La biblioteca che verrà: a Melegnano l’abbiamo immaginata così

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[Testo elaborato da Stefano Laffi a partire dal lavoro di Giuseppe Bartorilla, Paola Bordigioni, Elena Borsa, Franco Fornaroli, Francesca Romana Grasso, Gabriella Marinaccio, Daniela Parenti, Elena Penzo, Stefano Pinoli, Rosanna Sibono, Ilaria Tulipano, presso la biblioteca di Melegnano]

Nel corso di 4 incontri seminariali bibliotecari, pedagogisti ed esperti di biblioteche si sono incontrati per riflettere sulla propria esperienza nel rapporto con gli utenti e nei progetti di coesione sociale, per confrontarsi con altri territori e con l’esito del programma quadriennale finanziata da Fondazione Cariplo intorno al ruolo delle biblioteche come agenti di coesione sociale, per ascoltare l’immaginario dei più giovani frequentanti sulla biblioteca ideale.

L’esito di questo confronto e di questa elaborazione sono le linee guida che seguono, generate in sottogruppi di
lavoro, nel corso dell’ultimo incontro, a partire da 3 domande: cosa sarà la biblioteca di domani in termini di identità e sfide che la attendono, cosa farà per accogliere quelle sfide, come sarà fatta per assolvere quelle funzioni.
La formulazione al futuro delle diverse proposizione non implica che queste cose già non avvengano – anzi, quasi tutte hanno già dei luoghi esemplari – ma solo che esiste un ampio spettro nelle potenzialità della biblioteca: i punti che seguono provano quindi a tracciare un perimetro funzionale nel quale collocarsi e posizionarsi, nei limiti delle risorse disponibili e nel rispetto delle vocazioni che ogni singola biblioteca esprime.

1. La biblioteca sarà un luogo di relazioni aperto a tutti 
La biblioteca conserverà la sua vocazione di spazio pubblico, gratuito, aperto a tutti. Le attività e le proposte avranno l’obiettivo di creare relazioni, di costruire ponti fra le generazioni e fra i diversi profili di cittadini. Lo strumento per generare relazioni sarà la cultura, e non solo il libro in senso stretto.

2. La biblioteca sarà il luogo delle storie della comunità
Le persone e le culture del territorio saranno al centro del patrimonio e delle azioni della biblioteca, le storie delle persone troveranno casa in biblioteca (con azioni come la “biblioteca vivente”, con incontri e iniziative dedicate alla vita della comunità,…).

3. La biblioteca sarà presente e attiva dentro e fuori le sue mura
Per raggiungere tutti i pubblici e non solo con chi tradizionalmente la frequenta la biblioteca sarà un agente di cultura presente sul territorio. Potrà pertanto agire come biblioteca diffusa con azioni di promozione alla lettura e di prossimità verso i cittadini (bibliobus, letture a domicilio, in condominio, in ospedale, ecc.), come promotore di eventi culturali sul territorio, come partner di rete attraverso la collaborazione in progetti di rete, come risorsa di cittadinanza con l’accoglienza nei suoi spazi di istituzioni, associazioni o gruppi di interesse.

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4. La biblioteca sarà un luogo di prestito e di dialogo con i diversi profili di interesse dei cittadini
La biblioteca potrà prestare non solo libri, ma anche spazi, giochi, opere d’arte, strumenti musicali, utensili di lavoro, dispositivi tecnologici, attrezzi sportivi, ecc. Infatti, se la biblioteca promuove cultura e cittadinanza, queste si traducono non solo nel prestito di libri ma anche negli incontri resi possibili dagli spazi a disposizione, dell’espressione di sé che consentono le arti, il lavoro o lo sport. Inoltre, il prestito così inteso ed esteso consentirà l’inclusione di cittadinanza delle persone meno abbienti, con meno risorse. Rispetto a queste, la biblioteca potrà agire come presidio di welfare, in collaborazione con servizi e assessorati competenti.

5. La biblioteca sarà il luogo dei mondi possibili
In biblioteca, soprattutto a beneficio dei più giovani, si potranno costruire le “competenze narrative”
per la costruzione della propria identità, si forniranno opportunità (incontri, eventi, seminari, servizi)
per promuovere passioni, desideri e interessi in diversi campi, ospitando anche le proposte di
ragazzi e di giovani, così da consentire il riconoscimento di sé e delle proprie capacità.

6. La biblioteca sarà un luogo di apprendimento e di formazione
La biblioteca contribuirà ad incrementare le competenze dei cittadini, cioè darà risposta a esigenze informative (anche ospitando servizi o sportelli dedicati) e a bisogni formativi, sia collaborando con enti di formazione sia agendo con le competenze interne (ad esempio rispetto all’uso delle fonti o alla produzione di testi).

7. La biblioteca avrà cura dello spazio esterno quanto di quello interno
La biblioteca progetterà con particolare attenzione lo spazio esterno, per le potenzialità che questo offre e per evitare il rischio di essere identificata riduttivamente come il luogo dei libri. L’esterno, dipendentemente dalle singole configurazioni dello spazio presente, potrà quindi essere area gioco, luogo di pausa pranzo o ristoro, superficie per esposizioni artistiche, ecc. Idealmente, potrà svolgere la funzione di favorire l’accesso alla biblioteca e dialogare con bisogni collaterali alla lettura di libri.

8. La biblioteca sarà uno spazio multifunzionale in risposta a diverse forme di fruizione
L’organizzazione degli spazi sarà funzionale alle diverse forme di fruizione, da riconoscere dopo un’accurata analisi dei bisogni e delle possibilità di soddisfarli, anche in una logica di coprogettazione.
Lettura, studio, compiti, gioco, videogaming, conferenze, laboratori, bimbi ecc. presuppongono un’articolazione degli spazi dedicata o comunque compatibile con usi così differenziati, in modo da accogliere tutte le possibilità di fruizione. Gli arredi, di conseguenza, saranno mobili e modulabili, gli spazi e le regole di utilizzo saranno articolati per rispettare i diversi usi ma anche per promuovere gli incontri e gli scambi fra le persone, il patrimonio librario, gli
strumenti e le tecnologie presenti supporteranno gli usi differenziati.

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Il lavoro presentato sopra si è svolto nell’ambito del progetto Ti faccio il filo.