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Rebigo: storia di un collettivo

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Matilde Martinelli

La vincitrice della prima edizione del concorso SGUARDI D’INFANZIA: illustrazioni in movimento è la genovese Matilde Martinelli, la quale nel presentarsi ha subito detto di far parte di un collettivo, che ho poi scoperto essere molto interessante, le ho chiesto quindi di raccontarcelo:

Ci chiamiamo Rebigo, che in dialetto genovese significa, letteralmente, ghirigoro, svolazzo del pennino, ma colloquialmente si usa per indicare una strada impervia, un arzigogolo svolto in maniera alternativa: insomma un termine che richiama il linguaggio del segno grafico e, nel contempo, quello dell’orientamento, di un percorso intrapreso.
Questo percorso lo abbiamo iniziato a febbraio del 2016, quando in nove tra illustratori e fumettisti, genovesi per nascita o per “adozione”, ci siamo ritrovati con il desiderio comune di praticare il nostro mestiere nella città in cui viviamo.

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Alessandro Parodi

Genova non è certo una città semplice: l’età media è piuttosto alta e gran parte dei giovani (soprattutto chi è impegnato nel settore dell’illustrazione, del fumetto e della grafica) tende a migrare verso lidi più redditizi, dove questo genere di lavoro è più apprezzato e, detto fuori dai denti, meglio retribuito.

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Arianna Zuppiello

Matteo Anselmo, Valeria Nieves, Matilde Martinelli, Alessandro Parodi, Silvia Robertelli, Ste Tirasso, Luca Tagliafico, Silvia Venturi, Arianna Zuppello: tanti, nove (nove?! – sgrana gli occhi la gente: si, nove.) tra i 26 e i 34 anni, tutti con percorsi più o meno differenti e con poetiche e stili completamente diversi, per quanto riguarda la produzione di un’immagine. Ciascuno di noi ha le proprie particolarità sulle quali basa il riferimento ad un target specifico: c’è chi illustra libri per ragazzi, chi realizza immagini dedicate all’editoria scientifica, chi declina le proprie illustrazioni per il settore musicale creando locandine e cover di album, chi realizza romanzi a fumetti per lettori di varie fasce d’età…

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Luca Tagliafico

Insomma, ognuno svolge il proprio mestiere indipendentemente da Rebigo, che invece ci dà l’opportunità di essere coesi quando vogliamo produrre dei progetti collettivi, a nove mani o a piccoli gruppi, sia autoproduzioni che richieste su commissione: spaziamo dal supporto cartaceo della piccola editoria, all’illustrazione applicata ad altri campi (design e artigianato, pubblicità e comunicazione, eventi e spettacolo); abbiamo collaborato con Palazzo Ducale, Andersen Festival, Goa Boa Festival, InLabo, Papé, Mielaus, Papille Clandestine e altre realtà più o meno locali, cominciando con il cercare di rispondere alla domanda sul territorio per poi aprirci anche alle possibilità esterne.

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Matteo Anselmo

Grazie alla nostra prima autoproduzione, Ciclismo Epico, un gazzettone sportivo ispirato al ciclismo storico dagli anni ‘20 agli anni ‘70 composto dalle nostre illustrazioni e dai testi del Collettivo Linea S, abbiamo cominciato a rivolgerci un po’ anche al di fuori dal nostro consueto raggio d’azione, presentando il progetto presso il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, Dynamo la Velostazione di Bologna, Spine Temporary Bookstore di Bari e distribuendolo in librerie e punti vendita dedicati al ciclismo o all’illustrazione e all’editoria indipendente.

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Silvia Robertelli

Le attività di Rebigo hanno cominciato ad ingranare a poco a poco ma la strada da compiere è ancora lunga… a volte la carica viene meno: non è sempre facile conciliare le attività e gli impegni di tutti, ma quello che ci tiene uniti, oltre alla voglia di lavorare, è sicuramente l’amicizia e la stima reciproca, frase che può sembrare retorica ma che in buona parte giustifica la nostra scelta di svolgere un’attività collettiva. Essere in tanti ha il vantaggio di poterci smistare molti compiti diversi, ma anche lo svantaggio di richiedere un’organizzazione più puntuale, a cominciare dalla banale presenza alle riunioni che periodicamente cerchiamo di fissare per mantenerci sul pezzo rispetto alle attività del nostro studio oppure, nei periodi di calma, per partorire nuove idee.

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Silvia Venturi

Nonostante questo, la verità è che dopo le prese male (nella quale, si sa, i liguri sono specialisti), si riesce sempre a trovare la quadra, tra un litigio e una risata, tra una battuta ed un rimprovero; spesso si cominciano le riunioni attorno ad un tavolo da pranzo e si concludono quando ormai è arrivata l’ora dell’aperitivo e allora si condivide la giornata fino a sera, mescolando lavoro e quotidiano. Certamente se non ci fosse una solida base relazionale tra noi, forse non ci saremmo mai azzardati a intraprendere un’avventura così matta, ma in quest’anno e poco più di attività, tirando le somme, potremmo dire che nonostante le fatiche e le delusioni, con le quali malgrado la volontà spesso bisogna fare i conti, le soddisfazioni che ci siamo presi sono state molteplici e grandi.

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Ste Tirasso

Lasciateci essere un po’ emo nel citare una frase di Coelho che dice: la felicità è qualcosa che si moltiplica quando viene condivisa… moltiplicata per nove, aggiungeremmo noi.

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Valeria Nieves

Per contattare il collettivo Rebigo:
studiorebigo@gmail.com