unitasking h24

Sono cresciuta a suon di fa’ una cosa per volta -e per bene! Guarda negli occhi le persone quando ti parlano e presta attenzione. 

Concentrazione, attenzione esclusiva a ciò che si stava facendo e alla persone con cui parlavi, garbo e buona creanza: questi i pilastri dell’educazione. In una parola: unitasking. Non si lavorava meno, si era sollecitati a fare per bene.

Poi sono arrivati gli assorbenti con le ali e la rassicurazione di potersi lanciare con agio da un elicottero anche con le mestruazioni, le famiglie del Mulino bianco (e l’insuperabile parodia delle strisciole della fabbrichetta bianca mandata in onda dai tipi di Avanzi), gli slogan per l’uomo che non deve chiedere MAI e Te lo meriti!

La balla spaziale del multitaskin si è insinuata in ogni dove, con la promessa di incrementare il prodotto interno lordo all’insegna di efficacia, efficienza, velocità, certificazioni.

Nell’euforia collettiva gli  smartphone si sono imposti come dispensatori continuativi di gratificazione immediata, alimentando un delirio di onnipotenza e onnipresenza.

Un buon libro che invita a ripensare il proprio rapporto con le persone, il tempo, i progetti di vita, la tecnologia e il mondo intorno è La conversazione necessaria. la forza del dialogo nell’era digitale, della sociologa Sherry Turkle (Einaudi, 2016)