La Grande Illusion

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Teresa Sdralevich, Il manuale dell’ospite perfetto, La Grande Illusion, 2013

Qualche settimana ho apprezzato per la prima volta Il manuale dell’ospite perfetto, che recentemente ho visto troneggiare sui banchi di buone librerie indipendenti di Milano e Bologna.

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Teresa Sdralevich, Il manuale dell’ospite perfetto, La Grande Illusion, 2013

Intorno all’ambiguità lessicale della parola ospite prendono il via due narrazioni, una per ogni senso di lettura, che ricordano elementari buone norme da rispettare sia che si ospiti attivamente,  sia che si sia ospitati.

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Teresa Sdralevich, Il manuale dell’ospite perfetto, La Grande Illusion, 2013

Un libro double-face dunque, in cui i due ospiti si incontrano al centro, con un congedo che è anche un inizio.

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Teresa Sdralevich, Il manuale dell’ospite perfetto, La Grande Illusion, 2013

Chi sta dietro questa divertente operazione?

La casa editrice si chiama La Grande Illusion  e prima di occuparsi con scanzonata leggerezza dei paradossi che si mettono in scena per addivenire alla giusta distanza\vicinanza nella precisa arte dell’ospitalità, aveva pubblicato un libro Il foglio era bianco, una fantasia tipografica, i cui protagonisti -un punto ed una virgola- giocano insieme ai caratteri, creando metanarrazioni e divertissement che ricordano esperienze culturali di inizio novecento italiano ed est europeo.
L’editore puntualizza che questo libro era bello che pronto da qualche anno nel cassetto di Nico Zardo e Francesca Zoboli e che per parte sua si è trattato solo di valorizzarlo scegliendo di utilizzare un formato atipico per un illustrato, il sedicesimo piccolo, ed una rigorosa ed elegante confezione in brossura.

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Nico Zardo e Francesca Zoboli, Il foglio era bianco, La Grande Illusion, 2013

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Nico Zardo e Francesca Zoboli, Il foglio era bianco, La Grande Illusion, 2013

Alle domande che intendono indagare dove affonda le sue radici la Grande illusion, in quale spazio ami espandersi nel qui e ora e verso dove tenda, mi viene risposto accennando vagamente ad una pubblicazione che vedrà presto la luce. Si tratterà, mi dicono, di un libro, essenzialmente grafico e destinato ad un pubblico adulto ed amante della letteratura gialla, in qualche modo una specie di alternativa colta e raffinata alle correnti riviste di enigmistica, ma pur sempre, e volutamente, un libro da ombrellone per non dire estivo. Una pubblicazione per chi ama quello che è un oggetto forse destinato a divenire atipico com’è appunto il libro cartaceo. Dove tenda non è dunque possibile dire, visto che per sua stessa ammissione La Grande Illusion procede a tentoni, progetto per progetto, cercando di dare alle stampe libri di proprio gusto che altrimenti difficilmente vedrebbero la luce. Sul sito della casa editrice si legge infatti: “La Grande Illusion è una piccola casa editrice in divenire, con base a Pavia ma itinerante e cosmopolita d’elezione, dedicata alla produzione di libri che siano ogni volta un progetto editoriale ed una collana a sé: sperimentazioni concrete tra letteratura, illustrazione e grafica nel segno dell’inedito e della tradizione. Concepita nel 2011 per la pubblicazione de Litalìa, una prova tipografica in edizione privata di sole novantanove copie, nel marzo del 2013 ha finalmente dato alle stampe il primo titolo commerciale del proprio catalogo”.

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Andrea de Alberti e Teresa Sdralevich, Litalìa, Edizione privata fuori commercio

Litalìa (due delle serigrafie che accompagnano il testo sono al momento esposte alla Triennale di Milano a corredo di questa mostra), la prima privatissima edizione de La Grande Illusion, nasce dal testo omonimo di Andrea De Alberti, che l’editore aveva avuto modo di leggere allo stato di dattiloscritto, offrendosi di pubblicarlo a proprie spese immaginando potesse divenire una specie di carta geografica illustrata da una grafica essenzialmente politica come Teresa Sdralevich. Poi come spesso accade il progetto ha preso una sua strada parallela, la cura editoriale è stata assunta in toto dalla Sdralevich che ha realizzato le tre serigrafie di corredo coinvolgendo due ottimi grafici belgi a curarne invece l’impaginazione in forma di leporello ed un rilegatore artigianale per la sua confezione.

Concludo con la gioia di aver conosciuto una nuova casa: lo stile della sua ospitalità l’abbiamo già potuto apprezzare, resta da vedere chi accoglierà prossimamente.