social: it’s complicated!

Documento acquisito-3

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014

Che succede quando gli adolescenti comunicano mediante i social network come Facebook; Twitter e Instantgram? Come gestiscono la propria identità, come difendono la propria privacy, che cosa mettono in gioco dei propri sentimenti?

Queste sono solo alcune delle domande che danah boyd (per sua volontà il nome è scritto sempre interamente in minuscolo o maiuscolo) si pone in IT’S COMPLICATED La vita sociale degli adolescenti sul web (Castelvecchi, 2014).
DANAH BOYD è responsabile del settore ricerca alla Microsoft, professoressa di Media e Comunicazione presso la New York University e membro del Berkman Center for Internet and Society a Harvard.

ITS-COMPLICATED

Ricorrentemente i ragazzi sono accusati di “isolarsi” davanti agli smartphone a discapito delle relazioni “di persona”, la BOYD ribalta il paradigma:

il fatto che i ragazzi passino un sacco di tempo sullo smartphone anche in pubblico non è di norma indice di patologia. Perché “i ragazzi non sono dipendenti dai social media: sono dipendenti l’uno dall’altro” (…) quella distrazione non è una fuga dalla realtà ma un’immersione nella loro realtà sociale e affettiva (p.16).

I social rappresentano, secondo la boyd, un mezzo per dare continuità a ciò che i ragazzi stavano facendo fintanto che erano insieme (ricordo che tentavo, non sempre riuscendoci, di attaccarmi al telefono, non appena rientrata in casa, per parlare con l’amica con la quale era stata insieme fino a poco tempo prima: i social di oggi -per molti versi- sono l’equivalente del telefono di famiglia di un tempo, oggi scomparso da molte abitazioni). Inoltre, evidenzia danah boyd:

la fissazione degli adolescenti per i propri amici va di pari passo con il desiderio di entrare in spazi pubblici liberamente accessibili agli adulti. La capacità di accedere agli spazi pubblici a scopi sociali è una componente essenziale del processo di raggiungimento dell’età adulta, ma molti degli spazi pubblici dove gli adulti si riuniscono (bar, club e ristoranti) sono inaccessibili ai giovani. Con il passaggio dall’infanzia all’età adulta, gli adolescenti cercano di capire come inserirsi in un mondo più ampio. Vogliono vivere gli spazi pubblici, ma guardano agli adulti, figure pubbliche incluse, per capire cosa vogliono essere da grandi (p. 47).

Documento acquisito-2

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014

E’ un fatto che la libertà di movimento dei ragazzi oggi sia estremamente limitata sotto due aspetti almeno:

  • è concesso loro di muoversi autonomamente per la città sempre più tardi e con molteplici vincoli -inoltre gli spazi pubblici in cui incontrarsi sono sempre più rari. Nelle città oggi abbondano luoghi di passaggio (piazze, strade e ambienti pubblici) progettati per essere visti, non vissuti: luoghi di sosta diventano i centri commerciali, che però spesso mettono in atto strategie disincentivanti la permanenza dei giovani. Ciò, secondo la boyd, impone a molti ragazzi (americani, nella ricerca da lei effettuata) di incontrarsi nelle rispettive abitazioni, anche se preferirebbero trascorrere più tempo fuori per poter incontrare un maggior numero di persone. A molti è però preclusa anche questa possibilità, spesso per ostacoli di natura organizzativa, anche se in generale rema contro l’ossessione di molti genitori che i figli possano incorrere in vari pericoli.
  • Poi c’è il fattore tempo: molti adolescenti passano la maggior parte delle loro giornate in attività organizzate che sottraggono loro tempo libero per pensare, giocare, socializzare o riposarsi (sport, club, lezioni di musica, … se appartenenti alla classe media e alta, luoghi-contenitore con attività socio-ricreative pubbliche o convenzionate se di fascia media e bassa).

Molti bambini e ragazzi oggi, di fatto, sono tenuti in condizione di isolamento e\o socializzazione forzata oltre che privati di tempo libero, stritolati, come sono, negli spostamenti tra varie attività organizzate dagli adulti e “controllate”.

