN RE DEVE AVERE UNO SCETTRO PER GOVERNARE, PENSÒ (…)
E UN TRONO PER AMMINISTRARE LA GIUSTIZIA, (…)
UN BRAVO RE DEVE ANCHE PARLARE AI SUOI SUDDITI

e per tenersi occupato, andare a caccia, di cervi, cinghiali e di leoni, anche se non ve ne sono (andranno fatti portare!), e passeggiare nei giardini reali (…).

luigibis

Oliver Tallec, LUIGI I Re delle pecore, Lapis, 2016

Un re deve mettere ordine nel suo regno (…).

luigi

Oliver Tallec, LUIGI I Re delle pecore, Lapis, 2016

L’albo di Oliver Tallec LUIGI I Re delle pecore, (Lapis, 2016) è impareggiabile nel metter su carta, con ironia, come alle volte basti un colpo di vento per rovesciare lo stato delle cose.

Trovo delizioso e arguto questo albo. Il ritmo narrativo è quello della tradizione favolesca. E se è vero che vi si possono riconoscere corsi e ricorsi storici, non vi è traccia di pedanteria, moralismi o esemplificazioni didascaliche: il diritto al piacere della lettura senza secondi fini regna sovrano!

Mi piace accompagnare il LUIGI I di Tallec con parole tratte dalla raccolta di Trilussa, del 1922, LUPI E AGNELLI:

L’ISTRUZZIONE

Loreto, Pappagallo ammaestrato,
doppo trent’anni ritornò ner bosco
propio dov’era nato.
Er padre disse:- Come sei cambiato!-
La madre disse – Nun te riconosco!
-So diventato ‘na celebbrità!
-rispose er Pappagallo co’ la boria
d’un professore d’università-
Ho imparato a memoria
una dozzina de parole belle …
– Dodici sole?…- Sì, però so quelle
che l’ommini ce formeno la Storia
e che so’, su per giù, le litanie
de li discorsi e de le poesie:
Iddio, Patria, Famija, Fratellanza,
Onore, Gloria, Libbertà, Doveri,
Fede, Giustizzia, Civirtà, Uguajanza…-
La madre disse:- Fijo, parla piano,
nojantri nun volemo dispiaceri …