sapere e saper essere: storie di emancipazione

Documento acquisito-1

Anna Maria Mozzoni, Alle fanciulle e alle figlie del popolo, Caravan Edizioni, 2015

Anna Maria Mozzoni (Milano, 1837 – Roma, 1920) si batté tutta la vita per  le donne: rivendicò per loro il voto amministrativo e politico; nel 1878 rappresentò l’Italia al Congresso internazionale per i diritti delle donne di Parigi; nel 1879 fondò a Milano la “Lega promotrice degli interessi femminili”; nel 1908 fece parte dell’ennesimo comitato per la ricerca della paternità.
Caravan edizioni, nella collana segnavia, dedicata ai temi sociali, propone alcune pagine attraverso cui Anna Maria Mozzoni si rivolse tanto alle fanciulle che studiavano che alle figlie del popolo, non perché chiedessero bensì esigessero giustizia.

Saltando attraverso i secoli, mi fa piacere ricordare i nomi delle donne che per prime, nel mondo, si conquistarono l’accesso agli studi superiori: furono italiane. Ecco i loro nomi:

nel 1678 si laureò in filosofia (non in teologia come avrebbe voluto), a Padova, la veneziana Elena Lucrezia Corner Piscopia. Parlava fluentemente di filosofia in greco, latino, francese, inglese e spagnolo, conosceva anche l’ebraico, l’arabo e il caldeo. Musica, canto, poesia, scienze erano altri suoi interessi;

nel 1732, si laureò in storia naturale e medicina la bolognese Laura Bassi Verati; fu una delle prime donne che ottennero la docenza universitaria;

il 5 maggio 1751 Cristina Roccati si laureò in filosofia e fisica;

nel giugno 1777 Maria Pellegrina Amoretti si laureò in giurisprudenza.

Documento acquisito-3

Maria Sibylla Merian, La meravigliosa metamorfosi dei bruchi, elliot, 2015

Maria Sibylla Merian (Francoforte sul Meno, 1647 – Amsterdam, 1717) si appassionò presto di arte ed entomologia; con il marito pittore creò una scuola di disegno riservata alle donne. A 52 anni si imbarcò per il nuovo mondo per studiare la natura tropicale. Segnalo la La meravigliosa metamorfosi dei bruchi, qui in edizione elliot,

pubblicato la prima volta in due volumi – nel 1679 e nel 1683 –, in cui Merian illustrò, con testi dettagliati e stupende incisioni acquarellate, l’evoluzione di oltre cento specie di farfalle.
Tra il XVII e il XVIII secolo Maria Sibylla Merian diventò il punto di riferimento e il termine di paragone per naturalisti e illustratori del vecchio continente,. (…) occupò la difficile posizione di ricercatrice in un ambiente esclusivamente maschile. I suoi studi, compiuti da autodidatta, sfidarono la credenza che gli insetti (considerati “bestie di Satana”) fossero il risultato di una generazione spontanea originata dalla putrefazione. Si dedicò in particolare allo studio dei bruchi, ne osservò i comportamenti, scoprì che nascevano da uova e ne seguì la metamorfosi da bozzoli in farfalle, disegnandone le diverse fasi.

Documento acquisito-4

M. Nicolaci, L. Biagi, Lena e la cittadinanza scientifica, Sinnos, 2015

Duecentocinquanta anni fa circa, alcuni dei fondatori degli Stati Uniti d’America si domandavano pubblicamente se la natura umana, così incline al sopruso e a varie altre forme di deviazione dalla benevolenza sociale, fosse compatibile con un sistema di governo democratico; e si chiedevano anche come si dovesse organizzare un tale governo, o intervenire, per prevenire il manifestarsi di quei tratti del comportamento che avrebbe distrutto le libertà anelate e conquistate.
Una delle prime leggi proposte (…) riguardava l’istruzione pubblica (p. 3).

Lena e la cittadinanza scientifica, è una recente pubblicazione in casa Sinnos, che propone a giovani lettori  (+12 anni) un percorso tra diritti e responsabilità, per favorire un approccio da “cittadini scientifici”, ovvero  capaci di informarsi, discutere, ascoltare gli altri e dire la propria, per costruire un mondo migliore, da persone consapevoli e informate.

Documento acquisito-2

E. C. Stanton e L. Mott , Dichiarazione dei sentimenti, Caravan, 2015

Ancora in casa Caravan, la Dichiarazione dei sentimenti, scritta nel 1848 da Elizabeth Cady Stanton e Lucretia Mott diventò il primo manifesto del femminismo americano, ispirata alla Dichiarazione di indipendenza americana. Solo nel 1919 le donne ottennero il diritto al voto. Eccone alcuni stralci:

La storia dell’umanità è una storia di ripetute offese e usurpazioni dell’uomo nei confronti della donna, con lo scopo preciso di imporre si di lei un’assoluta tirannia. (…) Egli non le ha mai permesso il suo inalienabile diritto al voto.
Egli l’ha costretta a sottostare a leggi sulla cui creazione ella non ha avuto voce.
Egli le ha negato i diritti riconosciuti agli uomini più ignoranti e degradati, sia cittadini che stranieri.
(…) Egli l’ha resa, se sposata, civilmente morta agli occhi della legge.
Egli le ha tolto ogni diritto alla proprietà, e anche al salario se guadagna.
Egli l’ha resa un essere moralmente irresponsabile, poiché la donna può impunemente commettere molti crimini, purché lo faccia in preseneza di suo marito. Nel patto matrimoniale, ella è obbligata a promettere obbedienza al marito, che diventa a tutti gli effetti suo padrone, dal momento che la legge gli conferisce il potere di privarla della libertà e di infliggerle punizioni.
(…) Egli ha monopolizzato tutti gli impieghi remunerativi e, per quei pochi a cui può accedere, la donna riceve soltanto un magro compenso.
(…) Egli le ha negato la possibilità di ricevere un’educazione completa, precludendole l’accesso a qualsiasi università.

(…) noi insistiamo affinché (le donne) abbiano accesso a tutti i diritti e i privilegi che spettano loro (…).

Con queste recenti letture in mente, che portano attraverso i secoli storie di lotta per la libertà e per i diritti, ieri, in metropolitana, mi sono imbattuta in un articolo di Alessandro Marzo Magno dal titolo Il potere delle donne a Venezia era mostrare il seno.

Per associazione di idee, senza che vi sia alcun collegamento ponderato, ho pensato alle FEMEN. Non sono incline a considerarlo il movimento femminista di protesta che si proclama di essere -divenuto famoso, su scala internazionale, per la pratica di manifestare mostrando i seni contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali. Le attiviste dichiarano di voler incrementare le capacità intellettuali e morali delle giovani donne in Ucraina e modificare l’immagine dell’Ucraina come meta di turismo sessuale. Sarà la strada giusta?

Mi farà piacere confrontarmi in merito con ragazzi e ragazze, per capire che idea se ne sono fatti.