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“Illustrazioni in movimento” a Genova

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La tavola di Matteo Pagani ha avuto la seguente  menzione “la composizione evidenzia con grande eleganza che i gesti di cui il bambino fa esperienza da piccolo vengono com-presi e inseriti in un repertorio a cui continuerà ad attingere nel corso della vita “

La mostra Sguardi d’infanzia: illustrazioni in movimento dopo le tappe a Brescia e Milano, si sposta a Genova dove rimarrà dal 7 al 31 Luglio,  presso Gelatina (via Giuseppe Garibaldi 20r),  il centro polivalente in cui convivono gelateria artigianale, libreria e spazio espositivo per l’arte contemporanea. L’inaugurazione si svolgerà venerdì 7 luglio, ore 18.00, saranno presenti la vincitrice Matilde Martinelli, Alice Gregori (Emmi’s Care) e la sottoscritta Francesca Romana Grasso (Edufrog aps).

In mostra le tavole di 11 illustratori (Matilde Martinelli, Simona Pasqua, Matteo Pagani, Irene Temperini, Monica Bosco, Alexandra Stendl, Ceccarelli Pamela, Cecilia Valagussa, Francesca Longo, Helena Costa, Mara Malanga) e il BiblioCatalogo il percorso tra libri, siti e video che mantiene il focus sui bisogni universali e profondi del bambino, tra cui, naturalmente, il movimento.

Precede l’inaugurazione della mostra il seminario IIlustrare il movimento dei bambini, pensato principalmente per illustratori, bibliotecari, librai, ma aperto a aperto a tutti coloro che sono interessati a conoscere lo sviluppo motorio del bambino. Il seminario si svolgerà giovedì 6 presso il Laboratorio Sociale (Vico Papa 9, Genova) dalle 13.00 alle 17.00 riproponendo l’approfondimento offerto in premio agli illustratori in mostra.

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Dopodichè correremo letteralmente in radio per partecipare alla diretta di Fregugge su radio Gazzarra  per parlare di albi illustrati con Elisabetta Civardi, soffermando lo sguardo sulla rappresentazione del movimento del bambino.

In occasione della Bologna Children’s Book Fair -nel presentare le motivazioni del concorso da cui è scaturita la mostra– avevamo chiesto alle editrici Francesca Archinto (Babalibri) e Fausta Orecchio (orecchio acerbo) di raccontare come fosse stata l’esperienza di giurate: per darne conto attingo alla bella ricostruzione di Francesca Tamberlani per Milkbook:

“Non succede spesso di focalizzarsi sullo studio del movimento corretto del bambino, ho trovato intrigante questa prospettiva. Quando i bambini sono molto piccoli, negli albi illustrati si disegnano prevalentemente animali. Quando si illustrano bambini, in genere si presta molta attenzione allo sguardo, mentre il movimento corporeo è un po’ in secondo piano. Tra le 84 tavole che hanno partecipato al concorso ci sono state ottime proposte. Gli illustratori che si sono cimentati, hanno cercato di capire e di guardare il movimento del bambino. Io credo che se un bambino trova nell’illustrazione qualcosa che stona, come una gestualità in cui non si riconosce, la storia ne risente.” (Francesca Archinto)

Al master per illustratori che teniamo a Macerata uno degli esercizi che propongo è provare a disegnare un bambino. C’è un grande disegnatore, Milton Glaser, che ha detto: ‘Solo nel momento in cui provi a disegnare un albero, capisci come è fatto l’albero’. Capirne la natura più profonda.
I bambini per lo più vengono disegnati partendo da fotografie, o dalle illustrazioni di altri artisti. Invece bisogna riprenderli dal vero, capire la loro natura. Osservare i movimenti che gli adulti non sono capaci di fare. Capirli, disegnarli, significa rispettarli. I disegnatori hanno questa grande chance che nessun altro ha”. (Fausta Orecchio)

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Pamela Ceccarelli illustra il suo procede nella realizzazione della tavola selezionata per la mostra, durante il seminario presso B**K

A questo proposito Marina Petruzio (Edufrog aps,studiosa di costume e letteratura per l’infanzia) osserva

