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Milano permeabile

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“Milano è una città radiale” così me l’ha presentata Silvia Geroldi la mattina del suo compleanno, durante un’intervista itinerante che mi ha vista muovermi tra strade, giardini, biblioteca, mercato, tram, per arrivare a un ristorante a ridosso dell’Arco della pace: dalla periferia al centro, camminando nella stessa direzione.

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La Milano che mi presenta Silvia è fatta di spaccati di popolazione molto diversi tra loro (?), trame di relazioni che stentano a decollare, altre che filano lisce come l’olio, con grande naturalezza lei si muove tra bancarelle e persone che animano il mercato in Mac Mahon; mi fa strada e racconta racconta…, nel giro di pochi metri si avvicendano realtà storiche e luoghi di emarginazione: la scuola  Rinnovata Pizzigoni -perla sperimentale del secolo scorso, ancora attiva, un mercato rionale,  la bellissima libreria specializzata per bambini e ragazzi Tiritera , il parco, luoghi di ritrovo improvvisati in cui cittadini per bene si organizzano per contrastare le varie ondate xenofobe, una biblioteca rionale che affaccia su un giardino, un buffo campanile che sembra una siringa -ironia della sorte- dista poco da un luogo di spaccio.
Si vedono molti bambini,  a tale proposito Silvia esprime stupefazione per la quantità di persone che parlano sopra le loro teste, senza rivolgersi ai diretti interessati!

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Di Silvia, autrice con all’attivo una bella pubblicazione di Haiku, mi colpiscono la poetica ironia e la compassione.

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Per apprezzarle anche voi, non perdetevi i suoi prossimi appuntamenti milanesi di Cartopoietica, questi laboratori hanno un’atmosfera intima, preziosa.

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Ecco come li descrive:

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Ispirati dalla lettura di albi illustrati e poesie, ci misuriamo di volta in volta con una forma-libro da riprodurre, esplorare o alterare. Nell’atmosfera del libro d’artista, dove ogni copia è unica e frutto di ricerca, viene spontanea anche la produzione di contenuti testuali. Ricerca del segno, illustrazione, parole in forma di racconto o poesia: e dunque dal fare, il dire.

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È un fare in relazione: con gli stimoli a sorpresa che porto e distillo mentre conduco il progetto, con il gruppo, con le opere condivise.

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Durante questo tipo di laboratori metto a disposizione diversi materiali e tecniche, ingredienti insoliti o professionali, format cartotecnici semplici o complessi, a volte un po’ magici, da riprodurre e mescolare.
Amo cercare o camuffare le carte, attendere il tempo di asciugatura dell’inchiostro, incidere, graffiare, stampare, sporcare, cucire.

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Il suo primo libro di Haiku, con le illustrazioni di Giuseppe Braigoli, per i tipi Bohem, ha svolto una funzione di ponte per me: dopo aver letto Senza ricetta nella cucina di Marta abbiamo iniziato a frequentarci e giorno dopo giorno prendono corpo progetti, tra uno scambio di vedute e l’altro.
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Silvia è un po’ come Pippi Calzelunghe: per il suo compleanno il regalo me lo ha fatto lei, facendomi visitare una Milano a me sconosciuta e invitandomi a pranzo fuori!

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Silvia lavora nelle classi: i bambini con lei trovano un luogo per esplorare, senza ansia di “produrre” (qui i contatti e gli approfondimenti sul lavoro nelle scuole), ecco una dimostrazione di cosa ne consegue:

Acqua gelida
Scorre piano nel fiume
fino al mare

Un bambino sta
triste accovacciato
dietro una roccia

Un botto, luce
I fuochi d’artificio
Bimbi felici

Tre, i bambini
che giocano insieme
con il pallone

Le formichine
Piccole si credono
grandi e forti

Là nella classe
una mano alzata
dà la risposta

Pioggia e piante
dal rumore scrosciante
Per la via stanno

Sono solo alcuni degli haiku scritti  in VD alla Rinnovata Pizzigoni, da Elisa, Simone, Maxime, Simone.

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Se le chiedi cosa sia un haiku, Silvia sorride con gli occhi, spesso per avere una risposta devi andare a leggere in appendice al suo libro:

L’haiku è una forma di componimento poetico breve nata in Giappone nel XVII secolo, sviluppata fino ai nostri giorni, sia in Oriente che in Occidente, da autori importanti e da persone comuni.

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Questo tipo di poesia ha uno schema in tre versi:

primo verso: cinque sillabe So-lo pa-ro-le
secondo verso: sette sillabe in-ca-stra-te per gio-co
terzo verso: cinque sillabe Nien-te di se-rio

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Non aggiungo altro, lascio a voi i suoi scatti estemporanei (tutte le foto sono sue) e un suggerimento: seguitela, ama galleggiare e stupire con improvvisi affondi, è acuta e lieve, ride molto e sta in silenzio volentieri, Silvia è una guida alla “superficialità”… e con questo spero di avervi incuriosita abbastanza.

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