Documento acquisito-7

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014

Ecco che anche nella stessa percezione dei ragazzi, spesso gli scambi sui social sono meri surrogati alla vita reale che sceglierebbero senza esitazione  se fossero in condizione di farlo:

le attività al centro dell’uso dei social media da parte degli adolescenti sono piuttosto simili a quelle in  ambienti condivisi nelle generazioni precedenti(…). Gli adolescenti passano del tempo insieme, chiacchierano, flirtano, osservano altre persone, scherzano e competono per ottenere uno status (p. 131).

Per sottrarsi all’ipercontrollo degli adulti, molti ragazzi sviluppano strategie volte a eludere la sorveglianza di genitori che, violando la privacy dei figli, si intrufolano nelle loro conversazioni sui social, in parte per “proteggerli\controllare” in parte perché si pongono su un piano “amicale”: ecco che i ragazzi si tutelano ricorrendo a varie forme di cifratura dei messaggi (steganografia) che altro non sono se non la prosecuzione di giochi infantili praticati da molti da noi tanti anno or sono (ricordate quanti ne proponeva il Manuale delle giovani marmotte?).

Documento acquisito-4

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014

La penso esattamente come la boyd in merito alla retorica dei “nativi digitali”

non solo è falsa (ho parlato con ragazzi che non sapevano la differenza tra browser e internet), ma è anche nociva in termini di policy-making, perché informa una visione della realtà per cui non ci sarebbe alcun bisogno di acculturare i nati nel segno della rete: se nascono iperconnessi perché insegnare loro ad esserlo? E invece non è affatto vero, che siccome sono sempre connessi, i giovani comprendono automaticamente le tecnologie che usano. Lungi dall’essere utile, quella dei nativi digitali è una metafora che può distrarre dalle sfide che i giovani affrontano nel mondo connesso. Un’ennesima semplificazione indebita, insomma, che nasconde le disuguaglianze sociali esistenti anche in rete e insieme non contribuisce ad aumentare le competenze. Eppure ce ne sarebbe bisogno, per esempio nel riconoscere buone e cattive fonti di informazioni in un contesto in cui le bufale possono essere decostruite e smentite ma al contempo viaggiare al ritmo della viralità indipendentemente da quanti debuking si producano. Ancora, andrebbe insegnato loro a comprendere il ruolo politico e sociale degli algoritmi, a comprendere che non sono mai neutrali ma il prodotto delle convinzioni di chi li ha creati. (p.17)

Documento acquisito-5

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014

A ben guardare, gli adulti spesso sono più smanettoni dei ragazzi:  compulsivamente ingaggiati nell’invio di inutili informazioni circa ogni minuto secondo della loro giornata e dieta, ossessionati dal pericolo ma ignoranti rispetto alle precauzioni di base da adottare, spesso fruitori passivi di tecnologia. Sono numerosi gli atteggiamenti castranti verso i giovani, alimentati da pregiudizi che scansano l’assunzione di responsabilità connesse al compito di rende fattivo il diritto dei ragazzi di vivere la loro vita. Quanti adulti non contemplano il fatto che per crescere si debba “necessariamente” affrontare rischi e pericoli? Nessuno adulto equilibrato è nato tale, lo è diventato imparando a muoversi nella complessità della propria epoca, in relazione agli oggetti, alle relazioni e alle azioni che ha potuto esperire. L’adolescenza si sostanzia attraverso una spinta che processa la desatellizzazione dall’adulto.

Documento acquisito-8

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014

Scrive la boyd

spero che questo libro faccia luce sulle pratiche complesse e affascinanti dei giovani contemporanei negli Stati Uniti alla ricerca di sè in un mondo interconnesso.  (…) spero che abbandonerete i pregiudizi che avete sui giovani per cercare di capire la vita sociale che loro hanno in rete. In linea di massima i ragazzi stanno bene, ma vogliono essere compresi. (p. 25)

Documento acquisito-6

Mijin Jung, ill. Sora Kim, 당신의 누구씨는 누구입니까 (tr. Hey, Mr Who) at|noonbooks, 2014