Libri vivi per bambini veri al Centro Nascita Montessori

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Il seminario Libri vivi per bambini veri che si è svolto venerdì e sabato a Roma, presso il Centro Nascita Montessori è stato molto piacevole e stimolante. Tra le partecipanti anche pedagogiste storiche del Centro Nascita Montessori, del C.E.M.E.A. del Lazio (Centro esercitazione metodi dell’educazione attiva) ed educatrici di nidi incontrare negli anni in cui ho lavorato come formatrice per il Comune di Roma. Anche qualche volto nuovo, attirato dalla passione dei libri e intenzionata ad aprire una libreria specializzata per bambini e ragazzi.
Un quadro vario quindi, molto motivato e competente.
In questo contesto privilegiato ha quindi preso forma un seminario insolito, che si è aperto con la premessa

desidero mandarvi a casa con nuove domande e sguardi, con il desiderio di approfondire come riconoscere fattivamente il diritto alla cultura di bambini e bambine, a partire dalla scelta dei libri e delle occasioni per proporli.

Paola Cuscino si presenta con un libro di Munari

Ho voluto aprire presentando la mia visione di dieta culturale sana e auspicabile, ponendo al centro la varietà come equilibratore dei nutrienti. Per questo ho accolto le 16 partecipanti in una stanza in cui erano allestiti vari buffet di libri e le ho invitate a servirsi scegliendone uno che le attirasse, per poi presentarsi a partire dal libro scelto. Per la cronaca: molte sono andate a ripescare grandi classici (Iela Mari, Bruno Munari, Leo Lionni) altre si sono spostate verso le proposte innovative di Topipittori e Orecchio Acerbo, altri verso libri non editi in Italia.

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Nel presentare le motivazioni per cui è importante esporre precocemente i bambini alla lettura ad alta voce, ho voluto aiutare le partecipanti a entrare in contatto con le loro emozioni ed esperienze personali, ecco dunque che le ho inviate a navigare tra albi senza parole, non solo per bambini in età compresa tra zero e sei anni, ma anche per fasce di età più mature -volevo aiutarle ad appendere la giacchetta da educatrici al chiodo, per vivere l’emozione di navigare nelle immagini liberamente, senza obiettivi ne saperi, ma solo per godere della bellezza e dello stupore!

Ognuna naviga dove la portano gli occhi

Alla domanda

Tornando indietro quali stimolazioni sensoriali abbinate al ricordo di una lettura o narrazione di cui avete beneficiato da piccoli? 

le risposte stentavano ad affiorare, tant’è che il tema è stato ripreso l’indomani. Ma l’attesa è stata riccamente compensata dalla condivisione di una storia emozionante: un’educatrice ha compreso, durante i lavori, che il motivo per cui non accellera quando passa davanti a un campo nomadi che un po’ la inquieta, è da ricondursi al fascino esercitato su di lei dal fuoco che quelle persone tengono perennemente acceso. Quel fuoco rievoca in lei l’intimità dei racconti che sua nonna le faceva da piccola, scaldandole le mani, in prossimità del fuoco. Ecco l’immensità del racconto e della lettura: prima che ogni altra cosa la parola crea un’isola d’intimità senza eguali, destinata a riaffiorare perennemente nella vita.
Dopo questa testimonianza ho ritenuto sufficiente una veloce elencazione degli effetti benevoli della lettura, già ben documentati in tanta letteratura di settore a cui ho fatto riferimento.

uno dei buffet di libri

Si è poi parlato della differenza tra libri belli e libri brutti, libri strumentali (e transitoriamente utili) e letteratura, provando a ricostruire alcune tappe della recente storia italiana dal punto di vista della letteratura per l’infanzia: le pubblicazioni di propaganda di inizio secolo, le sperimentazioni di Bruno Munari, il significato della colta operazione EMME EDIZIONI di Rosellina Archinto, la trasformazione dell’editoria di varia ad opera della nascita dei colossi, il contributo delle piccole case editrici, a partire da Orecchio Acerbo, Topipittori, e le nuove piccole e piccolissime che seguono un preciso progetto.
Toccando, sfogliando, spiegando e spostando svariate decine di libri si è cercato di analizzare il rischio di schiacciare la letteratura con l’ipertrofia delle collane che pubblicano libri a tema usa e getta, proposte editoriali che offrono scorciatoie all’adulto in difficoltà  ad affrontare un tema, proponendogli soluzioni esplicative già digerite -e pertanto forse non sufficientemente assimilabili da terze persone- in relazione alla paura, al ciuccio, al cambiamento, al sonno, etc.
Abbiamo potuto così analizzare quali alternative sollecitazioni possono derivare da libri dal valore letterario, capaci di trattare varie tematiche in forma più alta, meno diretta, fini attivatori di percorsi personali da parte del bambino, efficaci nell’impegnarlo in prima persona nell’elaborazione del cambiamento.

gruppi di riflessione sulla rappresentazione del rapporto autonomia-dipendenza

Prioritario, durante la prima giornata, è stato per me passare due idee:
– così come le buone e le cattive abitudini alimentari del primo triennio determinano l’insorgenza di stili destinati a esercitare influenza nel corso della vita, al pari la povertà e la ricchezza della dieta culturale orienterà il bambino verso immagini banali e stereotipate oppure colte e originali, verso linguaggi univoci oppure verso un ventaglio ampio, influenzando enormemente il suo appetito di cose belle e significative, oppure semplici e prevedibili;
– i libri non sono ricette, sono porte sul mondo: esterno ed interiore.

gruppi di riflessione sulla rappresentazione del rapporto autonomia-dipendenza

La seconda giornata è volata in un lampo facendo un’immersione nell’oceano libri per toccare tanti temi:
– primi libri e prelibri
la quotidianità nei libri (sveglia, addormentamento, bagnetto, gioco, ….)
poesia e arte
– cose della vita (nascita, crescita, morte, matrimonio, morte,…)
– libri gioco.
Visto il luogo in cui ci trovavamo, non potevo non trattare, seppur in maniera molto veloce, la raffigurazione grafica del rapporto dipendenza-autonomia tra bambino e adulto; è grazie al Centro Nascita Montessori che tanti anni fa ho iniziato a studiare in forma integrata il lavoro di Emmi Pikler, Maria Montessori ed Elinor Goldschmied, ai quali successivamente ho aggiunto Buno Munari e Jella Lepman.

gruppi di riflessione sulla rappresentazione del rapporto autonomia-dipendenza

Di Jella Lepman si è parlato nel corso del seminario, per testimoniare cosa i libri hanno fatto in passato e cosa fanno oggi (in particolare ho portato alla conoscenza delle presenti il progetto Ibby per Lampedusa).

Ed è proprio con la lezione di Jella Lepman, più che mai attuale, che ho concluso l’intenso seminario: quando manca tutto, bellezza e poesia diventano necessità primarie.
Grazie a tutte le partecipanti, è stato emozionante e arricchente.
Spero di riavervi al prossimo appuntamento: venerdi 11 e sabato 12 aprile, in cui tratteremo dei libri per la fascia 6-11.
Per il momento: buone letture a tutte!