Il libro di Christine

il libro di christien andersen-53

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

Andersen ha sempre dato ampio spazio alle arti figurative, anche nelle sue celebri fiabe e -personalmente ha realizzato un libro illustrato  il Libro di Christine, con 122 tavole di immagini accompagnate da pochi versi, che in Italiano possiamo apprezzare nell’edizione Mondadori del 1984.
il Libro di Christine” fu composto nel 1859 a quattro mani da Andersen e Adolph Drewsen (un alto funzionario dello stato danese) per il terzo compleanno della nipote di quest’ultimo, Christine, che cadeva il 30 ottobre.

il libro di christien andersen-15

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

Il libro spicca per qualità artistiche e scelte decisamente insolite all’epoca, utilizzando le immagini per creare storie e non solo per accompagnare le parole.  Scrive a tal proposito Francesco Saba Sardi nella postfazione all’edizione Mondadori

… si son dedicati dunque a un’operazione che oggi può sembraci familiare, ma che allora era piuttosto insolita: quella di raccogliere reperti popolari per poi disporli accanto ad altri di minor qualità, e inserirli, gli uni e gli altri, in un complesso montaggio, attribuendo al tutto un nuovo significato, non senza l’aggiunta di contributi più personali, in particolare i “pizzi” di carta ritagliati da Andersen, abilissimo nell’arte della silhouette, certo “minore” ma altrettanto certamente non priva di fascino (…)
Sicchè, i pregi estetici dell’opera sono di due ordini. In primo luogo riguardano la scelta delle immagini: tra migliaia di figurine, per lo più da due soldi, Andersen, e in sott’ordine  nonno Drewsen, hanno saputo scegliere, con fiuto infallibile, le più significative, singolari, addirittura surreali, in un’epoca in cui di surrealismo non si parlava certo ancora; in secondo luogo, il modo di accostarle, di organizzare tavole intere, fregi, curiosi accoppiamenti, straordinari contrasti. E ne è risultata una fantasmagoria, un succedersi di minuscoli racconti sottolineati, definiti, resi perfetti da brevi rime nient’affatto casuali, ma rispondenti tutte allo scopo stesso delle immagini: creare un mondo favoloso ai limiti della credibilità, un universo “impossibile” e tuttavia concretissimo -come, appunto, quello delle celeberrime favole di Andersen.

il libro di christien andersen-16

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

Buona parte delle operazioni “giocate” in questo libro caratterizzano il linguaggio del contemporaneo albo illustrato, vero è proprio dizionario iconico che infrange i limiti della forma, si tuffa nell’eccesso,  crea universi indeterminati, muove i personaggi da una storia all’altra, ricorre alla parodia, si muove per frizione, contrasto, rinforzo, spaesamento, sovrapposizione,…

il libro di christien andersen-18

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

Marcella Terrusi  ricorda (in Albi illustrati, Carocci, 2012) come Calvino non esitasse a definire l’analfabetismo iconico la peste di senso, individuando nel libro e nella letteratura strumenti di resistenza civile e di impegno pedagogico ed esistenziale

il libro di christien andersen-19

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

Ragionare sulla pervasività del visivo può voler dire stimolare una presa di coscienza, l’assunzione di una responsabilità pedagogica che riconosca i rischi dell’analfabetismo iconico apparentabili alla peste del linguaggio di cui ha scritto Calvino nella lezione dedicata all’esatezza. Crediamo che una pedagogia contemporanea e problematicista, che si interroga sui testi e sulle figure con cui l’uomo racconta e veste il mondo, possa farsi portatrice del diritto di ogni persona al libero accesso agli anticorpi della letteratura come difesa e a volte antidoto verso la peste di senso. Il libro e la letteratura si configurano in questa chiave come strumenti di resistenza civile e di impegno pedagogico ed esistenziale.
La letteratura per l’infanzia, luogo di alterità e giardini segreti, spazio dove i figurinai e i bambini si sono alleati più colte contro il moralismo pedante e di un pedagogismo opprimente, contro l’omologazione e l’appiattimento, può essere uno spazio di libertà espressiva per la costruzione di un immaginario dove abbia luogo la pluralità degli sguardi, la differenza come valore, la tradizione e la sperimentazione dell’ideale estetico volto a smascherare le diverse forme di abbrutimento della nostra società e le sue degenerazioni, tra cui la reitificazione della fantasia e i sottili meccanismi di alienazione collettiva”

il libro di christien andersen-21

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

 

il libro di christien andersen-24

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984

 

il libro di christien andersen-26

H. C. Anderse, A. Drewsen, il LIBRO di CHRISTINE, Monadori, 1984