Pulci volanti

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Alla fiera di Bologna ho conosciuto due pulci, pulci volanti.

La loro poetica, unita a un bel piglio e a una palpabile esperienza sul campo, possono aprire portoni a progetti visionari e ambiziosi, un passo alla volta.

Ecco come si presentano, lascio loro la parola:

Noi Pulci Volanti siamo una piccola casa editrice nata nel 2017, lavoriamo alla realizzazione di questo progetto da almeno tre anni, uniti da lunghi incontri in uno scambio continuo di visioni, pensieri, intuizioni e, non da ultimo, un adeguato entusiasmo per affrontare le criticità di inserimento in un panorama editoriale ormai saturo.
Siamo due donne, Alessia e Chiara, che abitano in regioni diverse del suolo nazionale, da qui la necessità di utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici e di collocare la nostra redazione on line.
La natura delle Pulci è nomade, è una natura in cui la densità dei sogni, assieme alla voglia di dare forma concreta a essi, trasmigra da noi agli altri, e viceversa, come una carezza, una parola di benvenuto e di commiato.

Motivate sia dalla passione verso le nostre professioni (entrambe siamo educatrici e rispettivamente scrittrice e illustratrice) oltre al desiderio di avere tra le mani un oggetto libro che non fosse solo
bello, ma racchiudesse al suo interno un’identità, ci siamo imbarcate in questa avventura, che amiamo dal profondo e coinvolge interamente le nostre vite.
Sin da subito sono state chiare le peculiarità che avrebbero dovuto delineare la nostra realtà editoriale. Per noi i libri dovevano essere ecologici, innovativi, elementi di relazione trasversale e strumenti educativi per sollecitare in grandi e piccini il desiderio di esprimere le proprie emozioni più sottaciute.
Ecologici perché ci piaceva l’idea di produrre libri di cui si potesse sentire la materia della carta scorrere sotto le dita, annusarla per scoprire gli elementi vegetali di composizione, far passare alcune informazioni ambientali in una modalità non didascalica, piuttosto in grado di innescare delle riflessioni.
Rispetto a ciò ci siamo rivolte alla tipografia ecologica KC di Genova, che possiede il riconoscimento ambientale di tutto il processo produttivo, dalla carta alla stampa fino allo smaltimento dei rifiuti. Inoltre abbiamo scelto di affidare una parte del lavoro alla sua succursale di legatoria nel carcere di Genova Pontedecimo e al laboratorio serigrafico nel carcere di Marassi, un progetto sociale de La Bottega Solidale.

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Innovativi perché pensati e progettati per una partecipazione diretta del lettore alle storie narrate attraverso immagini e parole. Immaginiamo il lettore come un fruitore attivo che senta in sé la necessità e l’urgenza di intervenire sul libro e con il libro, di raccontare la propria storia per tirare fuori il mondo immaginifico che vi è racchiuso, dare corpo ad esso e valore personale, sia fine a se stesso che per l’atto comunicativo.
Di fondo non vogliamo indagare niente dell’animo umano, vogliamo semplicemente offrire uno strumento di espressione delle emozioni intime e solitarie, fuori da logiche competitive e da schemi pregiudizievoli. Uno strumento, dunque, che sostenga la relazione trasversale fra le persone, di qualsiasi età e appartenenti a qualsiasi condizione sociale, al fine di rendere autentico il contatto.
Questi, d’altro canto, sono aspetti che si intersecano con gli obiettivi educativi dei nostri progetti editoriali nelle proposte che forniamo a scuole, biblioteche e luoghi di cura della persona.
Il nostro primo progetto editoriale, SOGNALIBeRI, nasce dall’intento di depositare una piccola impronta nell’intensità creativa dei lettori, la sua storia interagisce in modo diretto con loro e viene agita da loro stessi. Si tratta di una collezione di segnalibri con testo e illustrazioni, si presenta in un formato particolare come pagine sciolte di un albo illustrato e invita il lettore a scomporre la storia per ideare la propria narrazione personale.

