Muoversi per crescere

[Articolo di Alice Gregori, psicomotricista e studiosa dell’approccio Pikler, presidentessa dell’Associazione Emmi’s Care]

La Pediatra e studiosa Emmi Pikler ha dimostrato che ogni bambino, se sostenuto da cure affettive amorevoli attraverso cure attente e dedicate e da un’ambiante adeguato a favorire il suo movimento libero, sviluppa dà sé le sue capacità e competenze attraverso uno sviluppo motorio spontaneo ricco di esperienze autonome, senza l’intervento costante e invadente dell’adulto.

5

Emmi Pikler, Per una crescita libera, Ed. libreria cortina, Torino, 1980

Conoscere la storia e l’origine delle ricerche delle pediatra Emmi Pikler è indispensabile per comprendere il suo pensiero e il suo prezioso contributo. E’ anche necessaria una profonda e costante analisi personale che ci permetta di affrontare e superare pregiudizi, indulgenze, abitudini culturali, ormai insediate e le nozioni acquisite in merito alle tappe dello sviluppo motorio.

Fin dalla nascita il bambino dimostra di essere interessato al mondo: il suo corpo sarà il veicolo attraverso il quale raccoglierà dati, informazioni, conoscerà le persone che si prendono cura di lui, conoscerà se stesso e l’ambiente che lo circonda.
L’adulto di riferimento ha il compito di trasmettere al bambino la fiducia e la sicurezza necessaria per permettergli di aprirsi al mondo.

L’adulto deve garantire al bambino esperienze e cure piacevoli( il pasto, il bagno, il sonno) e favorire la sua sicurezza posturale, senza anticipare posture che esso non abbia raggiunto autonomamente e deve favorire il libero movimento del bambino, attraverso una cura costante dell’ambiente e un’osservazione delle sue scoperte, curiosità e bisogni.

Per un neonato, la superficie più ampia del suo corpo, l’unica che gli possa permettere una postura stabile e che lo faccia sentire in equilibrio sicura è la schiena: dalla posizione stesa lui potrà sentire e gestire le varie tensioni del corpo, in seguito potrà osservare la luce e i suoi cambiamenti, guardare l’ambiente che lo circonda; scoprirà le sue mani, i suoi piedi, può comunicare con le persone che si prendono cura di lui, con lo sguardo e tutto il corpo.

L’adulto deve dimostrare interesse e gioia per ogni scoperta del bambino, ma soprattutto deve garantire un ambiente sicuro e piacevole: il bambino in questa fase sarà favorito, se steso su una superficie rigida e calda ( pavimento in parquet ) al contrario della abitudine che spinge l’adulto a stenderlo su materassi morbidi e circondato da cuscini, la superficie rigida, permette al bambino una maggiore sensibilità e stabilità, un equilibrio reale.

documento-acquisito-06

Jan Ormerod, 101 Things to do with a Baby, Little Hare, 1984

Negli ambienti domestici si può ricercare la soluzione migliore, attraverso tappetti rigidi poco spessi, ma molto isolanti o tappeti tecnici, anch’essi di poco spessore, ma molto piacevoli.

La cura costante dell’ambiente e l’osservazione permetterà all’adulto di cogliere ogni scoperta ed esperienza del bambino piccolo e gli suggerirà quando inserire piccoli e leggeri oggetti, vicino al bambino, per accompagnarlo nelle prossime fasi di sviluppo.

Un fazzolettino di cotone, una palla di vimini, piccola e leggera, o un anello, i primi oggetti posti a stella nelle vicinanze delle braccia e della testa del bambino, gli permetteranno, inizialmente casualmente, di incontrare l’oggetto che è di facile prensione e leggero così che non possa essere pericoloso.

Questi primi oggetti accompagneranno il bambino per molti mesi, è infatti piacevole per il bambino ritrovarli nell’ambiente anche a distanza di mesi, quando utilizzerà anche altri oggetti, per ritrovare esperienze vissute e conosciute che rappresenteranno momenti di intensa rassicurazione per esplorazioni più complesse.

Grazie a una sicurezza posturale stabile e sicura il bambino potrà concentrarsi completamente nell’esplorazione degli oggetti, nella coordinazione delle braccia, delle gambe della testa e dello sguardo, fino al raggiungimento della maturazione neurologica e motoria necessaria per mettersi sul fianco e in seguito steso sulla pancia.

Il mantenimento della postura e ogni micro movimento per la sua variazione permettono al bambino, fin da piccolissimo, di costruire la sicurezza in sé stesso, necessaria per seguire ogni personale iniziativa e per vivere la gioia della vera autonomia.
Ogni posizione e movimento rappresentano anche un apprendimento motorio, che sarà indispensabile per il bambino per affrontare con sicurezza e piacere, ogni cambiamento e il raggiungimento di nuove posture.

E’ proprio nel periodo steso sulla schiena, sulla pancia e durante il rotolamento, che il bambino, per esempio, apprende il processo neuromotorio che gli permetterà di portare le mani sempre davanti a sé, per proteggere la testa, nelle fasi successive e nelle cadute durante i primi passi.

Nella nostra cultura il bambino viene posto in posizione semi-seduta e seduta a partire già dal 3° e 4° mese, spesso trattenuto in ovetti, o posto su morbidi cuscini che circondano e bloccano ogni possibilità di movimento.

documento-acquisito-04

Jan Ormerod, 101 Things to do with a Baby, Little Hare, 1984

Negli ultimi anni si sono diffuse ulteriori usanze: l’uso della fascia, di marsupi, e di ausili per sollecitare e stimolare lo sviluppo motorio e cognitivo del bambino.
Il bambino piccolo si adatta alle proposte dell’adulto di riferimento, riponendo in lui una fiducia immensa e aspirando alla sua gratificazione, in ogni momento, atteggiamento che l’adulto spesso confonde come piacere del bambino, portandolo a ripetere la proposta.

L’enorme lavoro svolto da Emmi Pikler e le educatrici dell’Istituto Lòczy di Budapest, ha lasciato un’eredità inestimabile per la pratica di tutte le persone che si occupano di bambini piccoli.

Analizzando le ricerche e gli studi di Emmi Pikler, durante il percorso formativo in Psicomotricità mi ha condotto ad un’integrazione dei principi acquisiti, che hanno dato vita ad un pensiero educativo e di cura in cui il ruolo dell’adulto è sostenuto da una profonda conoscenza e dove i gesti e le azioni sono dettate da un’attenta raccolta di informazioni. Un percorso che mi ha condotto ad un’idea di bambino competente fin dalla nascita, desideroso della sua autonomia, libero, in costante equilibrio e sicuro di sé.

Anche di questo parleremo durante il seminario centralità del bambino e regia educativa che si svolgerà a Brescia il 29 e 30 ottobre, che sarà tenuto da me -Francesca Romana Grasso- e da Alice Gregori.