ci sono cose che devono essere fatte

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Bertold Brecht, ill. Henning Wagenbreth, Ballata di chi approva questo mondo, else, 2016

Else  arricchisce il suo catalogo con la Ballata di chi approva questo mondo, di Bertold Brecht, interpretato visivamente per mano di Henning Wagenbreth, che recentemente ha rilasciato questa dichiarazione

L’illustrazione non è decorazione: come tutte le discipline artistiche deve avere rilevanza sociale e produrre dibattito.

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Bertold Brecht, ill. Henning Wagenbreth, Ballata di chi approva questo mondo, else, 2016

Brecht scrisse questa Ballata nel 1932.
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Bertold Brecht, ill. Henning Wagenbreth, Ballata di chi approva questo mondo, else, 2016

La ballata parla dell’essere codardi, parla della banalità del male, parla del tirare a “vivacchiare” a prescindere delle implicazioni delle proprie mancate scelte, senza porsi domande. Parla della facilità con cui si può scivolare, a piccoli passi, apparentemente inconsistenti, nell’autoassoluzione, attraverso miseri “poverini”, occhi bassi e spalle curve.

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Bertold Brecht, ill. Henning Wagenbreth, Ballata di chi approva questo mondo, else, 2016

Un quadro che ben si sposa all’odierna mancanza di pratica democratica e intelligenza etica; alla vacante partecipazione politica consegue un desolato deserto civico, di cui nutriamo bambini e ragazzi, istituzioni e servizi, luoghi pubblici schizzofrenicamente privatizzati e luoghi privati pubblicamente mantenuti nel lusso.

Ho visto i maestri, poveri sculacciatori,
addestrare i bambini a lor somiglianza.
Perciò dallo stato son stipendiati,
pena la fame. Vanno rispettati!

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Bertold Brecht, ill. Henning Wagenbreth, Ballata di chi approva questo mondo, else, 2016

I professori che con parole belle,
citando la crisi economica anziché gli assassini,
giustificano chi sta alle loro spalle:
Bisogna capirli, poverini.

scriveva Brecht.

Ma se il dovere si impara dall’esempio, bisognerà pur darlo! A partire da una vivida contrapposizione ai progettifici, per favorire pratiche avvezze alla metariflessione; risignificando le piccole cose; orticando intelligenze sopite; muovendo passi nitidamente orientati, seppur piccoli e, soprattutto, celebrando la scoperta dell’acqua calda (espressione generalmente utilizzata per sottolineare la pochezza di un’acquisizione, e che invece per me celebra la profondità degli apprendimenti più banali e ordinari, quindi fondativi della vera qualità di tutte le cose) .