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luci sull’umanità, a Skagen

Documento acquisito-8

Oscar Björck, Tirando a riva la barca, Skagen, 1884, presso Skagen’s Museum

Nella punta estrema della Danimarca si raccolsero, sulla fine del 1800, alcuni pittori, dando vita alla scuola di Skagen, dal nome del paese di pescatori in cui si stabilirono: i principali esponenti furono, Peter Severin Kroyer, e la coppia Michael ed Anna Ancher, ma vi giunsero artisti da diversi luoghi dell’Europa, della Russia e del Nord America, dando vita a una colonia internazionale per composizione e fama.

La scuola di Skagen attirò, per la sua vivacità, numerosi scrittori, compositori, musicisti, cantanti, artigiani, attori, e personalità della vita culturale danese e scandinava.

Quelle rappresentazioni pittoriche del vero mi hanno rapito il cuore!

Documento acquisito-7

Michael Ancher, Riuscirà a raggiungerle il punto?, Skagen, 1880, presso Skagen’s Museum

Presso il curatissimo Skagen’s Museum, se ne possono apprezzare una grande varietà, che toccano temi della vita quotidiana, per questo sono collocati tra impressionismo e verismo: la vita dei pescatori, gli interni intimi e familiari, il rapporto con la natura, il corpo umano nelle sue varie posture e fasi della vita.
Certo è che furono maestri di “luce” che immortalarono in tutte le ore del giorno e della notte : durante il mio viaggio in Danimarca, faceva buio poco dopo le 22.00 e rifioriva il giorno verso le 04.20.

(qui gli artisti di cui si possono ammirare le opere presso il museo)

Documento acquisito-5

Michael Ancher, In un giorno d’inverno senza pesci, Skagen, 1891, presso Skagen’s Museum

A me, che non sono esperta d’arte ma solo appassionata esploratrice della vita e del fantastico, i pescatori ritratti hanno ricordato I Malavoglia del Verga, che amo molto, e il giovane Bárður -uscito dalla penna dell’islandese  Jón Kalman Stefánsson-  pescatore di merluzzo per necessità, ma in realtà poeta, sognatore, innamorato dei libri e delle parole, le uniche in grado di “consolarci e asciugare le nostre lacrime, sciogliere il ghiaccio che ci stringe il cuore” scrive l’editore Iperborea nel presentarne il personaggio.

Mi hanno anche richiamato l’attenzione sul significato della fatica, più che sul senso, ponendomi non poche domande su quanto le diverse fatiche epocali e locali cambino il destino di ogni singolo uomo e singola donna, anche in relazione a quanto è capito da chi non calza le sue stesse scarpe. E di ogni bambino.

Documento acquisito-2

Michael Ancher, Pescatori mettono in acqua la barca, Skagen, 1891, presso Skagen’s Museum

Poi gli interni:
scene di vita che mi hanno commosso ridestando la stessa tenerezza che provo sbirciando nella vita domestica messa in scena dai fiamminghi, con le cure delle donne verso i bambini, le attenzioni alla salute, allo studio, al gioco, all’alimentazione, donne operose in silente attesa, …

Documento acquisito-4

Anna Ancher, La vaccinazione, Skagen, 1899, presso Skagen’s Museum

La vicinanza fisica  è un modo per attraversare insieme la vita, sembrano esprimere questi minuti gesti, cercando una velocità sufficientemente buona per entrambi.

Documento acquisito-3

Michael Ancher, mostrare un modello, Skagen, 1888, presso Skagen’s Museum

Questo lembo di terra è reso unico dalle luci, ma anche dall’incontro spettacolare del Mar Baltico e del Mare del Nord, le cui acque non  si mescolano, per via della loro diversa densità e vanno  quindi a formare una caratteristica increspatura, costantemente presente, che si ammira facilmente camminando sulla spiaggia.

Documento acquisito-6

Vilhelm Melbye, Vista dalle duneSkagen, 1848, presso Skagen’s Museum

Con la carica vitale espressa da questi due bambini che corrono nudi, tenendosi per mano, incontro all’avventura, al gioco e alle prove di resistenza e coraggio che ogni bambino libero sperimenta giocando in acqua, ho chiuso la mia visita al museo.

Documento acquisito-9

P.S. Krøyer, Contare su di noi!, Skagen, 1892, presso Skagen’s Museum

[Seguiranno altri racconti della mia estate, istantanee del mio viaggio attraverso la Germania, la Svezia, la Danimarca e l’Inghilterra, sulle tracce delle biblioteche, con qualche capatina in musei e gallerie d’arte.]