img_20161112_153052-copia

biblioteche: a chi servono?

documento-acquisito-2

Chetham’s A century in Photographs, Chetham’s Library, 2003

Inauguro oggi una rubrica dedicata alle biblioteche (in Italia e all’estero), scriverò di quelle che ho visitato, quelle con cui collaboro o che richiamano la mia attenzione, e invito tutti coloro che desiderano presentare una realtà bibliotecaria a contattarmi per far circolare visioni e pratiche; estendo l’invito a porre domande e sollecitazioni .

Le biblioteche sono un presidio culturale: custodiscono il sapere, promuovono l’innovazione, agevolano scambi, offrono spazi per il fare, alimentano speculazioni.
Guardo con acceso interesse alle biblioteche di quartiere, periferiche e centrali: trascorrendovi tanto tempo, vedo che in alcune vi sono code di persone -alcune senza casa- che ne aspettano l’apertura per trascorrere del buon tempo in un ambiente caldo, neutro, accogliente; una feconda varietà culturale, trasversale per età, background e interessi le frequenta per leggere, giocare, studiare, lavorare, mangiare, ascoltare musica, guardare video, cucire, passare il tempo.

documento-acquisito-1

Chetham’s A century in Photographs, Chetham’s Library, 2003

Le biblioteche sono luoghi di vita in cui le idee, le pratiche, le ipotesi accendono dialoghi, con parole, azioni e silenzi, tra bambini, ragazzi, adulti e vecchi.
Potenziali fucine del ben-fare, le biblioteche iniziano ad accogliere i primi Makerspace, un’interessante espressione di produzione creativa e condivisa, a cui ha senso guardare con autentica curiosità e non come mera novità modaiola.

documento-acquisito-3

Chetham’s A century in Photographs, Chetham’s Library, 2003

Nei contributi che daranno corpo a questo ciclo sulle biblioteche, sarà mio obiettivo presentare le diverse realtà a partire dalla natura brulicante e generativa che le anima.

Ringrazio anticipatamente tutti coloro che mi vorranno aiutare, a partire dal circolo di studi sull’identità delle biblioteche, sorto intorno al Manifesto di alleanze educative e di cura.

documento-acquisito-5

Chetham’s A century in Photographs, Chetham’s Library, 2003

Mi piace inaugurare questo appuntamento con un tributo a Sir Humphrey Chetham (10 luglio 1580-1653) un commerciante inglese che, privo di eredi, lasciò il suo patrimonio alla comunità affinché i bambini privi di possibilità proprie potessero essere istruiti e avviati a una professione rispettosa delle loro inclinazioni: per sua espressa volontà fu creata la più antica biblioteca pubblica nel mondo di lingua inglese: la  Biblioteca di Chetham che sorgeva come parte integrante del convitto, comprendente una scuola di musica, tutt’oggi prestigiosa, e laboratori per la trasmissione di vari mestieri  artigiani (liuteria, editoria, …).

IMG_20160819_124447

Questo affresco si trova nella Manchester Town Hall, il municipio della città di Manchester, per rendere grazie al benefattore Humphrey Chetham.

Mentre i bambini si costruivano un futuro, studiando e apprendendo mestieri, imparavano il senso della comunità.
E tutto questo è Biblioteca!

Per contattarmi: f.grasso@edufrog.it

[la foto in apertura si riferisce all’opera Cultura: Colonna vertebrale della Vita, dell’artista  Hossein Golba, 2001, posta dinanzi all’ingresso della biblioteca di Prato]