anarchia

In quanto anarchico, lo scrittore può intanto attribuirsi in buona coscienza il modesto ruolo del lombrico nel terriccio della cultura che altrimenti si disseccherebbe nell’aridità delle convenzioni.
(Stig Dagerman, La politica dell’impossibile, Iperborea, 2016, pag.58)

I lombrichi purificano la terra trasformando rifiuti in humus, sono ermafroditi e dotati di una straordinaria sensibilità per tatto, gusto e luce. Me lo ha insegnato una mia cara amica che li alleva, e tanto basta!

Zigo Zago

Richard Scarry, Il più bel libro di Zigo Zago, Mondadori

Lo scritto di Dagerman del 1946, Il mio punto di vista sull’anarchismo, da cui è tratto questo pensiero, mi richiama alla mente il lavoro di un altro scrittore nordico che amo molto Dag Solstad il cui lavoro è attraversato da un interrogativo:

Come è possibile essere un intellettuale indipendente quando si vive in determinate azioni storiche e socio-economiche, come esercitare in modo libero le proprie capacità critiche quando, volenti o nolenti, si fa parte di un’élite, sia dal punto di vista sociale e individuale, sia dal punto di vista nazionale? Ovvero, come si può essere un intellettuale che abbia davvero una dignità?
(Dag Solstad, La notte del professor Andersen, Iperborea, 215, pag. 155 postfazione di ingrid Basso)