In talune rappresentazioni dell’infanzia, negli albi illustrati ma non solo, il bambino sembra essere un’idea, un concetto. Poco rappresentato nella sua fisicità quasi si volesse guardare all’infanzia per astrazione. Laddove addirittura non è mera caricatura ovvero qualcosa che lui proprio non è. Spesso ripenso a una sessione di lavoro alla presenza di bambini in età scolare, disegnatori professionisti impegnati a ritrarli e vestirli e a quel bambino che curioso, sbirciando i disegni affermò con molta risolutezza: questo non sono io, io non mi vesto così. Non riconoscendosi affatto né nel movimento né tanto meno nella figura.
Certo i bambini riescono ad essere molto divertenti, le loro espressioni muovono emozioni importanti nell’adulto, inducono al sorriso, proviamo per loro tenerezza, ridiamo per bolle e facce. Fermare su carta quell’istante comporta un lavoro di osservazione del bambino, una conoscenza anatomica e cinetica del movimento nell’infanzia che per specificità e per materiale umano non può trovare spazio nelle accademie. Così l’infanzia e la sua rappresentazione sono spesso il frutto di un sentire adulto, di un’esperienza adulta, di un moto interiore molto personale.

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Marina Petruzio, Matilde Martinelli, Pamela Ceccarelli durante il seminario ILLUSTRARE IL MOVIMENTO DEI BAMBINI offerto in premio agli illustratori selezionati per la mostra

Ma l’infanzia è espressività e movimento. È pensiero e azione. Provare è la sua parola d’ordine.
Durante numerose riflessioni su questo argomento spesso si è posta la bidimensionalità come limite alla rappresentazione del bambino ma gli studi sul movimento e sulla sua rappresentazione di artisti, pittori per lo più, dei primi del novecento, in Europa smentiscono questa affermazione superandone il limite.
E i disegni frutto di ore di osservazione dei bambini ospiti dell’asilo … del loro muoversi, libero senza intrusioni adulte con la possibilità di provare e ritentare, della loro gestualità, dell’espressività del movimento di Klara Pap ne sono una ulteriore conferma.
Rappresentare l’infanzia nel suo muoversi, ruotare, alzare braccia, gambe, entrare e uscire da cesti e mastelli, sedersi, alzarsi, scoprirsi le mani usarle come piccoli timoni per trovare l’equilibrio (?) e ripartire con coordinamento naturale tra pensiero, braccia e gambe è possibile. Bisogna certo saper guardare, cogliere l’istante sospeso tra quei momenti a volte privi di interesse apparente, tra quelle soste disinvolte alla ricerca di quell’equilibrio necessario al tentativo successivo di nuovo movimento, di maggiore autonomia.

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immagini dal seminario ILLUSTRARE IL MOVIMENTO DEI BAMBINI, presso la libreria B**K (Milano)

La stessa fotografia di moda ci rende l’immagine di un bambino statico, sospeso, come in formaldeide, privo di vivacità o comunque ritratto in una vivacità immobile da fermo immagine. Dove tutto, l’intorno come l’emozione, diventa bosco. Così, nella rappresentazione dell’infanzia, il bambino è nudo, come il re, lo hanno vestito per secoli dei tessuti più preziosi, a pesanti strati, agghindato sin dalla più tenera età lo hanno rappresentato futuro re o imperatore, regina o principessa, lo hanno portato ritratto vestito a festa nei palazzi migliori per trovare moglie o marito, comunque dote e alleanza politica, per essere oggi solo colore, accennato e distratto.
Come si pettinano i bambini? Come amerebbero vestirsi fuori dai canoni della moda, quali i colori, le forme?
Analizzando il movimento del bambino non può non essere analizzato il contesto nel quale si muove, l’ambiente e lo spazio a lui destinato sia a casa come nei luoghi comunitari. Lo sguardo dell’adulto che lo accudisce così come ciò con cui quello stesso adulto, per sua scelta e molto spesso proiezione, lo abbiglia con la pretesa di vestirlo.

Dopo Genova la mostra continuerà a girare, anche grazie alla preziosa collaborazione con i numerosi partner, per portare questa e altre riflessioni all’attenzione di chi vorrà raccoglierle e magari rilanciare.

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Per saperne di più:
fb Illustrazioni in movimento
sito www.pikler.it
Per informazioni e richieste: illustrazioninmovimento@pikler.it

 

[l’immagine di apertura è un dettaglio della tavola in mostra di Irene Temperini]