Catalogare per soffermarsi

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Negli ultimi anni gli elenchi la fanno da padroni: la stesura di liste ci riguarda tutti, che si tratti di check list, to do list, o forme artistiche; la tendenza è in parte conseguenza di modelli aziendali in larga misura adottati anche nel privato, nel tentativo di riorganizzare adempimenti che si affollano, in parte però rappresentano un approdo espressivo volto a raccogliere pensieri frammentati in perenne movimento,  che faticano a trovare un ordine nella ricchezza magmatica che li genera, spesso, di fatto, eccessiva rispetto alla nostra capacità osmotica.
E’ usuale sentire persone intorno a noi lamentarsi della mancanza di spazio -mentale, di tempo- per riordinare le informazioni, per leggere le trame che legano i vari elementi, per tentare accostamenti insoliti. Manca il tempo per pensare.
I cataloghi dunque ci riportano a un esercizio di classificazione lasciandoci liberi di scegliere con quanto rigore: si può procedere con una mera elencazione (che purtuttavia implica una scelta) alla definizione di precise tassonomie, all’individuazione di gerarchie, alla stesura di mappe, all’insiemistica,…
Questa tendenza è stata recepita anche in letteratura, liste e cataloghi hanno di fatto caratterizzato le uscite degli ultimi anni, dando luogo a un vero e proprio fenomeno. Ho chiesto agli autori de Il catalogo dei giorni , Luca Tortolini e Daniela Tieni di presentarmi la genesi di questo loro lavoro a quattro mani, che ha trovato accoglienza in casa Kite, protagonista interessante nel panorama editoriale.

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Luca Tortolini, Daniela Tieni, Il catalogo dei giorni, Kite, 2017

Mi scrive Luca

Il catalogo dei giorni (all’inizio si chiamava più semplicemente I giorni) è un racconto che ho pensato e scritto negli stessi giorni in cui pensavo e scrivevo Le case degli altri bambini, ossia nel gennaio 2011, quando ancora vivevo a Roma. Proprio per questo, ma anche per via della struttura simile e per le stesse intenzioni che sono alla base, i due libri li considero parenti stretti. Hanno entrambi una struttura narrativa a catalogo, come a dire che l’argomento raccontato non può essere esaurito con questo libro, la narrazione (e l’elenco) continua e deve essere continuata dal lettore; è un eccetera eccetera.
L’intenzione alla base de Il catalogo dei giorni era quella di raccontare la complessità del vivere attraverso un frazionamento ad una unità minima, ovverosia il giorno. E in questo modo far emergere quello che ci interessava di più, quello che era per noi più necessario: le emozioni, i sentimenti, lo scorrere del tempo e le relazioni con gli altri.

Conosco Daniela Tieni da molti anni, e l’ho vista muovere i suoi primi passi nell’illustrazione editoriale. Il suo lavoro mi è sempre molto piaciuto. Dato che c’è una conoscenza e una amicizia di lungo corso, credo che ciò aiuti a stringere una solida intesa di lavoro. Il catalogo dei giorni (Kite editore) e À quoi rêve Marco? (éditions du Rouergue) sono due libri usciti in libreria ad aprile; abbiamo altri progetti in produzione e speriamo che diventino al più presto libri.

Non ho mai pensato all’età di lettura del libro, non mi sono posto il problema, volevo (e volevamo) fare un libro illustrato che parlasse dei giorni, e senza troppa presunzione, della vita stessa, in questo modo.
L’editore Kite lo ha inserito nella collana Voci, destinata ai lettori di 15 anni in su. Mi sembra giusto. Però, a libro pubblicato, l’ho letto e mostrato anche agli alunni delle scuole, a partire dalla prima elementare, e sono emerse discussioni e idee molto coinvolgenti. In fin dei conti parliamo di sentimenti ed emozioni, e chiunque può e deve riconoscerli.

Le case degli altri bambini ha impiegato 4 anni per arrivare in libreria; Il catalogo dei giorni 6 anni.
Quello che ho imparato, in questi anni di attesa e di scrittura, è che non bisogna avere fretta. I tempi di realizzazione di un libro possono essere lenti, per molte ragioni che non dipendono da noi. È una lezione di editoria ma anche una lezione di vita che ha valore in molti casi. Una regola che forse è meglio accettare al più presto. Non esistono le scorciatoie; se pensi di prenderle, si trasformano in strade più lunghe.

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Luca Tortolini, Daniela Tieni, Il catalogo dei giorni, Kite, 2017

Daniela, dal canto suo, racconta:

Conosco Luca da moltissimo tempo. Da sempre ho fiducia in lui e nelle sue capacità di scrittore: non è mai banale, superficiale, approssimativo: questa fiducia ci permette di collaborare con serenità, con reciproco sostegno e con la dovuta schiettezza. Abbiamo capito sin da subito che avremmo voluto lavorare insieme per questo progetto, vederlo pubblicato. Ma soprattutto che per entrambi aveva senso farlo. Da quel punto lontano nel tempo ci siamo riusciti quest’anno, nel 2017. Non lo abbiamo mai abbandonato. Ed è anche per questo motivo che è un libro a cui tengo molto: è un cumulo di tenacia e ora di gioia. Un catalogo breve, tutto sommato, ma che desidera racchiudere – senza presunzione – una vita, o molte vite.
Non ho avuto limiti o imposizioni da parte dell’editore nel disegnare i giorni. In questa libertà ho cercato un minimo di rigore interno che forse si può percepire solamente alla fine, quando si arriva ai giorni dell’amore. Ogni scena è a se stante, ma alcuni particolari nelle immagini creano dei piccoli legami.

Ogni giorno è diverso dagli altri anche quando ci sembrano intrisi di noia e di immobilità. Intorno a noi le cose cambiano, anche il nostro corpo si modifica senza che ce ne accorgiamo e c’è qualcosa che tiene insieme tutto: gli affetti, lo scorrere del tempo, il sole che sorge, la cadenza delle ore. Inoltre, in relazione al nostro universo, avverto sempre più l’incoerenza e il grande mistero di questo nostro essere al mondo. Difficile visualizzare con un’immagine un tratto del nostro tempo. Rappresentare la bellezza o il dolore, i sentimenti, a volte la totale mancanza di senso degli eventi perché in fondo così è la vita. Come spiegare che la maggior parte delle volte darci delle risposte è impossibile?
Le risguardie aprono e chiudono con un’immagine che richiama dei simboli: due sirene che portano il sole e la luna, a ricordarci che il mondo l’abbiamo costruito attraverso dei segni; che il tempo non esiste eppure lo abbiamo codificato e gestito in un certo modo e che in questo tempo noi viviamo e regoliamo il nostro quotidiano. Ma non volevo che il libro risultasse criptico o astratto. Ho provato a immaginare e disegnare situazioni in cui ci si potesse comunque riconoscere, in qualche modo. Il resto è arrivato da sé. A libro concluso, i temi del tempo, del cosmo, dello spazio che occupiamo e che ci scambiamo mi attraversano come una nuova linfa, e credo che per me sarà l’inizio di una lunga ricerca.

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Luca Tortolini, Daniela Tieni, Il catalogo dei giorni, Kite, 2017

Il catalogo dei giorni è un libro per uomini e donne, per ragazzi e ragazze, che pur non manca di dire molto ai bambini. É un classico esempio di libro-porta, attraverso il quale puoi penetrare nel tuo mondo interiore, a patto di prenderti del tempo per farlo.

[Le immagini del libro citato da Luca Tortolini come parente stretto Le case degli altri bambini hanno dialogato con le mie parole in questo articolo Di casa in casa: catasti esistenziali]