Essendo uno strumento educativo, organizziamo i suoi laboratori in diverse città italiane e in contesti differenti, chiedendo la partecipazione di bambini e adulti per condividere l’esperienza insieme. Chi partecipa all’incontro, lo vive mettendo se stesso in gioco, a volte in modo inconsapevole ognuno manifesta le proprie resistenze, difficoltà, timidezze. Di base, comunque, il laboratorio permette e sostiene la capacità delle persone di sentire, nominare e riconoscere le sfumature delle vibrazioni interiori.Attraverso un clima di calma e assenza di giudizio, i partecipanti si affidano all’esperienza e consegnano al lavoro con SOGNALIBeRI il desiderio di lasciarsi andare. E questo vale sia per i bambini che per gli adulti.
Ad esempio ricordiamo la partecipazione di un nonno, che aveva accompagnato i nipoti al laboratorio. Dopo un iniziale imbarazzo, ha deciso di prendere in mano carta e colori. Semi cieco, all’inizio ha tracciato dei segni sul foglio, che piano piano hanno acquistato forma diventando figure umane. Quando gli abbiamo chiesto di inserire il suo elaborato in mezzo agli altri (una parte fondamentale del laboratorio è la costruzione collettiva della narrazione), ha voluto specificare che una figura era lui, il passato, che guardava alcuni bambini nell’atto di giocare, i suoi nipoti, ovvero la sua speranza per il futuro.

Fra l’altro, l’uso nel testo di parole sconosciute accende nei più piccoli un’immaginazione, che deposita la parola in un luogo misterioso infantile. Un bambino di 6 anni di fronte alla parola oblio disse di non sapere cosa volesse dire. Lo abbiamo invitato a chiudere gli occhi e immaginare cosa potesse essere, l’oblio. Quando ha riaperto gli occhi, con un sorriso luminoso ha detto «L’oblio è un aeroplano che vola sempre più in alto. E poi scompare!».
In questo racconto di aneddoti, non vogliamo tralasciare il carattere terapeutico di SOGNALIBeRI, nell’accezione di cura dell’anima umana, come è capitato in diverse occasioni, soprattutto con una donna di 26 anni, che attraversava un momento difficile della sua vita, dopo l’interazione con i segnalibri, profondamente commossa, ci ha regalato un canto personale e catartico. Oppure un bambino, che stava assistendo alla separazione dei suoi genitori, alla fine del laboratorio ci disse che voleva portare i suoi elaborati a casa, perché forse il suo poetare (usò proprio questa parola!)
poteva mettere pace fra mamma e papà.

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In SOGNALIBeRI le parole e le immagini sono sinestesiche, evocative, a contatto con la fantasia delle persone si accendono di nuova poeticità, lì dove intrinseche linee emozionali prendono il volo in un atto liberatorio, stabilendo un forte rapporto fra i sensi e lasciando un segno indelebile con cui guardare alle cose della vita. Chiudiamo il nostro racconto con la poesia di una bambina, Elena di 10 anni, composta in seguito a un nostro laboratorio:

Arrivata la primavera le rondini spiccano il volo ed io mi perdo
tra le nubi che ormai circondano la valle.
Il vento mi avvolge e all’improvviso ritrovo la strada
per una melodia nascosta.
E, mentre mi faccio guidare dal suono della fantasia,
ti ritrovo, stanco, avvolto da un mantello rosso fuoco.
Due lacrime scendono dal mio minuto corpo che, in quel momento,
sembra una piccola stella tra tante altre
una stella che in quel momento non brilla più.
La tristezza che ha preso il controllo
non la fa BRILLARE.
Come tutte le stelle, all’alba scompaio, come la nebbia al sole
e mi rifugio nel mio umile nido, proprio quando una luce accecante
domina la terra.

Quando leggiamo un libro apriamo un discorso con l’esistenza, se possiamo personalizzare la lettura diventiamo autori consapevoli della nostra storia. Questa potenzialità vuole essere l’offerta che Pulci
Volanti intende donare a tutti i lettori.

Qui trovate il loro catalogo. Loro saltellano molto, in giro, per contattarle scrivete qui.

[le immagini sono state reperite on line e riguardano alcuni dei SOGNALIBeRI  a catalogo e i laboratori che con essi vengono realizzati]