primi libri da leggere con tutto il corpo

proposte per la prima infanzia

Che le parole, le storie e i libri influenzino positivamente lo sviluppo umano fin dalla prima infanzia è ormai un dato acquisito sul piano scientifico, tale consapevolezza si sta diffondendo anche tra famiglie, educatori, insegnanti, bibliotecari.

Ma i libri offrono anche buone opportunità per porsi accanto agli adulti che si occupano di infanzia, per veicolare loro, in una cornice piacevole, alcune informazioni relative allo sviluppo motorio-cognitivo-affettivo umano, questo perché ogni volta che si visionano libri interrogandosi su cosa possa farne una persona accresce la conoscenza che abbiamo di lei.

Il mercato da anni spinge gli adulti verso pratiche che tendono ad anticipare le esperienze nella prima infanzia -con la promessa di stimolare precise capacità cognitive; dopo la Bologna Children's Book Fair 2019 ciò è evidente anche nel mondo editoriale: in questa partita spesso sono chiamati in causa -come garanti di scientificità- le neuroscienze, i materiali montessoriani, il cestino dei tesori di Elinor Goldschmied, la psicomotricità, studi sullo sviluppo visivo e linguistico, l’empatia, la creatività. 

Occorre essere molto vigili -e non guardare solo alcuni aspetti dimenticandone altri, rapiti come siamo, noi adulti, dalla bellezza di tanti primi libri meravigliosi. È concreto, infatti, il rischio di spostare l'attenzione sull'oggetto libro più che sul suo destinatario, con la conseguenza di stimolare e sovrastimolare bambini e bambine che sono già attivamente impegnati in attività fondamentali per il loro sviluppo, attività che noi adulti però non siamo capaci di riconoscere a meno di esserci espressamente allenati a farlo: per rispettare le persone di cui ci prendiamo cura dobbiamo esercitarci a leggere cosa fa un neonato che apparentemente non fa nulla, cosa attira il suo interesse mentre gioca, o sta fermo a guardarsi intorno. 

Non fa parte della nostra cultura leggere i micromovimenti, eppure, di fatto, costituiscono l’unica chiave di accesso alla conoscenza del neonato, come ricordavano Henri Wallon e Emmi Pikler.

Dunque: come scegliere allora i primi libri per la prima infanzia (0-6)?
Il corso si propone di aiutare i partecipanti a contornare i propri criteri personali.

In base al monte ore concordato, al target di riferimento e alle richieste dei partecipanti, sarà definito quali aspetti approfondire tra i seguenti:

  • Lezione di sguardo: cosa fa un bebé che apparente non fa nulla? E mano a mano che cresce come cambiamo i suoi bisogni? E gli interessi?
    Introduzione allo sviluppo motorio-cognitivo-affettivo dell’infanzia e ad alcune buone pratiche di cura

  • Carrellata critica tra le varie proposte per la primissima infanzia: libri in bianco e nero, libri di stoffa, libri sensoriali, cartonati, libri-gioco, tessere e schede con immagini, libri per la culla, libri per il bagnetto, ….

  • La voce come ponte tra bebè e adulto: l’immersione nelle parole fornisce al bambino -fin dalla sua vita intrauterina- una condizione ambientale ottimale, che può essere accompagnata anche da libri che sul ritmo e la musicalità costituiscono la loro peculiare struttura narrativa: canzoni, filastrocche, ... Si impara così a usare lo strumento della voce per creare legami e benessere.

  • Come funzionano gli albi illustrati?
    Forma e dimensioni di un albo concorrono a tutti gli effetti a raccontare una storia, così come la copertina, i risguardi, il numero di doppie pagine che si susseguono, ... In questa parte si introducono gli elementi principali della grammatica di un albo

  • Libri fotografici
    Fino al 2018 era difficile trovare libri fotografici per bambini e bambine di qualità, soprattutto nelle città prive di librerie specializzate per l'infanzia o di biblioteche con spazi dedicati: ne esistevano di molto interessanti ma non erano quelli a circolare di più bensì brutti cartonati con vari limiti sul piano progettuale ed artistico, adesso le cose sono cambiate.

  • Leggere crescendo
    Cosa rende un libro interessante mano a mano che maturano lettrici e lettori? Come accendere domande e favorire azioni per cercare risposte nei libri, oltre che negli altri posti?
    Buone e cattive pratiche a confronto ci aiutano a maturare un pensiero personale su come agevolare l'incontro con buone storie.

Nel seminario teoria e pratiche si intrecciano costantemente: l’utilizzo dei libri consente di esercitare lo sguardo ponendo la necessaria attenzione sia ai bisogni di chi legge e alla qualità del libro.

Il taglio è pensato per favorire alleanze educative e di cura tra famiglie, insegnati, educatori, professionisti e volontari raccogliendoli intorno a bei libri, può quindi realizzarsi presso biblioteche, librerie, musei, scuole, servizi educativi, ludoteche, ..

Il programma sarà definito insieme a chi richiede il corso.

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