Tavolozze sentimentali

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Alice Brière- Haquet, Monica Barengo, Nuvola, Kite, 2016

Ti svegli una mattina,
e hai una nuvola in testa
che oscura anche la luce del sole.

(…)

Rende tutto triste e grigio.

(…)

Ma la mattina dopo,
al tuo risveglio,
La nuvola
se n’è andata.

(…)

E da qualche parte
tra la testa e il cuore
si apre un fiore.

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Alice Brière- Haquet, Monica Barengo, Nuvola, Kite, 2016

Tanti i colori sentimentali che possiamo incontrare lungo la vita:

Frustrazione Gratificazione Amicizia Affetto Amore Odio Rabbia Invidia Gelosia Compassione Pietà Indifferenza Noia Dignità Orgoglio Onore Vergogna Colpa Meraviglia Entusiasmo Nostalgia Malinconia Saudade Tristezza Angoscia Disperazione Abbandono Solitudine Agape Lutto Risentimento Rimorso Pentimento Perdono Fiducia Sfiducia Fede Riconoscenza Stima Ammirazione Dissenso Indignazione Rivalsa Vendetta Devozione Solidarietà Filantropia Misantropia Misoginia Misandria

La malinconia è la protagonista  del bellissimo albo Nuvola, in catalogo Kites, testi di Alice Brére-Haquet e illustrazioni della ventiseienne Monica Barengo.

Un testo poetico che ci permette di sostare accanto alla protagonista avvolta da questo sentimento, aspettando con lei che passi, vivendolo attraverso le note del suo violino, o sdraiata, con il gatto accoccolato su di lei, sorseggiando qualcosa da una tazza gentile, o appostati davanti alla “sua” porta, chiusa.

Ci sono fiori che rischiano di essere sradicati, capita spesso ai sentimenti meno leggiadri, che tanto spaventano coloro che li riconoscono nelle persone amate.
Eppure: quanta aridità intorno a noi, se non conoscessimo anche le tonalità dei grigi, dei marroni, se non avessimo mai esplorato i cupi affondi, che talvolta nutriamo con ricercata volizione nelle tragedie, nei drammi, in canzoni di amori infelici, per abbandonarci a sfumature cupe, farcene avvolgere, e trasportare lontano, in mezzo a visioni di sè e delle infinite possibilità dell’essere.

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Alice Brière- Haquet, Monica Barengo, Nuvola, Kite, 2016

Alcuni viaggi devono essere solitari, come quello di Emilia Mirabilia, la bambina protagonista dell’albo in catalogo Logos, testi di Ludovic Flamant, illustrazioni di Emmanuelle Houdart (2016).

Amava starsene da sola in camera sua.
E in ogni caso, nessuno a parte lei
avrebbe potuto entrarci.

Genitori e  nonni erano preoccupati per la sua natura solitaria

Ma Emilia Mirabilia non voleva
vedere altri bambini. Si scavava un rifugio in mezzo
alla sua collezione di oggetti
e si nascondeva, perché nascosta
si sentiva meglio.

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Emmanuelle Houdart, Ludovic Flamant, Emilia Mirabilia, Logos, 2016

Tanto da scappare sempre più profondamente dentro al suo rifugio e andare proprio incontro all’orco, dritta spedita, per poi finalmente riuscire, una mattina, a svegliarsi piena di energia e di coraggio: il coraggio che conosce solo chi ha preso le misure della sua paura – un coraggio che arma con vigore, contro il nemico.

Fu uno scontro terribile, poi venne la calma.

Quando papà o mamma, o nonno
o nonna, bussano alla porta, adesso
c’è sempre posto per loro.

Così la camera di Emilia a poco a
poco si svuota.
C’è più spazio per gli amici, e a
pensarci bene anche collezionare
amici non è niente male!